Umbria

Terni piange la scomparsa del prof. Marcello Ricci


Terni piange la scomparsa del professor Marcello Ricci. Lo storico insegnante di storia e filosofia del liceo ‘Galileo Galilei’, nonché uno dei fondatori del Progetto Mandela, si è spento all’età di 80 anni. E con lui, che è stato un pilastro della cultura e dell’impegno civile in città per diverse generazioni, se ne va anche un pezzo di storia.

Terni in lutto Sui social corrono i messaggi di commiato, ricordi e aneddoti. Tra questi quello di Attilio Romanelli, ex segretario generale della Cgil di Terni, scrive: «Una perdita immensa per la nostra comunità. Con Marcello ci conoscevamo da decenni, dai tempi di radio Evelyn. È stato un personaggio controcorrente progressista irregolare e critico come era il suo modo di essere». C’è chi aggiunge: «Intere generazioni debbono ringraziarti per l’arte e la cultura che gli hai trasmesso». L’avvocato Alessandro Gentiletti omaggia Ricci così: «Terni oggi perde la sua punta di diamante. È stato un onore conoscerti, caro professore, poter ascoltare i tuoi ragionamenti ed essere ascoltati da te; profondo ed ironico, autenticamente rivoluzionario, autenticamente socratico. Hai sempre brillato e continuerai a brillare nel firmamento delle persone libere, raro esempio di coerenza e sincerità, soprattutto in una città come la nostra. Una città che conoscevi bene e che quel pomeriggio in cui facemmo questa foto ci raccontasti a lungo, a me ed altri allora giovani, che avevamo iniziato ad impegnarci concretamente. Una città che ti deve tanto, come ciascuno di noi».

Il ricordo Il consigliere regionale Luca Simonetti (M5s) condivide un ricordo personale: «Uno dei migliori amici di mio padre. Insieme, a Radio Evelyn, avevano creato qualcosa che oggi sembra quasi impossibile da immaginare: un luogo libero, dove le idee non facevano paura e la cultura era un atto di coraggio. Una stagione creativa potente. Lo ricordo mentre ero un bambino, le vacanze estive passate insieme, le serate a casa nostra tra musica e poesie, mentre io e mio fratello non volevamo mai andare a dormire perché stare lì sembrava più importante di tutto. Era una Terni diversa. Una città con una coscienza critica viva, capace di mettere in discussione tutto, anche la politica che amava. Oggi quella Terni non la vedo più. Siamo più poveri. Non solo nei numeri, ma dentro. Quando se ne vanno persone come Marcello, perdiamo una parte di quella storia che aveva ancora la forza di dire le cose senza paura. Una parte di quella Terni che aveva il coraggio di guardarsi allo specchio. Oggi Terni è più povera anche per questo».

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