Tempi non rispettati, la seduta in Municipio VI è nulla: polemica in Aula
La seduta si è aperta in un clima già teso, con l’allerta meteo a incombere sull’aula e sul territorio. Ma è bastato l’avvio dell’appello perché la mattinata prendesse subito una piega imprevista.
PD e Movimento 5 Stelle hanno sollevato un richiamo formale, mettendo in discussione la legittimità stessa della convocazione: secondo le minoranze, non sarebbero stati rispettati i tempi minimi previsti dal regolamento.
Il nodo della questione è emerso rapidamente. Dagli accertamenti degli uffici tecnici è arrivata la conferma: la mail di convocazione del Consiglio era partita oltre il termine consentito.
Per la maggioranza si tratterebbe di un’irregolarità puramente formale. Il presidente Franco parla di un ritardo di appena un minuto, attribuito al sovraccarico di lavoro di uffici sotto organico, un dettaglio che – a suo giudizio – non giustificherebbe il blocco dei lavori su un atto già trasmesso ai consiglieri il giorno precedente. Ben diversa la lettura dell’opposizione.
Per Fabrizio Compagnone (PD), il ricorso all’urgenza sarebbe stato del tutto pretestuoso: «La relazione annuale non ha nulla di urgente – accusa –. Il presidente ha forzato la mano dopo aver richiamato i suoi stessi assessori per i ritardi nella stesura del documento».

La seduta è stata quindi dichiarata tecnicamente nulla, ma lo scontro non si è fermato lì. Franco ha scelto comunque di procedere con la lettura della relazione annuale, un dossier di oltre 150 pagine.
Un intervento andato in scena davanti ai soli assessori e a pochi cittadini rimasti in aula nonostante il maltempo.
Nel suo intervento, il minisindaco ha rivendicato il lavoro svolto e attaccato duramente le minoranze: «È una vergogna. L’opposizione ha toccato il fondo pur di ottenere un vantaggio politico. Ho voluto onorare il lavoro dei dipendenti che ieri sono rimasti oltre l’orario di servizio nonostante l’emergenza meteo».
L’episodio segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti politici nel versante Casilino. Le opposizioni chiedono ora che la relazione venga ricalendarizzata nel rispetto delle procedure ordinarie, per consentire un confronto reale in Consiglio.
Dall’altra parte, la maggioranza parla apertamente di “ostruzionismo burocratico”, accusando le minoranze di rallentare deliberatamente l’azione amministrativa in un momento delicato per il territorio.
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