Cultura

The Paper Kites – If You Go There, I Hope You Find It

La scena australiana degli anni dieci del nuovo millennio ha saputo regalare diverse band interessanti, ultimi ma non ultimi i The Paper Kites da Melbourne che hanno riscosso un certo successo in America con il loro indie folk diretto e melodico, non a caso ampiamente utilizzato in serie tv come Grey’s Anatomy, This Is Us e Virgin River.

Credit: Press

Il settimo album “If You Go There, I Hope You Find It” vede Sam Bentley (voce, chitarre, armonica) e Josh Bentley (batteria) Christina Lacy (cori, pianoforte, chitarre) David Powys (cori, chitarre, banjo) e Samuel Rasmussen (basso) tornare letteralmente a casa, visto che è stato concepito in una fattoria a Melbourne prestata da un amico.

Brani registrati in presa diretta con la co – produzione di Matt Redlich (Tom Snowdon, Husky, Mammals) che mantiene intatta la sincerità e la vulnerabilità di “Morning Gum” , rispetta il  ritmo riflessivo di “Change Of The Wind” e il ritornello dolcemente pop  di “When The Lavender Blooms” che ricorda i Mumford & Sons. Il piano malinconico di “Stormwall”, gli arpeggi folky  di “A Word I Needed More” e “Shake Off The Rain” sono classici, ben costruiti.

Un buon disco, “rassicurante” come gli stessi The Paper Kites l’hanno definito che costruisce sulle solide basi create dal successo di una canzone – manifesto come “Bloom” diventata col tempo un vero biglietto da visita che non ha scalfito né diminuito la voglia di creare di questi alfieri del folk più gentile e genuino, quello che risuona in “Every Town”, “Strongly In Your Arms”, “Deep (In The Plans We Made)” e  diventa grintoso in “Borne By You”.


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