Termovalorizzatore, è ufficiale: Amiu non parteciperà all’avviso esplorativo della Regione

Genova. “Amiu non parteciperà all’avviso esplorativo della Regione per la chiusura del ciclo dei rifiuti”. Lo ha detto l’assessora all’Ambiente del Comune di Genova Silvia Pericu illustrando la posizione della giunta a un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi e che chiedeva alla sindaca e alla giunta l’impegno a partecipare con ogni atto utile e nei termini previsti alla manifestazione di interesse pubblicata dall’Agenzia regionale per i rifiuti, “anche mediante forme di partenariato o aggregazione industriale e a tutelare la sostenibilità economica del servizio di gestione dei rifiuti, evitando scelte o omissioni che possano determinare un aggravio dei costi e un conseguente aumento della tari per i cittadini genovesi”. Il tema, anche se il termine specifico non è stato citato volutamente nel documento, è quello del termovalorizzatore.
Secondo Piciocchi, “il rischio è che arrivino altri players e marginalizzino la nostra società”. L’assessora Pericu ha chiarito una volta per tutte che Amiu non parteciperà all’avviso, per cui era stata chiesta anche una proroga di 180 giorni nei tempi di presentazione, “perché allo stato attuale Amiu, in quanto società in house, è impossibilitata a farlo non avendo un partner industriale come previsto dal bando”.
La giunta Salis ha anche sottolineato come “la mancata partecipazione non è un impedimento a presentare in futuro un project financing, ma poi sarà da capire se la Regione in questo processo vorrà ignorare le criticità di cui abbiamo parlato, evidenziate dalla Commissione europea, che ha definitivamente dichiarato il contrasto con il diritto europeo della procedura, in particolar modo rispetto al diritto di prelazione, un punto centrale dell’intera procedura proposta che ci avrebbe effettivamente potuto penalizzare”.
Il bando regionale e l’ostacolo per Amiu
Pericu ha aggiunto: “Ricordiamo che Amiu a inizio gennaio, nella sua richiesta di proroga, aveva dichiarato il proprio interesse a partecipare alla procedura, e però, allo stesso tempo, per come è strutturato l’avviso, non può assumere la qualificazione di promotore, e infatti non parteciperà”. Piciocchi, presentando l’ordine del giorno, ha dichiarato che la richiesta di proroga era “sproporzionata” ma Pericu ha risposto che “il fatto di non aver concesso la proroga richiesta, di aver avviato l’avviso con tempi strettissimi a un solo giorno dall’insediamento del nuovo cda di Amiu, la esclude dalla possibilità effettiva di partecipare“.
Durante la discussione in sala rossa la minoranza di centrodestra ha insistito sul concetto di “occasione persa” da parte di Amiu. Per Piciocchi “il Comune non partecipando attraverso Amiu alla procedura sta perdendo una grande opportunità per consolidare questa azienda e giocare un ruolo da protagonista nell’impiantistica”. Nicholas Gandolfo, Fratelli d’Italia, ha chiesto alla giunta “un gesto concreto”. Lorenzo Pellerano, Noi Moderati, è andato oltre e ha dichiarato: “Il voto sul documento di oggi non è risolutivo, il tema è quale posizione avrà questa maggioranza sulla possibilità di rispondere una volta per tutte al problema della chiusura del ciclo dei rifiuti”.
Da parte della maggioranza di centrosinistra, più consiglieri hanno ribadito come la non partecipazione di Amiu all’avviso abbia motivazioni tecniche. Così, tra gli altri, Marialuisa Centofanti (Azione) e Martina Caputo, capogruppo del Pd ed Erika Venturini, Lista Salis. Queste ultime hanno ricordato come “per otto anni il centrodestra al governo non abbia fatto nulla per risolvere la questione”.
Pericu: “Lo studio di Ramboll su Tari e impianti ci aiuterà a decidere”
Ancora l’assessora Silvia Pericu ha concluso: “Ribadiamo quello che abbiamo detto più volte, Genova deve essere al centro di questo processo e deve assumere le responsabilità di gestire in modo economicamente sostenibile i propri rifiuti. Proprio per questo, per farlo più consapevolmente, visto che nei nostri incontri quotidiani con l’azienda e i suoi eccellenti tecnici, studi e analisi effettivi che ci mettessero in grado di decidere non sono usciti, abbiamo richiesto lo studio Ramboll che analizzerà il possibile andamento della Tari a seconda di alcuni scenari impiantistici. E su questa assunzione, su dati di questo genere, saranno assunte responsabilità e saranno scelte soluzioni che possano portare benefici reali alla città che vogliamo rappresentare e che rappresentiamo. Per questo diamo parere negativo”.
Piciocchi: “Preoccupati per le dichiarazione dell’assessora”
“Siamo molto preoccupati per le dichiarazioni espresse oggi in aula dall’assessora Silvia Pericu, per effetto di questa decisione, che appare ingiustificata e sostenuta da cavilli formali, da un lato i genovesi vengono lasciati senza alcuna certezza su un tema tanto delicato, che incide direttamente sulle loro tasche; dall’altro l’azienda viene messa ai margini e umiliata”, dice il capogruppo di Vince Genova ed ex vicesindaco reggente Pietro Piciocchi, primo firmatario dell’ordine del giorno.
“Sarebbe gravissimo se, a causa dell’inerzia di questa amministrazione, operatori terzi finissero per soppiantare Amiu nella realizzazione di un’infrastruttura strategica per il territorio. Riteniamo che continuare a rimandare decisioni su un tema così rilevante, al solo scopo di mascherare le evidenti divergenze all’interno della maggioranza, non sia nell’interesse della nostra città”, conclude.




