Politica

Tajani al Board of peace, Renzi: “Imbarazzante con cappellino in mano”. Forza Italia: “Ipocriti”

Botta e risposta sui social tra Italia Viva e Forza Italia. Sul profilo ufficiale del partito di Matteo Renzi è infatti stata criticata la partecipazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Board of Peace su Gaza pubblicando un video con il ministro che tiene tra le mani un cappellino rosso con scritto il motto trumpiano: “Make America great again”. Nel post il commento è: “Siamo passati dal cappotto liso e la schiena dritta di De Gasperi al cappellino in mano e la schiena piegata di Tajani. O tempora, o mores…”.

Un’uscita che non è piaciuta ai forzisti che oggi hanno risposto sempre sui social con una foto dell’ex premier con scritto “IncoeRenzi”, commentando: “Matteo Renzi, che è “pappa e ciccia” con Tony Blair e Bin Salman, tra i principali promotori del Board of Peace, ora ha il coraggio di criticare il governo italiano e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per partecipare a questa iniziativa di pace per il Medio Oriente”.

Anche il portavoce degli azzurri, Raffaele Nevi, è intervenuto a difesa del ministro: “Premesso che è anche una questione di educazione istituzionale se si riceve un dono da un capo di Stato o primo ministro secondo i poco ravveduti esponenti di Italia Viva bisognerebbe rifiutarlo? Posto poi che il ministro Tajani non lo abbia mai indossato il cappellino. È stato Renzi in passato a chiedere e promuovere un dialogo tra il ministro degli Esteri Tajani proprio con Tony Blair, perché ora i suoi criticano così ferocemente la partecipazione di Antonio Tajani al Board per la Pace a Gaza così tanto voluto anche da Blair? Sarebbe ora che Renzi prenda coraggio e si assuma la responsabilità di dire veramente come la pensa”.

Pronta la controreplica di Renzi che sui social risponde postando una combo tra una sua immagine con Barack Obama e quella di Tajani al Board con il cappello Maga: “Tajani sempre più imbarazzante. Oggi Forza Italia mi attacca chiedendomi cosa avrei fatto io sul Board of Peace. Ho già risposto: fossi stato premier non avrei partecipato. Perché una cosa è dire sì alla tregua, altro è immaginare una struttura privatistica come quella voluta da Trump. C’è una bella differenza! Non è difficile: può capirlo persino Tajani”.

L’ex premier aggiunge: “Detto questo io alla Casa Bianca sono stato tante volte ma mai con il cappello in mano – pardon – mai con il cappellino in mano. Abbiamo un governo che voleva essere patriota ed è subalterno a Trump, ai Maga, a chi mette dazi illegali contro le nostre aziende. Noi a testa alta, loro col cappellino in mano”. postando una combo tra una sua immagine con Barack Obama e quella di Antonio Tajani al Board con il cappello Maga.




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