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The Berlin Apartment recensione: 5 storie sotto lo stesso tetto



Approcciarsi a The Berlin Apartment è un’esperienza diversa rispetto al solito. Questo è il classico gioco che non ha niente di classico, che cerca di uscire dagli schemi per raccontare e raccontarsi. Punta molto sul lato emozionale, più che su quello puramente ludico. In questa recensione completa vi racconterò il mio viaggio nel tempo con questo titolo, pieno di belle idee e di piccole imperfezioni, ma anche carico di personalità.

Scheda videogioco

  • Publisher
    btf, ByteRockers’ Games, PARCO GAMES
  • Sviluppatore
    btf
  • Genere
    Avventura grafica
  • Numero giocatori
    Giocatore singolo
  • Lingua
    Inglese (voci), Italiano (testi)
  • Disponibile su

Indice – The Berlin Apartment

Cos’è The Berlin Apartment

The Berlin Apartment è un’avventura grafica in prima persona, realizzata con uno stile cartoonesco molto originale. Lo sviluppatore è btf Games, un piccolo studio tedesco già autore di titoli come Truberbrook e il più recente Constance.

L’impronta molto “autoriale” si riconosce sin da subito, perché è un gioco che usa una narrazione non lineare e meccaniche abbastanza peculiari. Le scelte di stile sono l’anima stessa di questo progetto, in grado di stupire sin dalle prime battute per estetica e personaggi.

Il gioco è doppiato solo in inglese e tedesco, ma sono disponibili tante lingue per i testi e i sottotitoli, tra cui c’è anche l’italiano.

Storia e Ambientazione

La storia principale di The Berlin Apartment viene raccontata tramite un artificio ben riuscito: il luogo in cui si muovono i personaggi è sempre lo stesso, un piccolo appartamento nel centro di Berlino, ma è il tempo che scorre avanti e indietro inseguendo le singole vicende di ciascun personaggio.

Il filo rosso che lega tutto è la storia di Malik e Dilara, padre e figlia, ambientata nel 2020. I due devono ristrutturare l’appartamento, ma nel corso dei lavori trovano i resti del suo passato e degli inquilini precedenti.

Di ritrovamento in ritrovamento si scoprono dunque tutte le altre trame: la comunicazione a distanza del botanico Kolja nel 1989, l’addio di Josef nel 1933, le difficoltà della famiglia di Mathilda nel 1945, l’avventura spaziale psichedelica della scrittrice Antonia nel 1967.

L’arredamento e gli spazi dell’appartamento cambiano di volta in volta a seconda dell’epoca. È molto interessante osservare come lo stesso luogo possa stravolgersi completamente in base a chi lo abita, così come sono interessanti e diversissime tra loro le storie di queste persone.

Non si esce mai dall’appartamento, ma si può guardare fuori dalle finestre. Anche questo è un fattore determinante per capire come l’epoca influenza la vita quotidiana degli abitanti. The Berlin Apartment, infatti, si sofferma più volte sui grandi risvolti storici e sui temi sociali dei periodi in cui si muove: dalla persecuzione degli ebrei durante il nazismo alle divisioni del muro di Berlino, dalla povertà dopo la Seconda Guerra Mondiale alla stretta sorveglianza sulla cultura della DDR.

Tali temi, però, restano solo in sottofondo, al limite fungono da miccia per far partire la storia. Il focus rimane sempre la vita dei personaggi, le loro interazioni con gli oggetti nell’appartamento, i loro ricordi. Ed è proprio tramite i ricordi che la piccola Dilara riesce a ricostruire parte delle storie vissute nell’appartamento.

Tutte queste piccole trame s’intrecciano per raccontarne una più grande e complessa, in cui il protagonista assoluto è l’appartamento stesso, testimone e custode di tutte le storie. The Berlin Apartment prova a solleticare le corde dell’anima, spingendo molto sul piano emozionale in alcune sequenze. Non ci riesce sempre e, in alcuni momenti, perde parte della sua incisività, ma ha comunque un valore narrativo molto elevato.

