Liguria

Tapis roulant per l’aeroporto, i costi esplodono e il progetto si blocca: ora il Mit “valuta alternative”


Genova. Si ferma ancora prima di partire il moving walkway, il tapis roulant sopraelevato che avrebbe dovuto collegare l’aeroporto alla futura stazione ferroviaria di via Siffredi. Il quadro economico del progetto, aggiudicato a novembre 2024 a un raggruppamento guidato da Rina Consulting, è lievitato a 44 milioni di euro, mentre sul piatto ci sono solo i 29 milioni dell’accordo di programma siglato quasi due anni fa da Comune, Autorità portuale, Aeroporto, Enac e Rfi.

La notizia è stata anticipata oggi da Il Secolo XIX e ha aperto un nuovo fronte di scontro nella politica genovese. Il ministero dei Trasporti, di fronte all’esplosione dei costi che sarebbe emersa solo lo scorso agosto, aveva chiesto a Comune e Aeroporto di coprire la differenza. E il 5 dicembre, durante l’ultima riunione in Prefettura, gli enti in questione hanno escluso la possibilità di metterci le risorse mancanti. Così il 12 gennaio è stato definitivamente sciolto il comitato direttivo istituito per coordinare la progettazione e la realizzazione dell’opera, facendo saltare di fatto tutto l’accordo alla base del moving walkway. In ogni caso il ritardo sulla tabella di marcia era già molto pesante, visto che l’opera – secondo gli annuncidoveva essere completata alla fine dell’anno scorso, mentre non sono mai iniziati i lavori.

Il ministero dirotta i fondi e valuta “una soluzione alternativa meno onerosa”

E adesso? Secondo quanto riferiscono fonti ministeriali “il Mit si riserva comunque di provvedere a trovare una soluzione alternativa meno onerosa a carico di Rfi nel prossimo accordo di programma”. Non è chiaro, al momento, quale sarà la tecnologia impiegata. L’idea del tapis roulant in sopraelevata, un tracciato interamente coperto di circa 640 metri alla velocità di 2,7 km/h, era stata promossa da Tursi proprio per aggirare i costi eccessivi del people mover, in origine pensato come primo troncone dell’impianto a fune che in futuro dovrebbe raggiungere il parco scientifico-tecnologico degli Erzelli.

Nel frattempo i 29 milioni di euro – fa sapere il ministero – sono stati dirottati su altri progetti cantierabili in Liguria, in particolare quattro stazioni ferroviarie (Sanremo, Loano, Albisola e Cinque Terre) e sull’ultimo miglio ferroviario nel porto di Genova.

“Il progetto è stato elaborato alla fine dello scorso ciclo amministrativo, poi a un certo punto i costi sono aumentati – spiega l’assessore alle Opere infrastrutturali strategiche Massimo Ferrante -. Gli uffici hanno chiesto una revisione al ribasso perché, rispetto alla cifra iniziale, il progetto affidato al Rina prevedeva costi ancora più alti di 44 milioni, che ammetto siano una cifra esorbitante. Il vero dato è un altro: il terreno è demaniale al servizio dell’aeroporto e non si può chiedere al Comune 15 milioni per coprire gli extra costi. È paradossale che il ministero blocchi tutto piuttosto che rimodulare i finanziamenti”.

Il Pd: “Salvini e Rixi tolgono risorse alla città”

Il Pd è andato subito all’attacco di Rixi e Salvini: “Un’opera dichiarata strategica dallo stesso ministero viene cancellata alla prima difficoltà, con il ritiro dei fondi e lo stralcio dell’accordo del 2024. Così Genova perde un collegamento fondamentale per l’accessibilità dello scalo e per lo sviluppo dell’area di Erzelli – dichiara il consigliere regionale Simone D’Angelo -. Lo stop al tapis roulant è un fallimento politico grave. Da Salvini e Rixi si conferma che l’attenzione per Genova esiste solo nelle interviste e negli annunci sui giornali: nei fatti preferiscono togliere risorse alla città piuttosto che assumersi la responsabilità di governare un progetto complesso e trovare soluzioni condivise con il Comune, che non fossero il tentativo di scaricare 15 milioni di euro di extra costi sul Comune di Genova, già messo a dura prova dall’eredità disastrosa lasciata su Amt. Un ministero serio non si limita a prendere atto dell’aumento dei costi e a cancellare tutto. Qui, invece, si preferisce scappare e scaricare le responsabilità. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: la frequenza con cui il Mit guidato da Salvini e Rixi assume atteggiamenti ostili, quando non apertamente contrari agli interessi di Genova, sembra sempre più figlia della volontà di regolare conti politici piuttosto che di reali valutazioni tecniche. Annunci e propaganda quando si è davanti alle telecamere, fuga dalle responsabilità quando c’è da decidere. Questo è il vero bilancio della Lega sulle infrastrutture genovesi”, conclude D’Angelo.

