The Weekender: ascolta gli album di Lucio Corsi, FKAtwigs, Austra (e molti altri…) usciti oggi

Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi…buon ascolto.
LUCIO CORSI – “La Chitarra Nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”
[Sugar Music]indie-rock
“La Chitarra Nella Roccia” racchiude l’essenza più pura di cosa significhi vivere la musica per Lucio Corsi e la sua banda: un live catturato su disco dove «l’obiettivo non è la precisione ma il sentimento, dove le spie fischiano, dove le voci sono rotte e tremano come le luci dei lampioni». Le 21 tracce che vanno a comporre la ricca tracklist ripercorrono la carriera dell’artista, con tutti i brani più amati del suo repertorio, fino ad arrivare alle canzoni tratte dall’ultimo album “Volevo essere un duro”. Al suo interno anche “Canzone Senza Musica – Gli Alberi”, intermezzo parlato che Lucio decanta ad ogni suo show, e “Maremma amara”, canto popolare della tradizione maremmana, in onore delle sue radici.
FKA TWIGS – “Eusexua Afterglow”
[Young / Atlantic]indie-pop
Quarto album in studio della cantante inglese FKA Twigs. Preceduto dai due singoli “Cheap Hotel” e “Predictable Girl”, inizialmente concepito come edizione deluxe di “Eusexua” (2025), si è poi evoluto in un lavoro autonomo pensato come sequel del precedente album di FKA Twigs.
AUSTRA – “Chin Up Buttercup”
[Domino]alt-pop
Ascoltando attentamente, si percepisce una vulnerabilità che distingue questo album dai suoi lavori precedenti. È un album triste su cui si può ballare. Stelmanis e il co-produttore Kieran Adams condividevano l’amore per le dive del pop, l’eurodance e la techno introvabile. L’album “Ray of Light” di Madonna del 1998, prodotto da William Orbit, ha avuto un’influenza fondamentale nelle fasi finali della realizzazione dell’album: “Ray of Light è stato prodotto quasi interamente con un Juno-106 e un Korg MS-20 che avevamo già utilizzato, quindi il punto di riferimento era lo stesso“, dice Stelmanis. L’album suona come un mix di ipnotici inni da discoteca e melodie eleganti per lenire il tuo cuore spezzato.
ED HARCOURT – “Orphic”
[Deathless Records]cantautorato
Dopo aver debuttato con “Here Be Monsters” (2001), candidato al Mercury Prize, Ed Harcourt ha costruito una carriera caratterizzata da emozioni crude, abilità compositiva e immaginazione visionaria. Ha pubblicato dieci album acclamati, prima di espandersi nel campo strumentale e soundscape con “Beyond the End” e “Monochrome to Colour”. Il suo album del 2024, “El Magnifico”, ha ricevuto alcune delle recensioni più positive della sua carriera. Acclamato per il suo sound cupo e poetico, basato sul pianoforte, e per le sue dinamiche performance dal vivo, che spaziano da intimi set solisti a produzioni orchestrali complete, Harcourt è un artista che sa sempre stupire.
THE NEIGHBOURHOOD – “(((((ultraSOUND)))))”
[Warner]indie-pop
La band californiana, icona del pop malinconico, pubblica il nuovo album “(((((ultraSOUND)))))”, un lavoro che più che un semplice ritorno, rappresenta una vera e propria rinascita artistica. Realizzato in totale libertà creativa, senza etichette né pressioni, l’album segna la reunion di Jesse Rutherford, Zach Abels, Jeremy Freedman, Mikey Margott e Brandon Fried dopo tre anni di pausa. “(((((ultraSOUND)))))” è composto da 15 tracce intime e autentiche, che lasciano spazio all’emozione più che all’estetica, con un sound che alterna atmosfere ipnotiche a sfumature rock. Un ritorno alle origini, al suonare insieme “perché lo volevamo“, come racconta la band stessa.
