The Weekender: ascolta gli album di Moby, Paul Draper, Bologna Violenta (e molti altri…) usciti oggi

Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi…buon ascolto.
MOBY – “Future Quiet”
[BMG]elettronica
11 brani che attraversano minimalismo pianistico, ambient immersivo e interventi vocali misurat: 11 canzoni concepite come un antidoto alla saturazione percettiva dell’iperconnessione contemporanea.
PAUL DRAPER – “Mansun Retold”
[Kscope]indie-rock
Con “Mansun Retold”, Paul Draper sfoglia le pagine della propria storia, rivisitando alcune delle canzoni più potenti del repertorio dei Mansun e ricostruendole da zero. Registrato presso i Loft Studios nel Surrey, vede la partecipazione di un quartetto d’archi diretto e arrangiato da Audrey Riley (Muse, Coldplay, Nick Cave) con la batteria di Julian Fenton, il batterista dei Mansun nei loro primi anni. Draper suona il basso acustico, la chitarra acustica solista e ritmica e il pianoforte, con il suo stile compositivo immediatamente riconoscibile rivisitato in chiave moderna. Draper affronta le 11 canzoni di “Mansun Retold” come un lavoro incompiuto che allora significava una cosa e ora ne significa un’altra completamente diversa.
BOLOGNA VIOLENTA – “Oblomovismo”
[Dischi Bervisti]metal, sperimentale
Dischi Bervisti presenta il settimo album dei Bologna Violenta, progetto di Nicola Manzan, polistrumentista e compositore, e di Alessandro Vagnoni, batterista. Attivi insieme da oltre un decennio, il duo ha sviluppato una collaborazione solida e distintiva, consolidando la propria identità musicale con coerenza e originalità. “Oblomovismo”, settimo album di Bologna Violenta, raccoglie sedici brani brevi, violenti e stratificati, in cui le sonorità cybergrind delle origini si fondono con un approccio più maturo e consapevole, frutto dell’esperienza maturata con l’EP “Cortina” e l’album “Bancarotta Morale”. L’album esplora territori sonori estremi, alternando urgenza ritmica, riff serrati e atmosfere stratificate, arricchite da campionamenti evocativi e frammenti sonori inattesi. Il concetto di oblomovismo emerge come riflessione sulla paralisi e l’immobilismo contemporaneo: l’ascoltatore è immerso in un mondo di stimoli.
MUMFORD & SONS – “Prizefighter”
[Island]pop-rock, folk
I Mumford & Sons, vincitori di Grammy e BRIT Award, tornano con il loro sesto album in studio, “Prizefighter”, pubblicato da Gentlemen of the Road / Island Records coprodotto dai Mumford & Sons e Aaron Dessner, con la partecipazione di Hozier, Gracie Abrams, Gigi Perez e Chris Stapleton.
YUNGBLUD – “Idols II”
[Locomotion/Capitol]pop-rock
Yungblud torna con nuove canzoni e completa il suo album “Idols” con “Idols II”! I fan possono aspettarsi sei brani inediti e una versione reinterpretata del singolo “Zombie”, con la partecipazione degli Smashing Pumpkins. Yungblud descrive “Idols II” come il secondo capitolo della storia di Idols, in cui si rende conto di essere vivo e che il viaggio che sta compiendo non lo ha ucciso.
ELVIS PRESLEY – “EPiC: Elvis Presley in Concert”
[Sony]pop-rock
Questa raccolta include le straordinarie esibizioni presenti nel film di Baz Luhrmann, tra cui nuovi mix e remix dei classici successi di Elvis, insieme a due nuovi brani esclusivi che fondono e reinterpretano le iconiche esibizioni di Elvis, offrendo interpretazioni audaci e innovative che celebrano il Re in un modo completamente nuovo.
NEW FOUND GLORY – “Listen Up!”
[Pure Noise Records]pop-punk
Sono passati decenni da quando i New Found Glory sono stati scolpiti nel Monte Rushmore del pop-punk, ma mentre il quartetto di Coral Springs, in Florida, si avvicina al suo trentesimo anniversario, ha dimostrato con il suo undicesimo album in studio “Listen Up!” – e il primo per la Pure Noise Records – di avere ancora molto da dire. Plasmato dalla battaglia del chitarrista Chad Gilbert contro il cancro e dal legame duraturo con i compagni di band Jordan Pundik, Ian Grushka e Cyrus Bolooki, il disco cattura la resilienza e la gratitudine in riff serrati e ritornelli orecchiabili che ricordano i loro classici dei primi anni 2000. Scritto faccia a faccia nella casa di Gilbert a Nashville con una mentalità incentrata sui riff, l’album ricorda “Sticks and Stones” e “Catalys”t, ma va oltre con canzoni come il primo singolo “100%”, testato dal vivo insieme a The Offspring e Jimmy Eat World.
