“Ti ammazzo”. Stalking, minacce e botte a Bari: 17enne in comunità
Non accetta la fine della loro relazione e inizia a perseguitare l’ex fidanzatina: prima i messaggi e gli appostamenti, poi le minacce di morte e l’aggressione durante una festa di 18 anni in un locale di corso Vittorio Emanuele. Un pugno in pieno volto che ha costretto la vittima, una ragazzina che compirà 15 anni tra qualche giorno, alle cure del Pronto soccorso. Per questo un 17enne barese, giovane promessa del calcio, nei giorni scorsi è finito in comunità con l’accusa di atti persecutori aggravati. Il suo interrogatorio di garanzia è in programma lunedì mattina davanti al gip del Tribunale dei minori, Rosa Caramia. A far partire l’inchiesta della pm minorile Gianna Maria Nanna è stata la segnalazione che la famiglia della ragazzina ha inoltrato alla Questura di Bari dopo l’ultimo e gravissimo episodio.
La storia tra i due adolescenti era iniziata circa un anno fa. Dopo i primi mesi, evidentemente tranquilli, il 17enne ha iniziato a mostrare i primi segni di squilibrio emotivo. Una gelosia morbosa che già in una sera di agosto, a Ostuni, aveva portato a una violenta scenata condita da uno schiaffo. La ragazza ha deciso così di lasciarlo. E da quel momento in poi la situazione è ulteriormente degenerata. Telefonate e messaggi a raffica, anche quando lei, con la famiglia si è trasferita in una città del nord. “Se dovessi sapere che è successo qualcosa, giuro sulla mia vita, a costo di passare i guai, io ti uccido con le mie mani…”. Questo il contenuto di uno degli sms, chat depositate agli inquirenti dall’avvocato della vittima.
Qualche settimana fa, quindi, l’aggressione durante la festa di compleanno organizzata da un amico in comune in un locale di corso Vittorio Emanuele. A nulla sarebbe servito l’intervento di chi ha provato a calmare lo stalker: un altro amico dei due, pure lui rimasto lievemente ferito in quegli attimi concitati. È a questo punto che i genitori della ragazzina hanno chiesto alla Questura un provvedimento di allontanamento, dal quale è scaturita l’indagine penale coordinata dalla Procura per i minori. Pochi giorni fa è arrivata l’ordinanza cautelare che dispone il collocamento del 17enne in una comunità educativa. L’obiettivo è appurare le cause del disagio e delle reazioni violente del giovane, per avviare così un percorso che possa portarlo a prendere coscienza della gravità dei fatti di cui si è reso protagonista. E di conseguenza a imparare a relazionarsi con gli altri nel giusto modo.