THE DEVIL WEARS PRADA – “Flowers”
[Solid State Records]metal
I Devil Wears Prada hanno sempre esplorato gli estremi della vita nella loro musica. Non hanno mai evitato di affrontare l’oscurità, di combattere la depressione, di dare un senso alla confusione, di lenire l’ansia o di confrontarsi con la fede, l’esistenza e la morte. Allo stesso tempo, hanno rispecchiato gli alti e bassi della vita alternando pesantezza schiacciante e melodie strazianti. È stato così fin dall’inizio. Ora arriva il loro nono album, “Flowers”. Abbinando temi audaci a canzoni altrettanto audaci, elaborano il dolore, superano le difficoltà e non solo guariscono insieme, ma sbocciano creativamente come mai prima d’ora.
THE NOTWIST – “Magnificent Fall”
[Morr Music]folktronica
“Magnificent Fall”, la nuova compilation di rarità dei Notwist, raccoglie alcuni momenti speciali e selvaggi della ricca storia di questo gruppo indie tedesco unico nel suo genere. Nel corso della loro carriera hanno sempre inserito splendide canzoni e remix emozionanti in singoli, EP e altri formati, e qui li hanno raccolti in una compilation accuratamente pensata. Queste tredici selezioni funzionano come una sorta di “narrazione ombra” dei Notwist, un indice alternativo delle possibilità che questo gruppo mutevole ha scoperto durante la sua carriera.
THE MAN FROM DELMONTE – “Better Things”
[autoproduzione]indie-pop
“Better Things” è il nuovissimo album di The Man From Delmonte. Contiene brani inediti e registrazioni di vecchi brani che non erano mai stati realizzati in studio.
WYLDEST – “The Universe is Loading”
[Hand in Hive]alternative
Il quarto album dell’artista londinese Zoë Mead. “Il termine “The universe is loading” mi è venuto in mente durante il processo creativo di questo disco. Stavo leggendo molti libri sullo spazio, insieme a romanzi gotici, e l’unione dei due mi sembrava appropriata. Vita, morte, tecnologia e natura coesistono in un album pop post-apocalittico e cupo. Ho pensato che fosse intrigante e in sintonia con l’atmosfera generale dell’album e il significato delle canzoni. Evoca anche l’idea della natura che si fonde con il mondo digitale (qualcosa che volevo rappresentare visivamente come parte di questo lavoro). Il termine si riferisce al concetto scientifico dell’espansione dell’universo. Credo che, in quanto creature dell’universo, noi esseri umani obbediamo alle stesse leggi della fisica. Raccogliamo costantemente nuovi ricordi ed esperienze, ma non sempre in modo progressivo: a volte la vita ci porta in luoghi che non ci aspettiamo. Il disco stesso serve a ricordarci che dobbiamo accogliere il cambiamento, continuare a imparare e crescere, proprio come l’universo.”
CHEAP TRICK – “All Washed Up”
[BMG]rock
Nuovo disco dell’indiscutibile e indispensabile band rock n’ roll americana Cheap Trick, che festeggia il suo 50° anniversario.
HOME FRONT – “Watch It Die”
[La Vida Es Un Mus]post-punk
Gli Home Front di Edmonton, Alberta, Canada, hanno conquistato gli stereo di tutti negli ultimi 3 anni con la loro combinazione unica di The Cure, Blitz, Eurythmics e Suicide, avvolta da una produzione moderna e ritornelli coinvolgenti. Il loro secondo LP “Watch It Die” vola alto e arriva in profondità con bordi punk sfrangiati che avvolgono il lusso pop canonico. Un disco che parla di come affrontare la vita riconoscendo la morte, dell’umanità, della rinascita, dei sogni e della comunità, il tutto alimentato da drum machine vintage, sintetizzatori analogici e chitarre urlanti. Un crossover punk pop senza eguali.
FARAO – “Magical Thinking”
[Western Vinyl]R&B
“Magical Thinking”, il terzo album in studio di Farao, si sviluppa come un viaggio stratificato attraverso la perdita, il desiderio e la trasformazione. Evocando il titolo e lo spirito di “The Year of Magical Thinking” di Joan Didion, si muove attraverso il terreno silenzioso tra la negazione e l’accettazione, dove il dolore non viene risolto, ma portato avanti. Sono canzoni di ricostruzione e resilienza, plasmate dai temi del dolore, della maternità e dei rituali essenziali che ci sostengono quando la lucidità svanisce. Registrato tra Oslo e Berlino, l’album pulsa con il fascino R&B degli anni ’90, lo scintillio disco degli anni ’80 e la contemplativa ampiezza del jazz spirituale, ancorato dall’intima voce di Farao e dagli intricati arrangiamenti. Dallo scintillio iniziale di “Waiting for You”, dove il cuore spezzato è vestito di paillettes e un groove evoca Robyn e Chaka Khan, il disco ci invita in un mondo dove il desiderio è reso luminoso.
