Cultura

The Black Crowes – Apound of Feathers

Accogliamo con entusiasmo il decimo album dei fratelli Robinson, riappacificati ormai da circa 7 anni e non interessa né giova porsi domande capziose se tale ritorno sia dovuto a ragioni di mero interesse o reale unione. Di certo di unione d’intenti accorata e centrata si tratta, dato che il presente “Apound of Feathers” ce li fa ritrovare in ottima salute, a conferma del già buono precedente “Happiness Bastards“.

Credit: press

Si tratta di un lavoro viscerale che convince nei suoi classici riferimenti ai consueti numi e nomi tutelari, in un riuscito, se pur non inedito, caleidoscopio sonoro che abbraccia in particolare roots rock, blues e country. “Apound of Feathers” pare collegarsi per qualità direttamente (ovviamente non replicandone intensità e valore) alla sacra triade prodotta dal 1990 al 1994 e stacca “By Your Side”, risultando meno laccato di quest’ultimo.

Sorprende la capacità di mantenere quasi omogeneo il livello qualitativo dell’intera tracklist, che inizia nel migliore dei modi con “Profane Prophecy” e permette un ascolto attento dell’intero album senza il rischio di ossessivo “skipping”.


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