Emilia Romagna

Tifosi e movimenti pro Palestina contro Bologna-Maccabi Tel Aviv


Anche i tifosi rossoblù si uniscono al coro di proteste contro Israele, al grido di “Show Israel the red card” e boicotteranno in massa la partita di Europa League tra il Maccabi Tel Aviv e il Bologna calcio, in programma il 29 gennaio alle 21. Il match si giocherà in campo neutro alla Tsc Arena di Backa Topola, in Serbia, ma ha già assunto un forte valore simbolico e politico.

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La mobilitazione contro le squadre di Tel Aviv non è nuova nel panorama sportivo bolognese. In passato, infatti, proteste e manifestazioni sono andate in scena contro le partite di basket della Virtus contro club israeliani – prima il Maccabi Tel Aviv e poi l’Hapoel Tel Aviv – e in occasione del Giro dell’Emilia, dal quale era stata esclusa la squadra ciclistica Israel-Premier Tech. Anche in questo caso, i movimenti pro Palestina tornano a chiedere il boicottaggio delle competizioni sportive che coinvolgono squadre israeliane.

Alla protesta si sono uniti anche settori della tifoseria rossoblù. I gruppi ultras Freak Boys e Forever Ultras 1974 hanno annunciato sui social la decisione di non seguire il Bologna in trasferta. “Coerenti con le nostre idee, non parteciperemo alla trasferta serba contro il Maccabi Tel Aviv”, si legge nel messaggio diffuso online, ricondiviso anche dal profilo della Vecchia Guardia.

Un messaggio subito rilanciato dai Giovani Palestinesi e Bds, il movimento internazionale per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti di Israele, e altre realtà pro Pal. Proprio dal Bds è arrivato un ringraziamento pubblico ai tifosi bolognesi per la presa di posizione. “Ringraziamo i tifosi del Bologna per questa presa di posizione di principio che risponde alla richiesta delle associazioni sportive e della società civile palestinese e denuncia le complicità degli organismi sportivi – si legge sulla pagina del Coordinamento Campagna BDS Bologna – . Invitiamo i veri amanti del calcio e dello sport in generale a continuare la pressione per mostrare il cartellino rosso a Israele e per chiedere a Uefa e Fifa di smettere di essere complici del genocidio e dell’oppressione del popolo palestinese”.

Una linea che era già stata tracciata nei mesi scorsi anche dal Centro Bologna Clubs, che aveva annunciato il boicottaggio della trasferta europea con un comunicato ufficiale, motivando la decisione “in segno di protesta per quanto sta accadendo in Palestina e per rispetto della tragedia umanitaria che investe quella popolazione”, ribadendo al tempo stesso “la condanna di ogni azione terroristica, da qualunque parte provenga”.

Non a caso, la presenza dei tifosi rossoblù sugli spalti serbi sarà estremamente ridotta. Secondo le stime, saranno circa 130 i supporter del Bologna calcio presenti alla Tsc Arena di Backa Topola. Un dato simbolico che racconta come il conflitto israelo-palestinese continui a riflettersi anche sul terreno dello sport, trasformando una partita di Europa League in un nuovo fronte di mobilitazione politica e civile.

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