terza vittima sul lavoro nel Padovano nel 2026
L’inizio del 2026 nel Padovano è segnato da una nuova tragedia sul lavoro. Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.30, un operaio di 59 anni ha perso la vita all’interno degli impianti della Sesa – Società estense servizi ambientali, situati in via Comuna a Este. Si tratta di Zevxhet Halili, di origini albanesi e residente a Sant’Elena, nella Bassa Padovana, dipendente dell’azienda da tempo.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo stava effettuando un intervento di manutenzione su un compattatore meccanico collocato nel reparto di selezione della carta proveniente dalla raccolta differenziata porta a porta. Durante le operazioni, per cause ancora in fase di accertamento, la pressa si sarebbe improvvisamente attivata, schiacciandolo e non lasciandogli possibilità di mettersi in salvo. L’incidente è avvenuto sotto gli occhi di alcuni colleghi, che hanno immediatamente dato l’allarme.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, ma per l’operaio non c’era ormai più nulla da fare: il decesso è avvenuto sul colpo. Halili viveva in Italia da circa quindici anni e lascia la moglie e due figli. Nell’impianto di Este sono arrivati anche i carabinieri della compagnia locale, i vigili del fuoco e il personale dello Spisal dell’Ulss 6 Euganea, incaricato di svolgere le verifiche sulla sicurezza e di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Le indagini dovranno chiarire se l’attivazione del macchinario sia dipesa da una disattenzione, da un errore umano, dall’intervento di terze persone o da un possibile malfunzionamento tecnico della pressa. L’azienda ha fatto sapere di aver attivato fin da subito tutte le procedure previste in questi casi, avviando verifiche interne e garantendo piena collaborazione alle autorità competenti per accertare cause e responsabilità.
La morte di Zevxhet Halili rappresenta il terzo decesso sul lavoro registrato nel Padovano dall’inizio dell’anno, a distanza di soli nove giorni dai precedenti episodi. La tragica sequenza si era aperta lunedì 5 gennaio, quando Fabrizio Braghetto, camionista di 65 anni residente ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche, aveva perso la vita schiacciato all’interno di un autocompattatore per la carta nel cortile della Rizzato Calzature di Borgoricco. Nel pomeriggio di giovedì, invece, era deceduto Denis Zeggio, 46 anni, residente a Masi, colpito da un malore improvviso mentre stava lavorando alla Montagnana Cereali, azienda agricola di Agna.
I sindacati hanno espresso forte preoccupazione per quella che viene considerata una sequenza di eventi inaccettabile. I rappresentanti provinciali della Cgil hanno sottolineato la gravità dell’ennesimo incidente mortale e la necessità di fermarsi a riflettere su ciò che non sta funzionando nel sistema della prevenzione e dei controlli, soprattutto in occasione di interventi di manutenzione. Sulla stessa linea anche la Uil, che ha richiamato l’attenzione della società civile sulla necessità di non rassegnarsi al ripetersi di tragedie sul lavoro e di rafforzare l’impegno collettivo per la sicurezza.
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