THE ENEMY – “Social Disguises”
[autoproduzione]indie-rock
“Social Disguises” è il quinto album in studio dei The Enemy. Il loro primo disco in dieci anni, che include il nuovissimo singolo “Not Going Your Way”, li riporta alla ribalta della scena indie rock britannica.
LUCID EXPRESS – “Instant Comfort”
[Kanine]indie-rock, shoegaze
I Lucid Express sono un gruppo di cinque giovani sognatori di Hong Kong che creano un rock trascinante, intriso di malinconia. Il seguito del loro album di debutto omonimo del 2021, “Instant Comfort”, è pubblicato dalla Kanine Records. Con “Instant Comfort”, che presenta gli arrangiamenti più complessi e stratificati mai realizzati dalla band, i Lucid Express hanno ingaggiato Kurt Feldman per il mix e il mastering, elevando il suono della band al suo massimo livello di chiarezza ed euforia.
APPARAT – “A Hum Of Maybe”
[Mute]elettronica
Sei anni dopo il suo “LP5”, candidato ai Grammy, Sascha Ring – alias Apparat – si tuffa con coraggio nelle complessità della vita con il suo sesto album in studio. “A Hum Of Maybe” è dettagliato, finemente lavorato e meravigliosamente imprevedibile. Il tema centrale dell’album è l’amore – per se stesso, sua moglie e sua figlia – e il desiderio di conservarlo, proteggerlo e ricalibrarlo costantemente, dato che è in continuo mutamento. Come suggerisce il titolo, le canzoni esplorano il tema dell’essere bloccati in una situazione di stallo: non un chiaro sì o no, ma “A Hum Of Maybe”.
NATHAN FAKE – “Evaporator”
[Infine Music]elettronica
Nathan Fake emerge dal mondo sotterraneo notturno e dalla catarsi rave dei suoi precedenti album e, in “Evaporator”, riemerge nel regno della luce del giorno, portando con sé una sensazione tangibile di aria che ti accarezza il viso, di cieli immensi e paesaggi infiniti. L’idea di accessibilità pop che si è insinuata in “Crystal Vision” del 2023 viene qui rifratta attraverso il prisma di un ambient travolgente, di un’elettronica profonda e di un trance uplift. “Evaporator” è l’idea di Fake di “musica ariosa da giorno“, con ogni traccia che rappresenta una diversa lettura barometrica delle varie atmosfere dell’album, che spaziano da vivaci raggetti di sole, a rinfrescanti paesaggi piovosi e a sottili nebbioline di melodie clementi. “Non è musica elettronica da discoteca apertamente provocatoria“, afferma Fake. “È piuttosto piacevole, accessibile. Man mano che procedevo nella creazione della tracklist, l’ho definito un album diurno. Non sembra un album da afterparty“.
ALTIN GUN – “Garip”
[ATO Records / Glitterbeat]alt-rock, psichedelia
Da quando hanno fatto il loro ingresso sulla scena nel 2018 con il loro album di debutto, “On”, gli Alt?n Gun di Amsterdam, sono stati all’avanguardia nel revival del XXI secolo dei groove psichedelici di influenza turca. Ora, il quintetto candidato ai Grammy torna con il suo sesto album in studio “Garip”, la loro uscita più ambiziosa e diversificata fino ad oggi, e un sentito tributo a Neset Ertas, un cantante, paroliere e suonatore di baglama turco molto amato e rispettato, che ha registrato più di 30 album e scritto centinaia di canzoni.
BEGGARS WEED – “Tragedy in U.S. History”
[Strolling Bones]indie-rock
Compilation dedicata ai Beggar Weeds, band di metà anni ’80 dedita a un jangly indie-rock, in cui il DNA dei R.E.M. e dei Replacements è decisamente percepibile in tutte le canzoni presenti nella retrospettiva, che aggiunge sei registrazioni inedite alle cinque già conosciute dell’EP, insieme a due brani bonus.
