Terni, metalmeccanici: «Lavoro povero e insicurezza». Arvedi-Ast, lettera al Ministero
«Profonda crisi socio-economica senza risposte adeguate da parte di istituzioni e politica». In questo contesto si sentono calati i metalmeccanici ternani, ascoltato in assemblea dal sindacato Fismic-Confsal all’interno delle aziende territoriali del settore. Stesso clima si respira in casa Fiom-Cgil. Qui l’assemblea generale ha denunciato la crescente instabilità internazionale, segnata da guerre, tensioni geopolitiche e politiche protezionistiche, che stanno producendo effetti devastanti sull’economia globale e sui sistemi produttivi,
colpendo in primo luogo il lavoro e l’occupazione. Assieme a Cisl e Uil di categoria, la Fiom Cgil ha sottoscritto lunedì una richiesta di incontro al ministero per un aggiornamento su Acciai speciali Terni e l’attuazione dell’Accordo di programma.
Crisi economica L’intero sistema produttivo della città – questa la riflessione – è da anni alle prese con difficoltà occupazionali, lavoro sempre più fragile e un crescente disagio sociale. L’aumento del costo della vita con i salari che hanno un potere d’acquisto sempre più basso costringono molte famiglie a vivere una condizione dì incertezza permanente. I lavoratori denunciano criticità in termini di organizzazione, carichi di lavoro, sicurezza, turnazioni, carenze strutturali e difficoltà operative quotidiane. «Come Fismic Confsal abbiamo raccolto tutte le segnalazioni emerse per poi discuterle con le direzioni aziendali, affinché alle parole seguano risposte concrete e soluzioni verificabili».
Cgil A livello territoriale, da via San Procolo invece la Fiom di Terni ha ribadito le preoccupazioni emerse anche nei confronti dei parlamentari umbri: il territorio soffre una crisi strutturale che colpisce la sua storica vocazione industriale. In particolare, il comparto automotive e la filiera del tubo restano in profonda difficoltà, nonostante l’Europa abbia superato l’orizzonte del 2030 per la dismissione dei motori termici, senza che siano state definite reali alternative industriali e occupazionali. Grande preoccupazione è stata espressa per la situazione di Acciai Speciali Terni, caratterizzata da grave incertezza. «Al di là degli annunci del Governo e della Regione – dichiarano dalla Camera del lavoro – non si registrano avanzamenti concreti sugli investimenti né sulle garanzie occupazionali. La Fiom rivendica il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nel tavolo di monitoraggio dell’Accordo, condizione imprescindibile per garantire trasparenza, tutela dell’occupazione e prospettive industriali credibili».
Siderurgia «Se c’è preoccupazione per il futuro all’interno della più grande azienda del territorio che è Arvedi Ast – si legge in una nota a margine delle assemblee -, lasciamo immaginare quanto lo sia tra le aziende collegate e l’indotto. Nonostante i forti investimenti all’interno dello stabilimento ternano, le croniche problematiche, come il lentissimo ricambio generazionale dovuto alle normative vigenti, rendono pesante Il cima tra i lavoratori. L’elevata presenza di lavoratori con una età compresa tra 50-60 anni rendono complicato Il binomio lavoro-salute nel contesto metalmeccanico, Ad aggravare la situazione si aggiunge la crisi dell’automotive e la continua perdita degli appalti delle piccole e medie imprese ad aggravare la situazione. Queste dinamiche, negli ultimi anni hanno prodotto effetti pesanti sulla città di Temi con l’aumento della precarietà, del lavoro povero, della crescente insicurezza sociale e dalla perdita di tanti giovani che lasciano questo territorio. La crisi della siderurgia nazionale, con capofila ll più grande stabilimento d’Europa di acciaio L’ex Ilva di Taranto, dimostra quanto sia fragile il nostro sistema Paese. L’assenza di un piano industriale del Paese, di una visione strategica dell’industria chiara e di lungo periodo per un settore fondamentale per il Paese è principalmente dovuto ad una assenza totale della politica tutta. Le difficoltà, ritardi decisionali, l’incertezza sugli Investimenti e sulla transizione ambientale non possono essere considerate problemi lontani. Ciò che è accaduto a Taranto non riguarda solo quel territorio ma l’intero sistema siderurgico nazionale, Arvedì Ast compresa».
L’appello Fismic «Il piano industriale di Arvedi Ast ben definito apre il percorso al suo effettivo realizzo – dichiarano da via Annio Floriano -. Questa è la sfida che il sindacato è chiamato a fare. Organizzazione del lavoro, coerenza degli investimenti, sostenibilità ambientale, tutela occupazionale, diretta e indiretta, sono | punti imprescindibili su cui non possiamo esitare. Il lavoro deve tornare a garantire dignità, sicurezza e prospettiva. Noi continueremo a essere, con serietà, ascolto e responsabilità, al fianco dei lavoratori. Alle istituzioni e alla politica tutta chiediamo lo stato dell’arte dell’area di crisi complessa e dell’accordo di programma di Arvedi Ast. Il silenzio attuale è più assordante dei proclami elettorali».
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