Teheran: con gli Usa accordo sui principi per il programma nucleare

L’Iran, per conto suo, ne ha altre due: il suo programma balistico non si tocca. Ancora meno le sue relazioni con le milizie alleate oltre confine. Il nucleare, però, sì, ma a determinate condizioni. Teheran non rinuncerà al processo di arricchimento dell’uranio, a suo avviso volto allo sviluppo di energia nucleare a fini civili, considerato un diritto legittimo che non può essere messo in discussione. Lo ha precisato la Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, con un tweet su X: «Gli americani dicono: “Negoziamo sulla vostra energia nucleare, e il risultato della negoziazione dovrebbe essere che non avrete questa energia!”. Se così è, non c’è spazio per la negoziazione».
Più degli Stati Uniti, i diplomatici iraniani hanno insistito nel voler includere, con un ruolo crescente, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica, già presente ieri a Ginevra con il suo direttore Rafael Grossi, e hanno invitato gli ispettori dell’Aiea a controllare i siti nucleari. Iran e Stati Uniti lavoreranno su bozze che saranno successivamente scambiate ed esaminate.
Vi sono molti punti di disaccordo. L’Iran chiede immediatamente la fine delle sanzioni. Gli Stati Uniti preferiscono invece rimuoverle gradualmente e a risultati accertati. L’Iran è disposto a consegnare parte delle scorte di uranio arricchito al 60% (gradazione molto pericolosa); gli Stati Uniti vedono di cattivo occhio qualsiasi scorta, anche a un limite inferiore al 3,67% (limite fissato nel vecchio accordo del 2015).
Se sul tavolo diplomatico le due parti vogliono ostentare buona volontà, su quello bellico continuano, peraltro con crescente intensità, le minacce dei leader. Khamenei ha precisato che l’Iran dispone di armi potenti, capaci di colpire la grande flotta americana schierata nelle acque mediorientali. I Guardiani della Rivoluzione hanno temporaneamente chiuso alcune parti dello Stretto di Hormuz per poche ore in connessione con un’esercitazione militare. «Siamo pronti a chiudere lo Stretto di Hormuz in qualsiasi momento» se arriverà un ordine in tal senso, ha avvertito il comandante dei Pasdaran, Alireza Tangsiri.
Iran e Stati Uniti sembrano intenzionati a proseguire i negoziati, ma lo sono altrettanto a farsi trovare pronti per la guerra.
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