Cultura

The Orielles – Only You Left: post-punk meets math-rock :: Le Recensioni di OndaRock

Quinto album per la band psych-pop di Manchester, ennesima buona prova che sposta ulteriormente l’asse verso paesaggi sonori stile math-rock.
Progetto meno sperimentale e più strutturato, “Only You Left” ondeggia tra  caliginose ballate folk leggermente ruvide, “Whenever (I May Not Feel So Close)”, e irrequieti crescendo di riff chitarristici che restano in sospeso in attesa di un epico intreccio di archi lacerati con sangue, sudore e lacrime: “Shadow Of You Appears”.

I The Orielles non hanno smarrito del tutto i connotati di band rock DIY, ma è evidente la volontà di emanciparsi verso forme più elaborate senza rinunciare alle acerbe influenze psichedeliche, un’evoluzione particolarmente evidente nel vigoroso e articolato rock di “Tears One”. Che i The Orielles stiano tentando di ridisegnare il proprio percorso artistico, è evidente già dalle prime note di “Three Halves”, brano che apre l’album con un nugolo di idee e cambi d’umore messi abilmente in sequenza.
Ostacoli e divergenze però non mancano, ad intuizioni degne di note, come il brioso groove di basso dell’ardimentosa “Embers” e la psichedelia naif/ jazz di “Tiny Beads Reflecting Light”, si alternano brani dove degna di nota è più la perizia strumentale, “All In Metal”, o l’incipit creativo “The Woodland Has Returned”.

Le due tracce apparentemente meno incisive dell’album, “Whenever” e “Wasp”, sono altresì incastonate tra uno splendido e angosciante folk psichedelico dalle corrosive nuance, “You Are Eating A Part Of Yourself”, e una intensa digressione avant-rock che sembra uscire da un album di Julia Holter, “To Undo The World Itself”: ulteriori segnali di una vitalità espressiva che merita attenzione.

18/03/2026




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