AVTT/PTTN – “AVTT/PTTN”
[Ramseur Records]indie-rock
Ecco l’album di debutto degli AVTT/PTTN, una collaborazione tra gli Avett Brothers e Mike Patton. Nel 2019, Scott Avett e Mike Patton hanno iniziato a parlare dopo che Avett ha espresso la sua ammirazione per Patton in un’intervista che ha attirato l’attenzione del team di gestione di Patton. Patton ha detto ad Avett che la porta era aperta per una collaborazione, se Avett fosse stato interessato. Circa un anno dopo, Avett ha inviato alcuni demo di canzoni a Patton che lo hanno lasciato senza fiato. Lo scambio di canzoni e suoni è continuato tra The Avett Brothers e Mike Patton fino a quando, diversi anni dopo, hanno realizzato un album completo di canzoni: è nato così “AVTT/PTTN”.
JAKE XERXES FUSSELL AND JAMES ELKINGTON – “Rebuilding”
[Crowded Table / Fat Possum]Avant-folk
I chitarristi Jake Xerxes Fussell e James Elkington uniscono le forze per “Rebuilding”, la colonna sonora originale dell’omonimo film, diretto da Max Walker-Silverman e interpretato da Josh O’Connor, Meghann Fahy e Amy Madigan. Noti per le loro voci distintive nella musica folk contemporanea e sperimentale, il duo crea una colonna sonora evocativa che fonde passaggi di chitarra lirici con texture atmosferiche. “Rebuilding” cattura sia l’intimità che l’ampiezza del film, offrendo un’esperienza di ascolto commovente e autonoma.
GLAXO BABIES – “Men Of Stone”
[Bristol Archive]post-punk
Negli annali della storia musicale di Bristol, i Glaxo Babies potrebbero avere un libro tutto loro. Singoli ed EP come “Christine Keeler” e “This Is Your Life”, insieme alla fondamentale compilation “Avon Calling” e alla versione registrata da John Peel di “It’s Irrational”, hanno conquistato lo spirito del tempo del post punk britannico tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Ora ecco il nuovo album dopo circa 40 anni. È un capitolo importante che racconta la reinvenzione, la ristrutturazione e in nessun modo il bilancio. Per questo lavoro i Glaxo utilizzano non uno, ma due nuovi vocalist che aggiungono la loro voce a una raccolta di canzoni scritte principalmente dal chitarrista originale e membro storico dei Glaxo, Dan Catsis.
MR EGGLEMON & THE HEADFISH – “Let It Cook”
[Inner Ear]folk, psichedelia
Mr Egglemon & The Headfish è un trio musicale proveniente da Patrasso, in Grecia. La loro musica nasce dall’energia di un trio dal vivo, modellata da armonie stratificate e da un sound che si avvicina all’indie folk e al rock psichedelico. Ogni canzone che scrivono è una conversazione tra melodia e ritmo, sincerità e giocosità, creata per essere allo stesso tempo familiare e inaspettata.
BANADISA – “Inumana Canicola Padana”
[Trovarobato/La Tempesta Dischi]sperimentale
Il titolo è tratto da una frase tratta dallo scritto “Racconti ritrovati del Po” dell’etnografo Roberto Roda, descrive il tentativo di sintetizzare in senso figurativo il senso della sofferenza, della fatica, di qualcosa che opprime, che grava inesorabile sul corpo e sullo spirito. È l’inumana canicola padana. È anche il racconto di uno sforzo: inventare un’etnografia musicale immaginaria: giustapporre lingue remote e lingue di casa, riportare nell’entroterra quella vecchia spinta al viaggio, dell’esplorazione, dell’avventura che apparteneva a chi si affacciava sul mare. Si ascoltano brani in italiano, inglese, spagnolo, in dialetto: voci dissimili, tutte che convivono. La fatica è molto fisica, carnale, corporea, quasi percepibile. Tanti sono i riferimenti nei testi proprio al corpo, al corpo stanco, al corpo stremato.
