Umbria

Tasse, Azione prende le distanze dall’amministrazione regionale Proietti


Distanza dalle scelte fiscali adottate dalla giunta Stefania Proietti, è quella che prende il partito di Azione, a livello locale: «Le giustificazioni sull’aumento delle tasse appaiono fragili, quasi un paradosso politico che finisce per avallare le politiche del Governo nazionale. Se si mette mano alle tasche degli umbri, si ha l’obbligo morale di dire dove finirà ogni singolo euro. Per Azione, questi fondi devono essere blindati e destinati esclusivamente alla sanità, cuore pulsante del mandato ricevuto dalla Presidente e in modo particolare per il nuovo Ospedale di Terni, come già chiesto con forza durante il Consiglio Comunale di ottobre, perché tutta l’Umbria del Sud non può più attendere».

LA RECENTE PROTESTA DEL CENTRODESTRA IN CONSIGLIO REGIONALE

«Come Azione – scrive in una nota il segretario provinciale di Azione Terni, Michele Pennoni – abbiamo sostenuto Stefania Proietti mossi da una precisa volontà: portare
pragmatismo e competenza al governo dell’Umbria. Oggi, pur senza deleghe esecutive,
onoriamo quel mandato nel modo più alto, ovvero restando una forza vigile e, dove
necessario, critica. Lo facciamo per un unico interesse: quello dei cittadini. La nostra distanza dalle recenti scelte fiscali non è un riflesso condizionato, ma una questione di merito.  Purtroppo, il segnale che arriva oggi alla provincia di Terni è un allarmante vuoto di concretezza. Per il Santa Maria, e i suoi ‘miraggi in 3D’, manca ancora un progetto solido e finanziato».

Intanto, il Pronto Soccorso è una trincea che regge grazie all’umanità e al sacrificio dei professionisti ma è un equilibrio al limite del collasso. Questo sbilanciamento colpisce duramente anche l’Orvietano. Come si può giustificare che in uno dei due ospedali di emergenza cardine per l’Usl Umbria 2 non sia presente la radiologia H24 per introdurla a Spoleto, in un’area già coperta da Foligno. Non è una questione di campanili, ma di logica e rispetto per una gestione equilibrata dei territori. Celebrare i vent’anni della struttura ospedaliera di Foligno e dimenticare i venticinque di quella di Orvieto non è solo una nota di folklore amara, è il sintomo di una visione territoriale distorta. Un’Umbria così piccola non può permettersi territori di serie B, o si tiene tutta insieme o si disgrega. Se le istituzioni non offrono soluzioni concrete ed eque, la rabbia dei cittadini troverà sfogo in derive populiste che promettono molto e non risolvono nulla, finendo solo per isolarci. Se persino dai comitati di sinistra che si occupano di sanità giungono oggi le stesse denunce di Azione, cos’altro serve ai consiglieri regionali del territorio ternano per smettere di accontentarsi dei rendering e iniziare a pretendere servizi reali? Nessuno deve rimanere indietro, perché solo con i fatti (strutture e servizi) l’Umbria potrà dirsi davvero unita e solidale».

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