HEN OGLEDD – “DISCOMBOBULATED”
[Weird World]sperimentale
“DISCOMBOBULATED” è il nuovo album sconcertante e inquietante degli Hen Ogledd, il progetto collaborativo degli artisti Dawn Bothwell, Rhodri Davies, Richard Dawson e Sally Pilkington. È forse il loro disco più complesso ed emotivamente carico fino ad oggi, che coinvolge riflessioni sul tumulto politico, le crisi personali e il benessere mentale in un mondo impazzito, ma è anche il più calorosamente inclusivo e accessibile. Il disco vede la collaborazione di leggende dell’avanguardia, membri della famiglia, animali e persino elementi naturali. A tratti enfatico e vulnerabile, sottile e diretto, gioioso e furioso, “DISCOMBOBULATED” è un disco strano, complesso e commovente, proprio come ci si aspetta dagli Hen Ogledd.
PEACHES – “No Lube So Rude”
[Kill Rock Stars]elettronica, pop, punk
Un mix sfacciato e senza compromessi di musica elettronica, dance, punk, industrial e pop, “No Lube So Rude” si colloca all’incrocio tra il personale e il politico, dove il corpo non è solo un veicolo sessuale e spirituale, ma anche la prima linea in una battaglia per i diritti umani fondamentali. I testi di Peaches sono qui volgari ed espliciti, intessuti di sarcasmo pungente e giochi di parole intelligenti, ma sono anche sorprendentemente vulnerabili, offrendo uno sguardo candido allo specchio da parte di un’icona queer in post-menopausa che fa i conti con una società che si aspetta il silenzio, se non addirittura la cancellazione. Il risultato è un’esplorazione deliberatamente provocatoria dell’identità, della sessualità e dell’autonomia corporea da parte di una pioniera, un’opera singolare di alchimia emotiva e sonora che bilancia in egual misura il poetico e il profano, trasformando tutte le frizioni e le frustrazioni della vita moderna in gioia e trascendenza.
AVEE MANA – “Layers”
[Howlin’ Banana]psichedelia
Seguito di “Inner Life”, EP che ha fatto parlare di sé nel 2023, “Layers” ne è il proseguimento e l’evoluzione. Pur rimanendo fedele a un sound rock grezzo e deciso, Avee Mana esplora altri paesaggi sonori e per loro il psichedelismo è soprattutto un mezzo per aprire nuovi orizzonti estetici.
HEMI HEMINGWAY – “Wings Of Desire”
[PNKSLM]synth-pop
“Wings of Desire” combina le influenze romantiche degli anni ’50 e ’60, familiari a Hemi Hemingway, con una nuova ossessione per il post-punk gotico degli anni ’80 e il New Romantic. Ci sono momenti sublimemente drammatici e indulgenti (“Wings of Desire”, ‘Promises’, “If Love Is A Winter’s Day”), contrapposti a momenti sensuali, provocanti e pulsanti (“This City’s Tryna Break My Heart”, “Long Distance Lover”, “(To Be) Without You”). Il baritono di Hemingway può passare da dolce e vulnerabile a roco e pericoloso.
THE MESSTHETICS & JAMES BRANDON LEWIS – “Deface The Currency”
[Impulse!]nu-jazz
“Deface the Currency” è la seconda collaborazione tra The Messthetics e James Brandon Lewis. Registrato subito dopo il ritorno da un gioioso tour europeo, l’ingegnere Don Godwin ha catturato il suono di ciò che 150 concerti in un anno possono fare a una band. Si tratta semplicemente di un enorme cambiamento. Nell’energia, nella scrittura, nel suono. La band è diventata un’unità progettata per distruggere sul palco, e questo disco è espansivo, ambizioso e spontaneo. Ricco di complesse linee unisono di melodie spigolose e onde cattive di improvvisazione. Come una nuova musica nata dalla necessità di spingersi oltre. Quell’energia permea questi brani, l’amore di suonare insieme e stare insieme, sia in tour che in studio.
THE OTHERS – “When In Doubt”
[853 Records]indie-rock
Rispetto alla veste post-punk e all’approccio intransigente che caratterizzavano il disco dell’anno scorso, qui abbiamo brani decisamente più immediati, melodici e di facile ascolto.