TIBERIUS – “Troubador”
[Audio Antihero]indie-rock
Nato come progetto solista di Brendan Wright, Tiberius si è evoluto in un quartetto accattivante, che produce quello che Wright definisce “Farm Emo“. Questa formazione ampliata fonde indie punk, alt country e psichedelia con un songwriting confessionale, ma allo stesso tempo colloquiale e coinvolgente. Questa raccolta sonoramente stratificata ed espansiva vede i Tiberius passare dall’ira all’ambient, offrendo intensità e cuore e un tocco caldo e rustico. I singoli di punta “Sag” e “Felt” non sarebbero fuori luogo in una compilation Deep Elm, mentre canzoni come ‘Moab’ e “Sitting” virano verso l’indie country pop folk. “Per gran parte della mia vita, ho definito me stesso quasi completamente in relazione agli altri: i miei amici, la mia famiglia e le mie relazioni. Troubadour è stato scritto in un breve periodo di tempo in cui queste relazioni sono cambiate in modo significativo, e mi è sembrato di subire una completa morte dell’ego. Per mesi mi sono sentito pazzo, ma inevitabilmente ho trovato conforto nella natura e nella costanza degli alberi. Per un certo periodo mi sono sentito profondamente connesso all’universo in un modo che era completamente al di fuori del mio senso di sé. Ero tutto in una volta, ed è stata una delle esperienze più profonde che abbia mai avuto. Ed è stato difficile. E penso di essere stato abbastanza fortunato da riuscire a catturarlo in queste 10 tracce.“
NIGHTMARES ON WAX – “Echo45 Sound System”
[Warp]elettronica
Cresciuto nella cultura dei sound system di Leeds, in Inghilterra, George spese cinque sterline, gentilmente concesse da sua madre, per acquistare un vecchio altoparlante malandato che chiamò “Echo45″. Quell’altoparlante lo portò a conoscere Kevin Harper, membro fondatore dei Nightmares on Wax, un incontro casuale che avrebbe cambiato il corso della sua vita. Con l’ultimo album “Echo45 Sound System”, i Nightmares On Wax portano questa tradizione un passo avanti, con un mixtape che sembra sia una celebrazione che una dichiarazione. È un viaggio sonoro vivace, ispirato alla cassa acustica originale “Echo45″, che fonde soul, roots, hip-hop, dub e texture elettroniche con uno spirito audace.
MINI SKIRT – “All That We Know”
[Bad Vibrations]garage-punk
A cinque lunghi anni dal loro album di debutto “Casino”, che ha conquistato gli appassionati di punk di tutto il mondo, il secondo album dei Mini Skirt, “All That We Know”, è pronto. I pub-punkers di Byron Bay, nel New South Wales, continuano a proporre il loro marchio di fabbrica fatto di grinta australiana politica, grezza e tagliente, approfondendo e accentuando il loro caratteristico mix di punk australiano. Tutto grinta e niente glamour, il nuovo rumoroso lavoro dei Mini Skirt è sostenuto dal paroliere e artista visivo Jacob Boylan, che dipinge un quadro del clima sociale moderno, con ogni strofa e ogni ritornello che costituiscono una valutazione ben costruita e concisa, che spinge l’ascoltatore a riascoltare ogni riga per essere sicuro di non perdere una parola. Il tutto è, come sempre, accompagnato dai toni sporchi e trascinanti della chitarra e del basso e dalla batteria che spacca, che hanno aiutato i Mini Skirt a sviluppare il proprio sound in un angolo fortemente saturo e competitivo del rock’n’roll. Rendendo omaggio a pionieri australiani come X e Radio Birdman, il sound dei Mini Skirt rimane grezzo e onesto in tutte queste undici tracce.
CALZEENI – “SLOMO”
[RADAR MGMT]punk, hardcore
Tra chitarre sature, batterie perforanti e bassi avvolgenti, i Calzeeni alzano il volume e raccontano un mondo pieno di disagio emotivo, rabbia ma anche accenni di inaspettata tenerezza. “SLOMO” intreccia punk, hardcore e metal, alternando momenti di sfogo – come in “Pugni per l’aria” e “Sembra ironia” – a riflessioni intime e sentimentali che ritroviamo in “Ostraci”, “Vacche al pascolo” e “Il verde”. Il viaggio trova il suo compimento con “Il peso che schiaccia lo spazio”, un brano che trascina l’ascoltatore nel cuore più oscuro del disco: una corsa senza respiro, dove le ritmiche serrate evocano la gravità di chi si sente schiacciato dal mondo. “SLOMO” è un album completo e impegnato, tanto nelle sonorità quanto nei temi: ogni pezzo è uno scatto emotivo, un frammento di vita che sembra arrivare da un sogno distorto, mentre l’energia resta sempre alta e brutale.
TONY MOLINA – “On This Day”
[Slumberland]indie-rock
Tony Molina pubblica album con notevole costanza da oltre vent’anni. Sostenuta da un’etica di indipendenza incrollabile e da una dedizione incessante alla composizione, la sua musica unisce la passione per la storia e la tradizione della scrittura e della produzione musicale a un’etica del lavoro risoluta e a una straordinaria capacità di esemplificare e trascendere tali ispirazioni. “On This Day” è forse l’album più rappresentativo di Tony Molina: una raccolta di 21 brani di struggente bellezza che sembra una selezione di singoli perduti (o brani poco conosciuti). L’album è stato prodotto e registrato da Tony e Alicia Vanden Heuvel (The Aislers Set) su nastro analogico a 8 tracce da ½ pollice nel loro studio di San Francisco. Il processo di registrazione casalingo, senza fretta, ha dato loro tutto il tempo necessario per sperimentare e perfezionare gli arrangiamenti, aggiungendo mellotron, pianoforte, organo, campane, tromba e altro ancora, con risultati squisiti. Gioielli folk/rock senza tempo si alternano senza soluzione di continuità a brani folk acustici, intricati intermezzi di chitarra classica e delizie barocche/soft-pop. Questo è un album nel senso più vero del termine: un ciclo di canzoni legate da atmosfera, melodia, ritornello e scopo, e non a caso, ci dicono le note stampa, è il migliore di Tony fino ad ora.
SISTER RAY DAVIES – “Holy Island”
[Sonic Cathedral]dream-pop
Il duo formato da Adam Morrow e Jamie Sego ha sede in Alabama, ma in qualche modo ha realizzato un concept album sull’antico avamposto religioso al largo della costa nord-orientale dell’Inghilterra. È un disco straordinario che mescola chitarre distorte con folk horror e melodie fantastiche, per i fan di Ride, Slowdive, Galaxie 500, Talk Talk, Yo La Tengo e The Clientele. Nonostante l’ispirazione dei testi provenga da migliaia di chilometri di distanza, l’album è intriso dell’anima del loro ambiente, anche perché è stato registrato nel vecchio studio Muscle Shoals Sound sul fiume Tennessee, ora Portside Sound, gestito da Jamie.
SONNY & THE SUNSETS – “The Diving Kind”
[Rocks In Your Head]indie-rock
Sonny & the Sunsets sono una splendida realtà della costa occidentale. Nati dalla sabbia, dal surf e dai falò al tramonto di Ocean Beach, i brani beach-pop di Sonny & the Sunsets evocano ricordi della disperazione ultraterrena del doo wop, una dose di umorismo buffo alla Michael Hurley e le possibilità positive trasmesse da Jonathan Richman.
A VIOLET PINE – “Nothing Safe”
[autoproduzione]indie-rock
“Nothing Safe” è il nuovo e quinto album degli A Violet Pine, il terzo pubblicato dopo la formazione rinnovata inaugurata con “Again” nel 2019. Dopo l’esperimento shoegaze a due chitarre di “Crown Shyness” (2022, autoprodotto), il gruppo torna con forza al groove e alle sonorità alternative rock, costruendo riff diretti e sempre al servizio delle canzoni. Il disco fonde elementi di post-rock e sfumature psichedeliche in una sintesi contemporanea e ormai pienamente matura. “Nothing Safe” rappresenta l’opera più coesa degli A Violet Pine, una band che da quindici anni anima la scena underground con un sound in continua evoluzione. In queste nuove tracce, alla consueta inquietudine si accompagna una luce inaspettata, che apre a un viaggio sonoro intenso, viscerale e privo di compromessi.
