Tetto 30% alunni stranieri, il nodo dei docenti A023 (Italiano come seconda lingua). Sono 762: pochi, instabili e spesso utilizzati per altro

Limitare la presenza nelle classi degli studenti stranieri che non conoscono adeguatamente l’italiano e rafforzare, nello stesso tempo, l’insegnamento della lingua attraverso personale specializzato.
È uno dei punti su cui il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha insistito nel dibattito sull’integrazione scolastica.
Parlando del tetto del 30%, il ministro ha precisato che il criterio dovrebbe riguardare soprattutto gli alunni con una conoscenza insufficiente dell’italiano, non indistintamente tutti gli studenti con cittadinanza straniera. Da qui il richiamo alla necessità di docenti specializzati nell’italiano L2.
Proprio su questo terreno emerge però una delle principali criticità del sistema: i docenti della classe di concorso A023, formati per insegnare italiano a chi parte da un’altra lingua madre, restano pochi e non sempre vengono utilizzati per il compito per cui sono stati preparati.
Una figura specializzata, ma ancora poco presente
La classe di concorso A023, “Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, è stata istituita nel 2016 ed è nata soprattutto per i CPIA, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti. Negli anni il suo utilizzo è stato esteso anche alle scuole secondarie, in particolare nei contesti con studenti neoarrivati o con competenze linguistiche insufficienti.
Il problema riguarda però gli organici. Numeri infatti, se rapportati al fabbisogno delle scuole, descriverebbero una presenza ancora limitata.
Secondo i dati forniti dalla FLC CGIL a Fanpage.it, nell’anno scolastico 2025/26 i posti attivabili per i docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri erano al massimo 937. Per il 2026/27 il numero sarebbe però sceso a 762 posti, con una riduzione di 175 docenti, pari a quasi il 20% in un solo anno. Il calo, secondo il sindacato, riguarda in particolare alcune delle regioni con una maggiore presenza di studenti con background migratorio: 38 posti in meno in Toscana, 28 nel Lazio e 23 in Veneto. La FLC CGIL collega la riduzione al taglio complessivo di 1.407 posti di potenziamento disposto per l’anno scolastico in corso, area dell’organico nella quale erano stati collocati anche i docenti della classe di concorso A-23.
“Un anno a tappare i buchi”
Alla carenza di posti si aggiunge il problema dell’utilizzo concreto dei docenti.
Nel servizio del TG3 alcune testimonianze anonime raccontano di insegnanti A023 impiegati per supplenze, vigilanza o altre necessità organizzative. Una docente riferisce di aver trascorso “un anno intero a tappare i buchi”. Altri raccontano di essere stati dirottati sul sostegno senza una preparazione specifica in quell’ambito.
Il Coordinamento nazionale dei docenti A023 ha sollevato lo stesso problema in un intervento pubblicato dalla nostra testata, chiedendo che questi insegnanti siano utilizzati stabilmente per laboratori e percorsi di italiano L2 e non come personale jolly per coprire altre esigenze.
La criticità riguarda anche la stabilità delle cattedre. Alcuni posti vengono attivati e poi soppressi l’anno successivo, interrompendo percorsi che richiederebbero invece continuità. Una docente intervistata dal TG3 sintetizza così il problema: “Dove veniamo fatti lavorare, i risultati si vedono. Peccato che sia durato poco”.
Insomma, il messaggio lanciato da questi docenti riguarda la necessità di un numero adeguato di specializzati, senza il quale il rischio è che tutto rimanga sulla carta.
Le liste d’attesa nei CPIA
Il problema riguarda anche gli adulti.
Nei CPIA la domanda di corsi di italiano resta molto alta. Nel servizio del TG3 una docente racconta di avere incontrato in più scuole liste d’attesa con centinaia di persone e tempi che, in alcuni casi, arriverebbero fino a due anni.
Anche qui il tema non è soltanto scolastico. Per un adulto straniero conoscere l’italiano significa poter seguire il percorso scolastico dei figli, comprendere comunicazioni amministrative, accedere ai servizi e muoversi con maggiore autonomia.
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