Toscana

Terza notte in porto a Dubai, l’attesa infinita dei crocieristi aretini


Sono ore di attesa per gli aretini bloccati a Dubai.  Circa una cinquantina tra residenti a Sansepolcro, Anghiari, Arezzo e Civitella si apprestano a trascorrere la terza notte a bordo della nave da crociera Msc Euribia ferma in rada a Port Rashid. Sarebbero dovuti rientrare domenica scorsa, con un volo che da Doha avrebbe dovuto riportarli in Italia. Invece l’escalation del conflitto li tiene in un limbo di speranze e attese. Stanno bene, in una sorta di gabbia dorata. Possono fare un tuffo in piscina, hanno cibo e servizi. Ma non possono tornare a casa. 

“Due volte al giorno – raccontano i passeggeri aretini – il comandante della nave invia un comunicato”. Oggi alle 13 ne hanno ricevuto uno che li rassicurava e li esortava ad avere pazienza. Resteranno in porto “fino a nuovo avviso”. Nel frattempo per motivi di sicurezza la stessa Msc Crociere ha cancellato le prossime crociere da Dubai il 7 marzo, da Doha l’8 marzo e da Abu Dhabi l’11 marzo.

La vita in nave sembra scorrere serena. Se in lontananza odono gli echi dei boati e hanno avvistato colonne di fumo, a bordo tutto appare tranquillo. Ci sono 5mila passeggeri e 2mila operatori: sono bloccati lì dal 28 febbraio, giorno in cui era previsto lo sbarco per andare a doa

“Quello che si respira a bordo è un clima di apparente tranquillità – spiega Fabrizio Labianca, titolare dell’agenzia Vengo anch’io di Sansepolcro ai giornalisti che lo contattano a bordo della nave con i suoi clienti e portavoce degli aretini -. Nelle scorse giornate abbiamo sentito boati e visto scie luminose sullo skyline di Dubai, abbiamo avvistato anche colonne di fumo alzarsi. In nave ci trattano benissimo, i servizi sono operativi e non ci manca nulla dandoci tutta l’assistenza del caso”. Gli italiani a bordo hanno creato una chat per tenersi informati a vicenda e nelle scorse ore hanno contattato la Farnesina segnalando la loro posizione. 

“Siamo tutti un po’ spaventati e preoccupati, ma stanno facendo di tutto per farci sentire a nostro agio”, ha concluso Labianca. 

La nota di Msc Crociere

 

Di questo pomeriggio l’aggiornamento di Msc Crociere che ha spiegato in una nota: “Tutte le nostre strutture operative sono incessantemente al lavoro per individuare, nel più breve tempo possibile, una soluzione che garantisca agli ospiti a bordo un rientro sicuro e ordinato nei rispettivi Paesi di provenienza. Stiamo collaborando senza sosta con le autorità e le compagnie aeree, monitorando costantemente l’evoluzione della situazione dei voli verso l’Italia e gli altri Paesi.

La parziale e graduale riapertura dello spazio aereo sta portando le compagnie aeree a riprogrammare i voli, con inevitabili tempi di attesa, considerato l’elevato numero di richieste che stanno gestendo. La nave resta ferma nel porto di Dubai in pieno allineamento con le indicazioni delle autorità militari della regione. La sicurezza e il benessere dei nostri ospiti e dell’equipaggio restano la nostra priorità assoluta e guidano ogni decisione operativa. A bordo, la situazione continua ad essere tranquilla e sicura. Tutti i servizi e le strutture sono pienamente operativi e garantiscono il benessere e la sicurezza degli ospiti e dei membri dell’equipaggio”.

La posizione del Codacons

 

Sulla vicenda ha preso posizione anche il Codacons: “Dopo l’arrivo in Italia del primo volo charter e la programmazione di ulteriori collegamenti straordinari, la situazione rimane fluida e soggetta a continui aggiornamenti. Molti connazionali — tra cui famiglie con minori, studenti e turisti partiti per brevi soggiorni — attendono ancora una soluzione definitiva, costretti a permanenze prolungate con costi imprevisti e crescenti disagi” afferma Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale Codacons, che si è attivato contattando numerosi parlamentari nazionali e membri del Parlamento europeo, chiedendo un intervento urgente e coordinato per rafforzare il piano dei rimpatri.

 

“L’obiettivo è incrementare i voli straordinari, stabilire criteri di priorità trasparenti, garantire assistenza concreta ai cittadini ancora presenti nell’area e promuovere un coordinamento anche a livello europeo per accelerare le operazioni di rientro”.

 

Il Codacons chiede inoltre al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, guidato dal ministro Antonio Tajani, di rendere pubblico un cronoprogramma aggiornato delle operazioni e di assicurare comunicazioni ufficiali costanti e verificabili.

 

“Le prime operazioni rappresentano un segnale importante, ma non sufficiente – afferma Tanasi – Occorre un piano strutturato, con tempi certi e priorità per famiglie con minori, persone fragili e studenti. Il rientro dei nostri connazionali deve essere una priorità assoluta”.

 

Resta inoltre centrale la tutela dei diritti dei passeggeri, che devono poter contare su assistenza, riprotezione e rimborso secondo la normativa vigente.

 

“Servono trasparenza, coordinamento e responsabilità istituzionale. Solo così si può restituire serenità ai cittadini ancora bloccati e alle loro famiglie”. – conclude Tanasi.

 

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