ROSITA BRUCOLI – “Siamo Stati Guai”
[Sound To Be]alt-pop
La voce calda e avvolgente di Rosita intreccia melodie e armonie che si fondono con naturalezza alle sonorità elettroniche, creando un equilibrio raffinato tra emozione e modernità. Del disco, Rosita racconta: «Siamo stati guai è un disco che mi piacerebbe fosse definito sincero, gentile e crudo. Durante la scrittura di queste canzoni mi sono sentita così: gentile nei confronti di ricordi e suggestioni, a volte docili e a volte violente. Vorrei che le persone che lo ascoltano si prendessero un momento di pausa dalla vita, che il tempo si fermasse e si lasciassero andare: in pianti, commozione, gioia ma anche rabbia. Che insomma si esprimessero come meglio credono. È un disco in cui ho voluto vivere, e mi auguro far vivere, uno spettro ampio di emozioni.» Rosita Brucoli è una voce che sa farsi ascoltare, una penna diretta, semplice e delicata. I brani inclusi nell’album presentano una scrittura intima e al tempo stesso universale: Rosita intreccia ricordi, fragilità, rabbia e nostalgia, ma anche momenti di leggerezza e curiosità per le relazioni umane. Rosita, con il nuovo disco, reinventa il concetto di guaio trasformando il dolore e le difficoltà in esperienze capaci di restituire senso e intensità alla vita.
RUNO PLUM – “patching”
[Winspear]indie-folk-rock
“Patching” l’intimo LP di debutto della cantante e cantautrice di Minneapolis runo plum, cattura con grazia la contrazione, l’espansione e il rilascio di un intenso periodo di riparazione emotiva, in un indie rock dai contorni morbidi e radiosi. La sincerità sfrenata del disco non è una novità per runo plum, che da cinque anni scrive e condivide silenziosamente i suoi intricati brani folk.
THE MARY ONETTES – “Sworn”
[Welfare Sounds & Records]indie-rock
I Mary Onettes, ottimi esponenti svedesi del dream pop e del post-punk, tornano con il loro attesissimo quinto album, “Sworn”. Questo disco è un altro esempio del loro stile compositivo ricco, potente ed emozionante. Le canzoni di “Sworn” sono chiari esempi di quanto i The Mary Onettes siano sempre attuali. Con testi ancora più suggestivi e una produzione senza tempo, danno il via a un altro intrigante capitolo della loro storia discografica.
CITRUS CITRUS – “In the Belly of the Eternal Draw”
[Bronson]psichedelia
Non c’è un unico percorso attraverso il nuovo album dei Citrus Citrus. Solo spirali. Riflessioni. Fili che si intrecciano e si dissolvono. “In the Belly of Eternal Draw” è un invito per l’ascoltatore a perdersi liberamente. Questo è il secondo album dell’ensemble psichedelico italiano. Se il loro debutto ruotava attorno al concetto di metamorfosi, “In the Belly of Eternal Draw” è più simile a un caleidoscopio: uno che rifiuta la linearità a favore della complessità e dei risultati imprevedibili dell’improvvisazione. Ogni brano offre una visione del mondo diversa, una lente distinta attraverso la quale la realtà può apparire frammentata, obliqua o rifratta attraverso i sogni. Un disco plasmato dalla scintillante assenza di un’idea centrale: un libero vagabondare di stili, voci e illusioni di verità. Otto canzoni, otto punti di vista divergenti da una macchina culturale diversa. Composte principalmente attraverso lunghe sessioni di improvvisazione, le canzoni sono nate come impulsi condivisi: momenti di esplorazione collettiva piuttosto che dichiarazioni individuali. “Nessuno si presenta con una canzone finita“, spiega la band. “Si tratta di creare qualcosa di vivo, nella stanza, insieme“. Le strutture sono emerse da frammenti improvvisati, sviluppate come mappe abbozzate a matita e tracciate a inchiostro solo una volta che la voce ha trovato il suo posto.
