Salute

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La telecamera guasta nell’ambulanza mentre Luca Spada agiva. Il procuratore di Forlì. “Non ha funzionato proprio quel giorno”

Nell’ambulanza c’erano, ma quella sera non hanno registrato nulla. È uno dei passaggi più delicati della conferenza stampa emersi dalle parole del procuratore di Forlì, Enrico Cieri, che ha ricostruito in conferenza stampa i dettagli dell’inchiesta sulla morte dell’85enne Deanna Mambelli e sull’arresto dell’autista della Croce Rossa Luca Spada. Secondo quanto riferito dal magistrato, le telecamere erano state installate proprio a seguito di segnalazioni anomale: “Fonti confidenziali dei carabinieri avevano indicato un’abnorme mortalità nei trasporti secondari affidati a questo signore”. Un elemento che aveva spinto gli investigatori ad attivare strumenti di controllo più stringenti, nel tentativo di chiarire cosa accadesse durante i trasferimenti dei pazienti.

Ma il giorno della morte di Mambelli, il 25 novembre 2025, qualcosa è andato storto. “Ahinoi la telecamera non ha funzionato”, ha ammesso il procuratore Enrico Cieri, sottolineando come proprio quell’assenza di immagini abbia rappresentato un vuoto investigativo significativo. I carabinieri, ha spiegato, avevano comunque disposto un servizio di osservazione: “Hanno pedinato questa ambulanza senza essere in grado di capire cosa era successo all’interno”. Un dettaglio che restituisce la difficoltà degli accertamenti in una fase cruciale e che rende ancora più rilevante il lavoro successivo degli inquirenti, basato su intercettazioni, testimonianze e riscontri tecnici.

Il procuratore ha evidenziato come l’installazione delle telecamere fosse parte di un quadro investigativo già avviato, fondato su sospetti ritenuti abbastanza solidi da giustificare un monitoraggio diretto. Tuttavia, proprio nel caso più rilevante ai fini della misura cautelare — quello relativo alla morte della 85enne — il sistema non ha fornito alcun contributo. Un elemento che, pur non impedendo lo sviluppo dell’indagine, ne segna uno dei passaggi più critici: la mancanza di una prova visiva diretta di quanto accaduto all’interno del mezzo di soccorso.

A colmare, almeno in parte, quel vuoto sono altri elementi raccolti dagli inquirenti. Tra questi, intercettazioni e conversazioni attribuite di Luca Spada, dalle quali emergerebbe — secondo l’accusa — un atteggiamento cinico nei confronti dei pazienti anziani e riferimenti a decessi avvenuti durante i turni. In diversi dialoghi, riportati negli atti, l’indagato parlerebbe con toni scherzosi di morti appena avvenute o auspicate, talvolta in scambi con colleghi o con la compagna. In altri passaggi farebbe riferimento a contatti con operatori del settore funebre, lasciando intendere possibili collegamenti tra i decessi e interessi economici. Frasi e contenuti che, per la Procura, contribuiscono a delineare il contesto in cui si inserisce la vicenda, pur dovendo essere ancora valutati nel merito nel corso del procedimento.


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