The Drama, una favola sentimentale spenta che si regge esclusivamente sulla fama di due star
Partiamo dall’inizio. Questo film è uno tra i più attesi in circolazione: sono molte le opere che stanno uscendo, a livello internazionale e italiano, in questo periodo. Una buona notizia, teoricamente, per la settima arte che vive – in generale – momenti altalenanti dovuti alla stabilità professionale ballerina di molti. Vedere quindi sempre più lungometraggi in uscita potrebbe essere uno stimolo in più, constatare dunque che Pattinson e Zendaya sono praticamente ovunque per promuovere The Drama potrebbe far riaffiorare una timida speranza secondo cui l’opera in questione sia un punto di ripartenza per il cinema di genere.
Spoiler: non è così. Robert Pattinson e Zendaya sono presenti da qualunque parte d’Europa, compresa l’Italia (a proposito: Maria De Filippi ringrazia), per promuovere un film che avrebbe dovuto (secondo alcuni) essere un cult ancora prima di cominciare. Poi il girato comincia e quelle convinzioni che lo hanno accompagnato crollano come le fondamenta troppo fragili di una coscienza disposta a dare speranza. Sempre e comunque. Questo lavoro speranze non ne offre. In nessun caso.
The Drama, il peso dei sentimenti in un viaggio senza sorprese
The Drama parla di un amore folle, potente e apparentemente incontrovertibile. Tutto cambia tra Emma e Charlie quando quest’ultima confida un segreto importante alla sua dolce metà. A quel punto, nel corso di una cena fra amici, iniziano a vedersi fratture incontrovertibili in un rapporto a due che sembrava essere solido invece diviene fragile come qualsiasi certezza dello spettatore. L’idea di fondo è buona, infatti l’hanno avuta tanti altri grandi nomi prima di Kristoffer Borgli: pensiamo al recente Confidenza di Daniele Luchetti.

Il romanzo di Domenico Starnone è un vero e proprio trattato sentimentale in tal senso, da cui moltissimi possono attingere. Non è dato sapere se il regista di Oslo abbia tratto ispirazione da questo romanzo, sicuramente però è possibile asserire che The Drama – rispetto anche a precedenti illustri – non regge il confronto. Sarebbe troppo facile (e riduttivo) sottolineare che le commedie sentimentali, persino quelle con una certa tensione emotiva, noi italiani le facciamo meglio. Infatti il punto non è questo: la pecca principale di The Drama è che è un’opera completamente spenta.
Zendaya e Pattinson intrappolati nella retorica
Un’inconsistenza da cui è difficile uscire nel corso della visione, in primis perché il segreto di Emma (personaggio principale del film insieme a Charlie) viene rivelato immediatamente. Al contrario, nel caso di Luchetti, tutto rimane sottaciuto fino al termine del racconto che si intreccia inevitabilmente con il tempo della storia. The Drama, invece, rinuncia a quel tocco di mistero che smonta l’intera idea di partenza. Siamo di fronte a due icone dello star system cinematografico che rimangono intrappolate nell’effetto copertina e non riescono, anche per un’evoluzione parziale dei personaggi, a non dare una caratterizzazione profonda dei rispettivi stati d’animo.

Chi guarda questo film dovrebbe uscire dalla sala rinfrancato, ma anche curioso di capire come sarebbe condividere un segreto importante con la persona che si ama. Invece lo spettatore esce per nulla arricchito dopo aver visto un’opera cinematografica che comunque conserva un certo criterio. Non è, però, abbastanza per gridare al miracolo o all’innovazione cinematografica.
Un’altalena sentimentale senza emozioni e ironia
Un girato senza infamia e senza lode che pone all’attenzione della platea diversi interrogativi: il primo è più diretto, ovvero: conosciamo davvero l’amore della nostra vita pur vivendoci accanto?, e il secondo rimane sulla superficie in maniera subdola. Il nostro passato può determinare chi siamo?
Interrogativi che restano sospesi e provano a essere risolti nell’arco di una storia che, probabilmente, manca di mordente: l’ironia, che si propone come cifra stilistica del rapporto a due incarnato da Pattinson e Zendaya, è molto debole e accennata. Non siamo di fronte a qualcosa di caustico, né tantomeno intenso da altri punti di vista. È un reciproco sfoggio di rispettive qualità presenti che, però, non lascia nulla di concreto in termini emozionali. L’idea di fondo resta cristallizzata: non ci sono colpi di scena, né capovolgimenti di fronte, ad alimentare possibili sorprese.
La celebrità non basta
I personaggi hanno un peso specifico importante che, però, non viene espresso a dovere. The Drama si regge unicamente su una trama debole e la fama di due star che, per quanto conosciute e idolatrate, non sono sufficienti per garantire il decollo in termini di interesse per un’opera pregna di aspettative e totalmente al di sotto degli standard di genere. Si può parlare di un azzardo cinematografico vinto parzialmente.
Un pareggio, volendo usare una metafora calcistica, che non smuove la classifica né alimenta possibili speranze per il futuro. E forse il punto centrale è proprio questo: l’indifferenza di un film che avrebbe dovuto essere tutto tranne che prevedibile e scontato. Al contrario si ritrova a incarnare i panni di opera profondamente asettica con la pretesa ulteriore di accattivare una platea che, sicuramente, lascerà la sala con un senso di smarrimento e incompiutezza.
Smarrimento e incompiutezza
In questo limbo inspiegabile sembrano essere finiti anche i propositi del regista che, dopo The Drama, dovrà riflettere su che tipo di snodo vorrà dare al proprio lavoro. Le basi ci sono, manca un’evoluzione possibile. La speranza è riscontrarla nei prossimi film perchè al momento non c’è traccia di suggestioni alternative a vacuità e cedevolezza.