Una scelta incomprensibile che penalizza Genova e il suo sviluppo infrastrutturale – aggiungono i deputati del Pd Alberto Pandolfo, Valentina Ghio e Luca Pastorino che annunciano un’interrogazione alla Camera -. Un’opera definita strategica dallo stesso ministero delle Infrastrutture le cui risorse sono state cancellate dai programmi con lo stralcio dell’accordo sottoscritto nel 2024, dimostrando ancora una volta l’inaffidabilità del Governo quando si tratta di assumersi responsabilità concrete nei confronti del nostro territorio”.

Bucci e il centrodestra accusano la giunta Salis

Per il presidente ligure Marco Bucci si tratta di “falsità” e la colpa è della giunta Salis: “Sono veramente preoccupato perché tutti i progetti di Genova vengono eliminati. La decisione non è del ministero ma del Comune, perché il Comune aveva un progetto per una certa cifra che io avevo visto, avevo approvato, e che va bene. Poi, se loro da questa cifra vogliono passare un’altra cifra…”. L’aumento dei costi però è stato segnalato dai progettisti del Rina. “Ci si mette d’accordo – ribatte Bucci – Il quadro economico si fa così. Io l’ho fatto centomila volte. Quando si fa un progetto per una certa cifra, poi bisogna farlo per quella cifra. Io non conosco i motivi di questo aumento di costi. Se c’è un discorso di materie prime, può essere assolutamente negoziato col ministero”. E sul tema delle aree demaniali posto da Ferrante: “Non è vero, mi sembra la scusa più banale”.

 “Duole scoprire che il tapis roulant tra aeroporto e stazione non si farà – aggiunge Matteo Campora, capogruppo di Vince Liguria in Regione ed ex assessore alla Mobilità del Comune di Genova -. Un ennesimo nulla di fatto per i genovesi, che dovranno dire addio a un collegamento importante, pensato per ridurre  la distanza tra Genova e il suo aeroporto. Un progetto che, da assessore, ho seguito personalmente e per il quale avevo già avviato l’iter di realizzazione. Oggi il Comune pretenderebbe dal ministero una cifra quasi raddoppiata rispetto a quanto già concordato, per un ulteriore aumento delle spese. Nonostante questa richiesta il Governo non si è tirato indietro, ma semplicemente ha ribadito di non poter assecondare assurde richieste legate a ritardi di esecuzioni non giustificati. Spiace constatare che, ancora una volta, quest’amministrazione comunale dimostri di non essere in grado di portare avanti in modo concreto progettualità utili ai cittadini e ancora una volta scarichi sugli altri le proprie incapacità. Un film già visto purtroppo, che ha lo stesso amaro finale: un nulla di fatto che ricade solo e unicamente sui genovesi che si trovano a pagare questa inadeguatezza”. 

Intervengono anche i consiglieri regionali della Lega: “L’ammontare della spesa per il moving walkway è lievitato in maniera abnorme. È quindi dovere di chi governa e amministra verificare ed esigere spiegazioni. Oggi, però, il Pd e Silvia Salis pretenderebbero che il ministero finanziasse l’opera con costi quasi raddoppiati, rispetto a quanto già concordato, per un ulteriore aumento delle spese. Da Roma hanno quindi spiegato che non si possono assecondare inadeguate richieste, peraltro legate anche a ritardi di esecuzioni che non appaiono giustificati. In sintesi, né il Governo né il Mit possono firmare assegni in bianco ‘a pioggia’ senza adeguate giustificazioni tecniche. Non sarebbe serio. Le risorse pubbliche non sono infinite e vengono riallocate sulla base di criteri di sostenibilità e priorità, senza distinzioni di colore politico. Però, nonostante questi extracosti fuori controllo, ancora una volta il Pd e la giunta Salis fanno lo scaricabarile perché non in grado di portare avanti seriamente e intervenire concretamente sulle buone progettualità già avviate con l’amministrazione di centrodestra. Una scarsa attenzione ai genovesi, unita a un’evidente incapacità di amministrare il territorio, che lascia ancora una volta l’amaro in bocca”.

Entro il 2026 il nuovo collegamento con la stazione Principe Sotterranea

Lo stop al tapis roulant non avrà effetti sul protocollo d’intesa da 8,5 milioni per il restyling della stazione Principe Sotterranea, che sarà ribattezzata Principe Marittima e resa funzionale alle esigenze dei crocieristi. È attualmente in corso la prima fase dell’intervento, che prevede una nuova piattaforma scoperta all’altezza di via Marinai d’Italia (il ponte che collega via Buozzi alla stazione marittima) con scale mobili e ascensori che porteranno direttamente alle banchine. Fine lavori prevista entro il 2026, con tempi legati alla risoluzione di una grossa interferenza con gli impianti di Ireti, per cui sono al vaglio due alternative progettuali. Il secondo lotto include la riqualificazione del sottopasso esistente che porta a via Rubattino, con altri due ascensori e nuova illuminazione.  




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