ALOVESOPURE – “BITCRUSHER”
[Shore Drive]elettronica
Dall’uscita di “You’ll Be a Memory” degli alovesopure, la produzione creativa di Davilmar si è espansa in diversi gruppi e progetti negli ultimi anni. Dal rumore aspro degli Incarnate alla pesantezza schiacciante degli Ephermal e all’aggressività diretta dei Collateral, gli alovesopure si collocano da qualche parte nel mezzo. È proprio in questo scontro tra suoni e sensazioni che Davilmar trova la sua dimensione, e nel quarto album completo, “BITCRUSHER”, quell’equilibrio emerge come qualcosa di onirico, nostalgico e beato.
THE TAMMY SHINE – “OK Shine OK”
[Happy Happy Birthday To Me Records]indie-pop-rock
Tammy Ealom, la forza creativa dietro il leggendario gruppo Dressy Bessy di Denver, presenta il suo album di debutto da solista, “Ok Shine Ok”, “pubblicato dalla Happy Happy Birthday To Me Records (HHBTM). Questa uscita segna un momento cruciale: per la prima volta nella sua trentennale carriera, Ealom ha assunto il comando completo, scrivendo, eseguendo, producendo e registrando il disco interamente da sola. Il suo DNA sonoro è altrettanto eclettico, radicato nell’amore di suo padre Mod per le band della British Invasion, nella sua scoperta dei McCoys, Michael Jackson, Prince, e successivamente affinato dal suo amore per il grunge di band come Nirvana e Hole. Il suo futuro marito e partner musicale, John Hill (The Apples in stereo), le ha anche fatto conoscere l’hard rock e l’economia punk dei Ramones e dei Buzzcocks.
SAVANA FUNK – “Behind The Eyes”
[NoMusic]funk, rock, blues
Dieci tracce dove il sound dei Savana arriva diretto e inequivocabile, come il loro Meltin’ Pot fatto di afro, funk, blues, rock. La band si apre per la prima volta anche a tre brani cantati, elemento inedito che conferma e rafforza la caratteristica immersiva e ipnotica della loro musica. La produzione artistica e il mixaggio del disco sono stati affidati ad uno dei produttori italiani più importanti, Tommaso Colliva. Con i loro suoni potenti, che mescolano tradizione e innovazione, i Savana Funk si sono affermati come una delle realtà più innovative della scena musicale italiana.
DAILY WORKER – “Prefab Maverick”
[Repeating Cloud]indie-pop
Ventiduesima pubblicazione di Daily Worker (Harold Whit Williams). Mescolando influenze del primo Costello (e altri pub rocker) con la magia della tastiera alla Fripp, Williams supera se stesso questa volta, fornendo ritornelli power pop anni 90 e vibrazioni lo-fi malinconiche.
AMANA MELOME – “Recalibration”
[autoproduzione]Jazz
“Recalibration” è l’album del ritorno sulle scene di Amana Melomè. Con “Recalibration” Amana punta ad accompagnare l’ascoltatore in un viaggio che spazia dal neo-soul alle vibrazioni jazz delle big band! Da intime melodie vocali e ukulele essenziali al soul ad alta energia! “Ho scelto di mettere dei punti fermi nel viaggio di Recalibration: un’introduzione intitolata Chrysalis, un intermezzo di speranza in mezzo al caos e una conclusione intitolata Limitless. Credo siano perfetti fili energetici per legare tutto, essenziali per il viaggio e come riflessioni sul mondo folle in cui viviamo. Per Recalibration ho preso spunto dall’evoluzione di una farfalla, partendo dal bruco, ossia tutto ciò che sapeva di poter essere, fino al momento della crisalide (nota anche come stato di pupa) e attraversa una morte letterale del vecchio (completamente destrutturato) fino a rinascere come una magnifica farfalla. Senza limiti! Recalibration corrisponde anche ad “un’epoca” da cui sento di stare emergendo, rimanendo però perpetua, nelle sue diverse forme e tempi. Siamo tutti in continua evoluzione e tutto ciò eccita la mia Anima!“.
VIIC WOODS – “Unravel Time”
[ABCX]folk-indie-rock
Viic Woods è il progetto solista dell’artista svedese Victoria Skoglund. Con Viic Woods, l’artista entra pienamente nella sua dimensione artistica, fondendo un songwriting poetico con un indie rock atmosferico, strumentazioni organiche e texture cinematografiche e pulsanti. Se amate artisti come Sharon Van Etten, Big Thief, Angel Olsen e Weyes Blood, ecco che la proposta di Viic Woods, così suggestiva e poetica, può davvero catturare la vostra attenzione.
