Tenderness – True | Indie For Bunnies
Conosciamo Katy Beth Young ormai da parecchi anni grazie alla sua band, le Peggy Sue, con cui ha pubblicato quattro album e che ci ha saputo emozionare, regalando perle indie-folk made in UK nello scorso decennio.
Ora la musicista di stanza a Londra e parte anche del Deep Throat Choir ritorna in una nuova veste, quella del suo progetto solista Tenderness e si presenta con questo suo primo LP, appena realizzato via Amorphous Sounds.

Il disco nasce dalla pandemia, da un tour cancellato, dalla fine di una relazione e dalla perdita di suo padre: nell’estate del 2020, durante un periodo relativamente più tranquillo del Covid, Katy ha la possibilità di visitare Euan Hinshelwood, collaboratore di Cate Le Bon, presso il suo studio a Greenwich e, in appena due giorni, i due musicisti inglesi registrano le demo di quello che poi diventerà “True”.
Nel corso degli anni, senza fretta e senza pressioni o progetti di uscita, queste demo si evolveranno in canzoni e, ascoltandole, bisogna ammettere che questo senso di calma si puo’ percepire in tutto il disco e non puo’ che fare bene a chi ascolta.
Il mood dell’album lo possiamo comprendere sin dall’iniziale “Saturday Morning”, di una bellezza struggente: arpeggi delicati, una pedel-steel altrettanto leggera che aggiunge un tocco country al brano e delle bellissime armonie sognanti e stiamo già volando in un mondo ultraterreno, lontano e meraviglioso.
Più avanti “Touchscreen” parla di come oggi gli appuntamenti romantici siano quasi tutti attraverso lo schermo, magari utilizzando un’applicazione o qualche messaggio: i ritmi rimangono bassi e i toni riflessivi, la chitarra elettrica non forza mai, mentre non mancano belle melodie folk, semplici quanto incisive.
Subito dopo ecco il singolo principale “We’ll Always Have Paris 1919″ con le sue grintose e graffianti sei corde che ci ricordano l’indie-rock di Lucy Dacus in “Historian” con un’atmosfera comunque più sostenuta e ovviamente le sempre presenti ed eleganti armonie.
“Peacetime”, nonostante la sua anima sia decisamente triste, riesce comunque a disegnare una certa luminosità country-folk con incredile dolcezza, mentre “Day Of Atonement” utilizza il Deep Throat Choir per regalarci armonie magiche e ultraterrene, riuscendo ancora una volta a trasportarci in spazi senza confini.
Un disco folk con influenze country e pop mai banale e, sotto alcuni punti di vista, semplice, ma che permette a questa semplicità di renderlo davvero speciale, grazie anche alla bravura di Katy di trasmettere le sue emozioni e i suoi sentimenti: difficile non rimanere innamorati della sua musica.
Source link




