The Tallest Man On Earth
Kristian Matsson è un altro di quegli artisti che ha scelto di abbandonare la terra dei sogni e delle illusioni, l’America, per tornare in patria, esattamente nella regione svedese di Dalarna dove è cresciuto: una riconnessione non solo territoriale, ma culturale e umana. Con il nuovo album “Just Beyond Endless Mountain”, cambia prospettiva rinunciando all’estetica sgargiante dell’esperienza newyorkese. Lo scatto in bianco e nero di Anton Corbijn che campeggia in copertina è in tal senso emblematico: accantonate la mai del tutto definita svolta elettrica e le ultime velleità pop di “Henry St.”, l’appellativo di The Tallest Man On Earth ritorna ad avere senso nell’economia stilistica del musicista svedese.
Che il cantautorato folk di Matsson non sia più figlio della logica DIY è ormai assodato; queste nuove undici tracce fanno comunque tesoro della natura intimistica degli esordi, ma con il passare del tempo l’artista ha sostituito il nume tutelare di Bob Dylan con i suoi epigoni moderni. Il risultato è una ripetitività della formula che questa volta finisce per essere piacevole e interessante grazie a un ampio spettro di soluzioni sonore.
L’inquieta “Deliver Me From Trying”, le sonorità blues della title track e l’ispirata dolcezza di “Overboda” – impreziosita dal duetto con Sofia HK – certificano lo stato di salute dell’autore. D’altro canto, l’aspra “The Wildest Of His Dreams”, la struggente ballata per chitarra e violino di “Colors” e il pregevole tocco di fingerpicking di “Scully, It’s Me” sottolineano la rigenerazione artistica di un musicista che ha finalmente riscoperto la bellezza e la poesia nella semplicità e nella spontaneità espressiva, assimilando all’interno delle composizioni vecchie registrazioni sul campo e sonorità folk scandinave e svedesi.
L’ottavo disco di The Tallest Man On Earth è solo in parte frutto di uno sguardo verso il passato e verso la tradizione: è un passo verso una nuova consapevolezza che inietta quel tanto di brio necessario per tenere desta l’attenzione su un musicista che a volte ha ceduto alla routine. “Just Beyond Endless Mountain” è, infine, il primo tassello di una nuova fase creativa dell’artista, un’opera che della volubilità fa tesoro e che trova in brani come “The Forest Keeper” e “Times” l’humus perfetto per un cambiamento che assomiglia a una rinascita. La strada verso una nuova, definitiva maturità artistica è un percorso affascinante che Matsson ha appena ricominciato a tracciare.
Cavalca l’onda della grande musica
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
01/11/2026
Source link