La scelta degli sviluppatori è stata quella di non appesantire troppo la narrazione con troppe informazioni o spiegoni inutili. Le storie raccontate sono tutte molto essenziali e personali. Certo, non mancano alcuni momenti angoscianti, soprattutto nei capitoli tra 1933 e 1945, ma per il resto il tono generale è di leggerezza.

Gameplay

Se la narrazione è ben gestita e sempre interessante, non si può dire lo stesso del gameplay. The Berlin Apartment usa un modo tutto suo per far interagire il giocatore con l’ambiente: la maggior parte delle volte è sin troppo semplificato, poi cambia completamente e richiede mille passaggi anche per le azioni più banali.

Per molti versi, il gioco può essere assimilato ad un walking simulator come What Remains of Edith FinchThe Vanishing of Ethan CarterGone Home. L’azione è molto limitata: si possono raccogliere o usare oggetti, avviare dialoghi con i personaggi nell’appartamento o selezionare risposte a scelta multipla.

In ogni livello – nel senso di epoca dell’appartamento – è possibile anche utilizzare meccaniche uniche, che vanno a dare un po’ di varietà al gameplay. Si piegano e si lanciano aeroplanini di carta, si addobba la casa per il Natale, si cercano oggetti da mettere in valigia e si scrive un libro d’avventura.

Le variazioni sul tema sono però troppo poche per dare un guizzo alla giocabilità, che appare invece spesso piatta, con troppi elementi ripetitivi e noiosi. Inoltre, alcune fasi sembrano più complicate del necessario, con il semplice scopo di allungare il brodo senza fornire un briciolo di divertimento.

Proprio a causa di queste fasi, il ritmo del gioco è spesso lento, compassato. In alcuni scenari è anche giustificato dalla trama, mentre in altri sembra solo una perdita di tempo. La limitazione di dover passare tutto il gioco nelle stesse stanze pesa proprio su questi aspetti.

La cosa peggiore sono però i controlli, che non rispondono bene in tutti i contesti. I punti d’interesse sullo schermo (puntini bianchi) sono facili da vedere ma a volte difficili da raggiungere. Ho notato più volte dei piccoli bug che causano l’attivazione dei punti d’interesse anche dall’altra parte dei muri dell’appartamento.

In definitiva, il gameplay di The Berlin Apartment è promosso, ma con riserva.

Ho apprezzato le piccole idee per le meccaniche uniche, ma alcuni aspetti potevano essere gestiti meglio per risultare meno ripetitivi. Per fortuna, essendo un gioco narrativo, l’attenzione del giocatore si può concentrare su altro.

Longevità

The Berlin Apartment è un gioco relativamente corto. Per arrivare alla conclusione bastano 4 ore circa, una durata inferiore alla media anche per le avventure grafiche, che raramente brillano sotto quest’aspetto.

Se si va un po’ più veloce senza analizzare gli scenari in dettaglio, si può finire anche in meno di 3 ore. Per i completisti, invece, servono almeno 5 ore per fare tutto quello che il gioco permette e sbloccare tutti gli achievement.

Sono convinto che il valore di un gioco non sia legato alla sua durata, quindi le 4 ore offerte da The Berlin Apartment per me vanno più che bene. Mi sarebbe però piaciuto esplorare altre storie e altre epoche, andando magari anche più indietro del 1933.

Grafica e Musica

L’aspetto migliore di The Berlin Apartment è il suo stile, la sua estetica fumettosa molto colorata e dettagliata.

L’impatto grafico non è realistico, ma è molto espressivo e ben riuscito, aiuta a rendere ancora meglio i cambiamenti dello scenario e delle epoche.

Ho apprezzato molto alcuni dettagli reali dei periodi in cui si svolge il gioco, come le locandine dei film di Josef, le piante di Kolja e soprattutto i due mondi in cui vive Antonia, da una parte il suo appartamento disordinato e dall’altra la sua astronave fantascientifica.