MATT PRYOR – “The Salton Sea”
[Big Scary Monsters]indie-rock
Matt Pryor (The Get Up Kids) pubblica il suo nuovo album solista, il suo primo lavoro in 8 anni e segue il successo della riedizione per il 25° anniversario e del tour mondiale del classico album dei The Get Up Kids, “Something To Write Home About”. “The Salton Sea” vede Pryor esplorare un sound ampio e completo che ricorda gli Afghan Whigs e i Sugar di Bob Mould, in particolare l’LP Copper Blue del 1992, con chitarre sognanti, batteria potente e una produzione brillante. Le canzoni di “The Salton Sea” sono senza tempo e accattivanti, come ascoltare uno sconosciuto che racconta il suo viaggio attraverso l’inferno e ritorno. Come ascoltatore, ti ritrovi a chiederti cosa significano questi momenti, come si svolgeranno? Questo è senza dubbio dovuto al fatto che, insieme alla sobrietà, Pryor ha trovato conforto nello scrivere per il gusto di scrivere, una pratica che continua quotidianamente, di solito prima dell’alba.
MOURN – “Letra Ligada”
[Montgri]indie-rock
Come già anticipato, tutte le canzoni di “Letra ligada” sono cantate in spagnolo. Eliminando il carattere idiomatico dei testi, che sono generalmente una sorta di diario personale, invece di sembrare più vulnerabili, li rende più reali e genuini. Nei testi di questo album, l’immaginazione e la fantasia si intrecciano con le derive della vita quotidiana, narrando, senza volerlo, un gioco di specchi in cui la maggior parte di noi può vedersi riflessa: il brusio delle nostre menti, ciò che proviamo e ciò che vorremmo provare, ciò che ci fa versare una lacrima e ciò che ci fa sorridere e ci aiuta ad andare avanti. Musicalmente, il nuovo album dei Mourn, prodotto dal musicista e produttore norvegese Kenneth Ishak, è apparentemente un album più luminoso, più pop, meno grezzo e più efficace, ma non per questo più semplice. Ad ogni ascolto, si possono scoprire nuovi dettagli e apprezzare l’enorme lavoro e il talento che stanno dietro agli arrangiamenti di ogni brano.
ASH RED – “The Foreign Game”
[Blowtorch]post-punk
Dalla loro formazione nel 2019, gli Ash Red – Arthur Murray (chitarra/voce), Tadhg O’Keeffe (basso/corista) e Isaac Walsh (batteria) – si sono conquistati una fedele base di fan con il loro post-punk cupo e ricco di bassi, ispirato ai Joy Division, ai Cure e a una sensibilità irlandese tutta loro. Con oltre 70 concerti solo a Cork, apparizioni in tutte le principali città irlandesi e performance da headliner al The Workman’s Club (Dublino) e al Voodoo (Belfast), gli Ash Red sono diventati una parte fondamentale del circuito musicale underground irlandese.
HOTEL LUX – “The Bitter Cup”
[autoproduzione]alt-rock
Gli Hotel Lux pubblicano il loro secondo album, “The Bitter Cup”. Il nuovo album segna un nuovo capitolo per la band, che dopo aver dedicato del tempo a riscoprire la propria identità, sia come musicisti che come gruppo di amici ormai vicini ai trent’anni, è pronta a ripartire. Per “The Bitter Cup”, gli Hotel Lux hanno deciso di autoprodursi. “È stata una scelta del tutto naturale, ma anche assolutamente necessaria“, spiega il chitarrista Sam Coburn. Registrato ai Big Jelly Studios, la band ha avuto abbastanza fiducia in sé stessa da creare il proprio sound per questo nuovo disco. “Se non puoi fidarti di te stesso, di chi puoi fidarti?”, aggiunge il chitarrista Max Oliver. Scritto in modo completamente collaborativo e registrato dal vivo per replicare l’intensità emotiva dei loro concerti, questo nuovo disco mostra la band nella sua versione più vulnerabile, ma anche più sicura di sé. L’evoluzione è evidente, sia nella loro vita personale che come musicisti.
ORVILLE PECK – “Appaloosa EP”
[Warner Records]contry-rock
Il cantante country ha rivelato il suo EP sui suoi account social la scorsa settimana, accompagnando l’uscita del primo singolo. Il progetto di sette tracce sta già suscitando l’entusiasmo dei suoi fan, molti dei quali commentano che sarà la sua migliore raccolta di canzoni mai realizzata. Noah Cyrus è presente in una delle tracce.
Source link



