«Tanti clienti nel weekend ma ormai vediamo la nostra condanna a morte»
SAN BENEDETTO Tanti ospiti sotto gli ombrelloni, tante preoccupazioni nella mente. E’ l’estate bifronte dei concessionari di spiaggia. «Soprattutto il sabato e la domenica, abbiamo difficoltà ad accontentare le richieste delle tantissime persone che scelgono la nostra spiaggia. Il problema è che non lavoriamo con la giusta serenità, siamo in un momento mentalmente massacrante, perché ormai vediamo concretizzarsi la nostra condanna a morte».
Lo afferma Giuseppe Ricci: patron dello chalet Stella Marina e presidente dell’associazione di categoria Itb-Italia.
Lo storico concessionario è stato convocato per lunedì, a Roma, ad un confronto tecnico indetto dal Governo. Obiettivo: arrivare all’emanazione delle linee guida nazionali per riassegnare gli arenili, con le procedure ad evidenza pubblica (le cosiddette aste) nell’ambito dell’annosa direttiva Bolkestein.
Assistito dallo studio legale dell’avvocato Vincenzo De Michele, Ricci ha già inviato al Mit (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) una serie di controproposte: «Mi erano state richieste da Roma dopo che mi era stata inviata la bozza del documento nazionale. Spero che il parere espresso grazie all’aiuto dei nostri esperti legali sarà analizzato attentamente lunedì. Io cercherò nuovamente di far capire che esiste il modo per evitare che migliaia di persone perdano il lavoro e le strutture che sono il frutto di tante spese e sacrifici, fatti sempre nel rispetto di tutte le leggi».
L’umore di Ricci e colleghi non è dei migliori: «Ormai siamo all’ultima spiaggia, ma resto ancora fiducioso. Se la politica continuerà a non ascoltarci, sono convinto che lo farà la magistratura. Sicuramente non subiremo passivamente le aste, ci saranno ricorsi su ricorsi». In ogni caso, la prossima settimana si scriverà un nuovo capitolo di una vicenda che, ormai, tiene banco da quasi un ventennio. «Tanti anni in cui il nostro Paese si è autoflagellato – prosegue ancora amaramente Ricci -. Si è generato un clima d’incertezza totale che ha frenato gli investimenti nel comparto turistico-balneare».
Effettivamente, lungo la Riviera c’è più di uno chalet che ha fermo ai box qualche importante (e costoso) progetto di restyling. «L’incontro di lunedì sembra essere la convocazione di un condannato a morte che deve scegliere come morire. Ma noi non ci arrendiamo perché, solo a San Benedetto, rischiano il posto di lavoro circa duemila persone» conclude il presidente dell’Itb, secondo cui: «La soluzione tecnica per superare questo incubo è l’applicazione di un “diritto di superficie con riscatto” sulle porzioni di spiaggia dove insistono le nostre strutture». In sostanza, una sdemanializzazione delle strutture balneari che risolverebbe il problema alla radice.




