Cultura

The Coral – 388 | Indie For Bunnies

Mantenere vivo l’interesse dei fan di lunga data non è mai semplice, i The Coral hanno trovato un modo per farlo. Il nuovo album “388” infatti è stato distribuito in gran segreto in formato vinile a una serie di negozi indipendenti inglesi già dall’otto maggio. Nessun annuncio a riguardo ma il classico passaparola ha fatto il resto fino all’intervista con l’NME in cui James Skelly ne ha confermato l’esistenza e l’uscita.

Credit: Press

Disponibile dal ventuno maggio anche su tutte le piattaforme digitali “388” s’ispira alla 2 – Tone, ai The Teardrop Explodes e ai Madness , al rock steady,  a Brooke Combe e Lee “Scratch” Perry.  Skelly, Power e soci hanno ascoltato anche molto ZamRock anni settanta, particolare stile musicale che si è sviluppato in Zambia dopo l’indipendenza dal Regno Unito. Molte di quelle band registravano in presa diretta usando un Tascam 388, tocco vintage che ha dato il titolo all’album.

Tutto ovviamente riletto con la melodica raffinatezza dei The Coral che fin da “Let The Music Play” trovano la giusta armonia tra parti vocali, chitarre, basso, batteria, tastiere con un importante apporto dei fiati. Sonorità reggae si alternano a  brani più rilassati  come “Ride The Train” in un sentito omaggio alla musica che ascoltavano da giovani e non hanno mai smesso di amare.

Ritmi ipnotici e riflessivi che non hanno intenzione di lasciare in balia del passato, interpretati con un certo dinamismo in “Leave It In The Past”, nella ballata “You and Me (And The Beautiful Sea)” in “Shame” e “Here Come The Tears”,  nell’incedere cadenzato di “Yellow Moon”. Un approccio semplice, lineare, che riporta ogni brano alla sua pura essenza.

Non è strano sentire i The Coral alle prese con le melodie malinconiche e cristalline di “Sad Girl” o  con quelle solari di “High Tide”, ancor più familiare il tono di “Spirit Catcher” in un disco deliziosamente retrò che chiude in bellezza con il reggae venato di dub di “Crossing The Sands” accompagnando in  un piacevole viaggio down memory lane.


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