Calabria

Termovalorizzatore di Gioia Tauro, la Regione ha scelto l’offerta di Iren

C’è un primo punto fermo nel tortuoso iter di affidamento dell’appalto per la rifunzionalizzazione dell’unico termovalorizzatore per i rifiuti in Calabria, localizzato a Gioia Tauro. Il dipartimento Ambiente della Regione ha scelto che tra i due contendenti l’offerta migliore per il project financing è quella presentata dal gruppo guidato dal colosso energetico Iren Ambiente spa. Un importante provvedimento arrivato alla fine del 2025 e che adesso può consentire di superare tutti i problemi e le lungaggini messi nero su bianco anche dalla sezione regionale della Corte dei Conti lo scorso marzo.
Una procedura difficilissima, avviata nel 2022 e che è finita in Tribunale con ricorsi ancora pendenti anche perché la cifra in ballo è altissima, trattandosi di oltre 100 milioni di euro.

Una matassa che si è via via complicata

A marzo del 2022 la Regione ha deciso di sbloccare una partita che era già complessa, perché il termovalorizzatore entrato in funzione all’inizio degli anni 2000 era rimasto incompleto e le due linee che operano tuttora sono quasi arrivate a fine vita. È partita così una grande operazione di finanza di progetto con un intervento misto pubblico-privato. Da subito, però, sono sorti problemi ed è trascorso un anno senza alcuna novità rispetto alle due offerte arrivate alla Regione. La matassa si è via via complicata: i colossi energetici hanno iniziato a scrivere diffide e notificare ricorsi e la Regione ha deciso, a luglio del 2024, di riaprire il confronto concorrenziale con la richiesta di adeguare le proposte pervenute sia alla disciplina di cui al “decreto appalti” sia alle raccomandazioni del collegio di esperti. Le proposte aggiornate a seguito del provvedimento di riapertura del confronto concorrenziale sono state sottoposte alla valutazione del collegio di esperti al fine di individuare quella maggiormente aderente all’interesse pubblico. Valutazione arrivata a settembre scorso.

Ma è servito l’ok del gruppo di supporto nominato dalla Regione per sbloccare definitivamente il tutto.
Compiuta la scelta, l’iter non si è però concluso: oltre ai tempi tecnici necessari per la decadenza dei termini di eventuali ricorsi, la procedura non è definita. Nel decreto si legge infatti che «occorre avviare l’interlocuzione al fine di apportare i necessari aggiustamenti per poter dichiarare l’interesse pubblico della proposta di progetto di finanza, stabilendo che la dichiarazione di interesse pubblico potrà avvenire solo a condizione del recepimento da parte dell’operatore economico di quanto rilevato dall’amministrazione regionale nella fase istruttoria di valutazione e comparazione delle proposte pervenute».

Ci vorrà ancora tempo, ma almeno si è sbloccata la parte amministrativa

Ci vorrà ancora tempo, quindi, per procedere con i lavori ma almeno si è sbloccata la parte amministrativa: resta l’incognita di un sistema regionale ancora fragile sul fronte della spazzatura, con la Regione costretta ancora a ricorrere allo smaltimento internazionale dei rifiuti anche a causa della percentuale troppo bassa di raccolta differenziata. Restiamo ancora molto indietro rispetto ad altre zone d’Italia e solo grazie a nuovi impianti si potrà sperare in futuro di diventare autosufficienti.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »