Economia

Tecnologie critiche, frontiera degli investimenti nell’era del cambiamento


Il moltiplicarsi dei conflitti armati e le crescenti minacce apportate per via telematica impongono un cambio di rotta nelle strategie di Stati e aziende. Delle ricadute in termini di investimenti abbiamo parlato con Andrea Mottarelli, country head Italia di Dws.

Qual è l’approccio più efficace per investire in questo settore?

“Sicurezza e autonomia tecnologica stanno dominando sempre di più il dibattito politico ed economico globale. L’autosufficienza è diventata una priorità strategica per molti Paesi, soprattutto nel settore della difesa. La capacità di produrre sistemi militari avanzati e tecnologie spaziali rafforza infatti la sicurezza nazionale. Anche nel settore delle infrastrutture digitali e della sicurezza dei dati, l’autonomia tecnologica è fondamentale. La localizzazione dei data center e lo sviluppo di reti energetiche resilienti consentono di proteggere informazioni sensibili e garantire continuità operativa in caso di crisi. Allo stesso tempo, investire in infrastrutture e in sistemi avanzati di cybersecurity significa ridurre i rischi legati a cyber-attacchi, rafforzando la sovranità digitale e quindi la sicurezza economica”.

Quali criteri adottate per individuare le aziende più interessanti e con maggior potenziale?

“Abbiamo un fondo di settore gestito attivamente, in modo da identificare di volta in volta gli ambiti e le aziende con le migliori prospettive. Investiamo in aziende leader lungo l’intera catena del valore delle tecnologie critiche, valutando le potenzialità di crescita, la qualità e stabilità del management e le valutazioni di mercato. L’approccio è globale, vista la rilevanza planetaria del tema e la necessità di fornire agli investitori un’elevata diversificazione”.

Quali sono i titoli attualmente più rappresentati nei vostri fondi e quali sono le motivazioni?

“Il settore della difesa rappresenta attualmente il maggiore peso in portafoglio. A seguito dell’approvazione del fondo speciale per la difesa avvenuta in ottobre, il governo tedesco ha autorizzato contratti per un totale di 52 miliardi di euro di ordinativi nel settore, il più grande volume di nuovi impegni nella storia recente. Allo stesso tempo, le tensioni geopolitiche globali hanno determinato un incremento sostanziale di investimenti nella difesa negli Stati Uniti. Puntiamo su aziende leader nelle tecnologie avanzate per la difesa nazionale e, per fare qualche esempio, abbiamo recentemente inserito in portafoglio una delle aziende europee con le maggiori prospettive di crescita nell’ambito dei veicoli blindati, una delle principali aziende americane nella costruzione di navi e un leader nella costruzione di droni. Come detto, non ci limitiamo alla difesa, ma uno spazio rilevante è attribuito anche alla sicurezza energetica e alle infrastrutture, attraverso soluzioni per facilitare il raggiungimento dell’indipendenza energetica. Abbiamo investito in un’azienda francese specializzata nella costruzione e gestione di infrastrutture digitali efficienti dal punto di vista energetico. In ambito tecnologico, invece, abbiamo in portafoglio aziende attive su intelligenza artificiale, semiconduttori e data center, data la rilevanza economica e strategica di questi settori”.


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