Proprio da questi piccoli elementi, apparentemente superflui, si riconosce la cura che gli sviluppatori hanno voluto e potuto dedicare al proprio gioco. E su questo non ci sono dubbi, The Berlin Apartment è un gioco coccolato e amato da chi ci ha lavorato.

La parte musicale mi ha invece un po’ stupito, perché è un elemento più sommesso e poco presente. In alcune parti di gioco si sente qualche motivetto in sottofondo, ma non spicca più di tanto. Ottimo, però, il comparto sonoro, che permette di immergersi bene nell’ambientazione.

Prestazioni

The Berlin Apartment è un gioco leggero, pensato per girare anche su configurazioni vecchiotte. Sulla mia build con componenti di ultima generazione ho potuto giocare in 4K senza alcun problema o rallentamento.

Le prestazioni sono quindi molto buone, anche perché la grafica non è spinta al massimo. Le animazioni sono piacevoli e ben fatte, ma in molti casi sono appena accennate.

Nelle impostazioni non sono presenti opzioni avanzate per la grafica, che su un titolo del genere sarebbero anche superflue. Da notare, invece, le tante opzioni dedicate all’accessibilità, compreso un sistema anti-cinetosi.

Gli unici problemi che ho riscontrato sono legati alle compenetrazioni degli oggetti e, soprattutto, a piccoli errori di traduzione nei sottotitoli in italiano. Per il resto, The Berlin Apartment è ampiamente promosso anche sotto l’aspetto tecnico.

Prezzo e Uscita

The Berlin Apartment è disponibile dal 17 novembre 2025 per PC (Steam), PS5 e Xbox Series X|S. I prezzi sono leggermente diversi a seconda della piattaforma scelta.

  • PC (Steam): 24,50€
  • PS5: 24,99€
  • Xbox: 26,99€

Da segnalare che lo abbiamo già visto in sconto a meno di 20€ su diversi store, dunque è un titolo dal prezzo molto conveniente.

Peccato che non sia presente sul Game Pass, che è spesso una salvezza per titoli narrativi come questo. In ogni caso, a questa cifra merita sicuramente una prova.

The Berlin Apartment – Immagini

Il sample per questa recensione è stato fornito da Plan of Attack Ltd, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Giudizio Finale

The Berlin Apartment

The Berlin Apartment è la storia di tante storie, legate insieme non dal tempo ma dallo spazio. Fa di tutto per suscitare emozioni, sfondare la barriera emotiva e colpire dove fa più male, nella sfera dei sentimenti. Non sempre ci riesce, ma le vicende che racconta sono tutte ben scritte e molto interessanti. Il protagonista assoluto è però l’appartamento stesso, che si trasforma completamente a seconda dell’epoca, adattandosi al gusto e alle necessità dei suoi abitanti. Un artificio narrativo originale che funziona dannatamente bene. Purtroppo il gameplay non tiene il passo della narrazione, diverte poco e anzi spesso rallenta il ritmo. In ogni caso, The Berlin Apartment si merita una prova anche solo per il suo stile, così caratteristico e colorato, più ispirato di tante altre avventure grafiche uscite di recente.

Voto finale

The Berlin Apartment

Pro

  • Storia interessante e ben narrata
  • Estetica colorata e originale
  • Piccoli dettagli storici molto curati
  • Comparto sonoro rifinito
  • Prestazioni molto buone

Contro

  • Gameplay con poca varietà
  • Controlli non sempre precisi
  • Ritmo lento e compassato
  • Piccoli errori di traduzione in italiano

Vezio Ceniccola

Vezio Ceniccola
Scrivo, fotografo, smanetto coi PC, sfreccio con bici e monopattini elettrici.
Ogni tanto m’innamoro di giochini indie e gadget assurdi, che poi diventano protagonisti delle mie recensioni. Tra le cose che mi tengono lontano dal PC ci sono la Storia (con la S maiuscola), la musica e lo sport.

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