SERGIO RUSSO – “A due passi dal presente” EP
[autoproduzione]cantautorato
C’è un momento in cui il passato smette di essere un peso e diventa solo una distanza da attraversare. “A due passi dal presente” è il nuovo EP di Sergio Russo, cantautore milanese che da sempre intreccia esperienza personale e narrazione universale in una veste pop dalla scorza rock, moderna ma intrisa di tradizione.
Quattro brani che parlano di amori finiti, di cadute e risalite interiori, di trasformazioni silenziose. Prodotto da Marco Zangirolami e Diego Montinaro (Goedi), l’EP si sviluppa tra melodie orecchiabili e arrangiamenti che conoscono il peso delle parole e la potenza del silenzio. Il cantato ruvido e personale di Sergio si muove tra attitudine cantautorale e tendenze alternative, senza mai dare per scontata la propria forza espressiva. “A due passi dal presente” è un caleidoscopio di sentimenti reali: dolore, perdita, speranza, la luce che ritorna. Una narrazione in musica sull’essere umani, sul perdono e sulla luce che permette di rinascere quando ogni fine sembra definitiva.. La distanza dal presente non è mai stata così breve.
TRAUMA RAY – “Carnival” EP
[Dais]indie-rock, shoegaze
Una confluenza di riff fulminanti e bellezza austera, il sound della band continua ad evolversi, strizzando l’occhio ai grandi del loud-quiet-loud tra metal, grunge e shoegaze, dagli Slowdive agli Smashing Pumpkins. “Carnival” approfondisce un materiale più malinconico e cerebrale, come se mettesse a confronto le loro escursioni passate con uno specchio deformante. C’è un netto senso di inquietudine in queste canzoni, costruite come una band in un fugace lasso di tempo, a dimostrazione che funzionano meglio sotto pressione e quando attingono dagli angoli più bui del loro subconscio. Dal punto di vista sonoro, la band riconosce subito l’influenza di “Undone” e “Stuck on You” dei Failure, gruppo cult degli anni ’90, insieme all’onnipresente “Loveless”, che arriva alla grandezza dei Trauma Ray: cinque musicisti che assorbono, sintetizzano e ampliano ciò che amano. “Carnival” offre una breve e altamente ripetibile deviazione nell’oscurità da parte di una band che sta diventando sempre più formidabile.
BELZEBONG – “The End Is High” EP
[Heavy Psych Sounds]doom, stoner
Il cielo si squarcia, il mondo tossisce e il fumo si dirada solo per rivelare la fine. Dalle profondità del vuoto soffocato dai riff, i Belzebong tornano con un nuovo sermone per gli ultimi giorni: “The End Is High”. Questo nuovo capitolo ti trascina ancora più a fondo nella tua rovina, dove l’incenso brucia verde e il tempo scorre più lento della morte stessa. Questa è la colonna sonora della processione finale. Nessuna salvezza. Nessuna redenzione. Bong. Fuoco. Morte.
INSTITUTE – “Institute” EP
[Anti Fade Records]punk
In concomitanza con il primo tour australiano degli Institute, Anti Fade Records presenta un nuovo EP di tre brani di questi veterani punk texani molto amati.
AULD SPELLS – “Everything You Want” EP
[Basement Tape Records]indie-pop
“Everything You Want” è la dichiarazione più chiara finora del mondo degli Auld Spells, un disco costruito sulla melodia, l’atmosfera e il controllo emotivo. Scritto e realizzato a Edimburgo, l’EP definisce il sound della band con concentrazione e intenzionalità. È coinvolgente senza eccessi, immediato senza fretta e progettato per attirare l’ascoltatore fin dai primi istanti. In tutto l’EP, il suono degli Auld Spells riflette una sensibilità distintamente scozzese, plasmata dall’atmosfera, dalla riservatezza emotiva e dalla chiarezza melodica piuttosto che dall’eccesso. L’influenza dei Cocteau Twins, dei Pastels e dei Lowlife si percepisce così come la più ampia discendenza della musica indipendente scozzese. Emersa da una nuova ondata di artisti dream pop a Edimburgo, che ha contribuito a plasmare, la band è in prima linea in una scena ancora in fase di formazione, atmosferica, melodica e radicata nella tradizione indipendente scozzese, ma con lo sguardo rivolto al futuro piuttosto che al passato.
Source link




