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Tessa Rose Jackson – The Lighthouse: Il folk dei tulipani :: Le Recensioni di OndaRock

Senza che niente e nulla ne abbia annunciato la comparsa, il nuovo album dell’autrice olandese Tessa Rose Jackson scompiglia le calme acque del folk contemporaneo con un manifesto di purezza e bellezza che trae beneficio dalle scorribande dream-pop dei dischi a nome Someone, moniker con il quale l’autrice ha pubblicato tre album prima di ripristinare il nome di battesimo per questo quinto progetto.

Ispirato e armonicamente compiuto e ricco, “The Lighthouse” entra con decisione nel mondo di autrici come Aldous Harding senza rinunciare a una verve pop elegante e matura (“Built To Collide”). Le canzoni di Tessa Rose Jackson possiedono un respiro melodico impressionante che risulterà gradito ai fan di Fiona Apple e Paul Simon (“The Bricks That Make The Building”, “The Man Who Wasn’t There), le composizioni si nutrono di genuinità incantando l’ascoltatore con disarmante semplicità e ingegno creativo (“Grace Notes”).
L’autrice di Amsterdam dialoga con le grazie dell’indie-pop senza perdere candore e fascino (“Fear Bang The Drum”), fino a raggiungere l’apoteosi poetica e lirica nella splendente “By Morning”, anche se spetta alla conclusiva “Prizefighter” il titolo di canzone più struggente ed empatica dell’album.

Elegante e disinvolto (“Wild Geese”), musicalmente perfetto e nello stesso tempo essenziale e intenso (la title track), “The Lighthouse” non soffre cedimenti né espressivi né compositivi. Canzoni come “Dawn” e “Gently Now” sono facili da amare ma anche ricche di dettagli che ne rinnovano l’avvenenza a ogni ascolto.
Album decisamente a fuoco e ricco di pregevoli intuizioni melodiche e liriche, il nuovo progetto di Tessa Rose Jackson è una prova di maturità e coerenza che premia una carriera che merita rilievo nell’attuale  panorama contemporaneo, magari ripartendo dal sottovalutato album del 2021 “Shapeshifter”, a nome Someone.

28/02/2026




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