Lazio

tariffe su fino a 60 euro

Non accenna a fermarsi la corsa dei prezzi che sta segnando l’avvio del 2026. Dopo energia e beni di prima necessità, ora a finire nel mirino dei rincari sono le bollette telefoniche.

A lanciare l’allarme è il Codacons: nelle ultime settimane i principali operatori nazionali hanno avviato modifiche unilaterali dei contratti, traducendosi in aumenti che colpiscono sia la telefonia mobile sia le linee fisse.

Una nuova stangata che arriva silenziosa, spesso nascosta tra le comunicazioni di servizio, ma che rischia di pesare in modo significativo sui bilanci familiari.

Quanto aumentano le bollette

I ritocchi variano a seconda dell’operatore e del piano sottoscritto, ma il quadro è chiaro. Gli aumenti mensili vanno da un minimo di 1 euro fino a un massimo di 5 euro.

Una cifra che può sembrare contenuta, ma che su base annua si traduce in un aggravio compreso tra i 12 e i 60 euro per ogni singola utenza.

Secondo Assium (Associazione Italiana degli Utility Manager), l’impatto complessivo è tutt’altro che marginale. Il mercato della telefonia in Italia vale infatti circa 22,6 miliardi di euro all’anno: basta un piccolo aumento pro capite per generare un effetto a catena sulla spesa complessiva delle famiglie.

Aumenti sì, ma c’è il diritto di recesso

Di fronte a rincari decisi unilateralmente, i consumatori non sono però senza difese. Il Codice delle Comunicazioni Elettroniche prevede infatti la possibilità di recedere dal contratto senza penali né costi di disattivazione nel caso in cui il gestore modifichi le condizioni economiche.

Per far valere questo diritto, le strade sono diverse:

  • Raccomandata A/R o PEC, inviando una comunicazione formale all’operatore

  • Contatto con il servizio clienti, tramite call center

  • Moduli online, disponibili sui siti ufficiali delle compagnie

L’importante è rispettare i tempi indicati nella comunicazione dell’aumento, generalmente entro 30 giorni.

La “giungla” delle offerte

Resta però un nodo cruciale: capire come orientarsi. Il presidente di Assium, Federico Bevilacqua, parla apertamente di una “giungla tariffaria”, fatta di promozioni a tempo, clausole poco chiare e condizioni che cambiano rapidamente.

Il consiglio è quello di non subire passivamente gli aumenti, ma di verificare se la propria offerta sia ancora competitiva. In molti casi, una migrazione consapevole verso un altro operatore può portare a risparmi anche fino al 50% sulla bolletta, a patto di confrontare attentamente costi reali e servizi inclusi.

In un gennaio segnato dai rincari, anche la telefonia diventa così un nuovo fronte su cui i consumatori sono chiamati a fare attenzione.

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