Tesla delude nel trimestre, titolo in caduta a Wall Street
Tesla in caduta, a Wall Street, dopo dati delle consegne del primo trimestre deludenti, con circa 358mila vetture a fronte di un’asticella attesa dal mercato collocata almeno a 372mila unità. Il titolo del produttore texano, tradito soprattutto dal mercato interno americano, ha aperto le contrattazione cedendo circa il 4%. I dati complessivi registrano un calo nonostante i segnali positivi provenienti dal mercato europeo, dove la versione economica della Model Y, lanciata nei mesi scorsi, ha trainato le vendite sul mercato francese e in Norvegia.
A livello complessivo, però, le consegne sono andate meno bene di quanto ci si potesse aspettare, anche a causa dell’onda lunga della scadenza dei crediti d’imposta statunitensi. Nel dettaglio, la società ha consegnato 358.023 veicoli nel periodo gennaio-marzo, in calo del 14,4% rispetto al quarto trimestre, ma in aumento del 6,3% rispetto a un anno prima. Gli analisti si aspettavano in media consegne per 368.903 veicoli, secondo i dati di Visible Alpha.
Tesla ha registrato due anni consecutivi di calo delle consegne per la prima volta nella sua storia. Gli analisti hanno tagliato le previsioni per il 2026, con alcuni che avvertono del rischio di un terzo calo annuale consecutivo.
Sebbene l’Europa abbia pesato sui dati globali di Tesla lo scorso anno, l’azienda ha mostrato segni di stabilizzazione in questi primi mesi, guadagnando come detto quote di mercato in piazze chiave come la Francia nel primo trimestre del 2026. Anche le vendite di veicoli prodotti in Cina sono aumentate per il secondo trimestre consecutivo, con una crescita del 23,5% rispetto all’anno precedente.
La fine del credito d’imposta federale da 7.500 dollari a fine settembre ha colpito duramente, invece, la domanda statunitense, eliminando un incentivo fondamentale. Gli analisti prevedono che questa perdita ostacolerà la richiesta di Ev quest’anno, aggiungendosi alla concorrenza sempre più serrata in Europa da parte dei produttori storici e dei marchi cinesi.
Source link




