Friuli Venezia Giulia

Tailandia e Cambogia: Accordo di cessate il fuoco

11.01.2026 – 15.30 – Gli Stati Uniti forniranno assistenza per 45 milioni di dollari a Tailandia e Cambogia a supporto degli sforzi del presidente Donald Trump per la pace tra i due Paesi del Sud-est asiatico. Lo ha dichiarato il 9 gennaio 2026 citato dalla Reuters Michael DeSombre, alto diplomatico statunitense per gli affari dell’Asia Orientale e del Pacifico, durante una visita nella regione: “Gli Stati Uniti continueranno a sostenere i governi cambogiano e tailandese mentre attuano gli accordi di pace di Kuala Lumpur e aprono la strada a un ritorno alla pace, alla prosperità e alla stabilità per i loro popoli e per la regione”. A fine dicembre Tailandia e Cambogia hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di cessate il fuoco immediato, dopo settimane continuative di combattimenti lungo il confine, che hanno causato almeno un centinaio di vittime e mezzo milione di profughi (molti di più, secondo altre stime). La controversia ha radici storiche, legate al passato coloniale e a una conseguente disputa sulla definizione del confine tra Tailandia e Cambogia, manifestatasi a più riprese. Il più recente cessate il fuoco è entrato ufficialmente in vigore sabato 27 dicembre 2025, facendo cronologicamente seguito agli accordi di Kuala Lumpur (Malesia) tra Tailandia e Cambogia promossi il 26 ottobre 2025 dal presidente Trump durante il suo viaggio nel Sud-est asiatico. Trump nell’occasione ha parlato di una “giornata storica” e di “accordi di pace tra Tailandia e Cambogia” raggiunti grazie a lui, il presidente degli Stati Uniti, mentre parte della stampa occidentale ha avuto una tendenza a ridimensionare la portata dell’evento, descrivendo quella di Trump come una mera presenza al momento della firma dei documenti, definiti talvolta “dichiarazione congiunta” più che veri e propri accordi di pace. Nella nota della Casa Bianca di ottobre, si legge: “Attraverso una decisiva azione diplomatica degli Stati Uniti, Tailandia e Cambogia hanno raggiunto un accordo cruciale per istituire squadre di osservatori di frontiera, un passo fondamentale per consolidare la pace a lungo termine”. La nota della Casa Bianca delinea inoltre un più ampio contesto di accordi e dichiarazioni commerciali degli Stati Uniti con Malesia, Cambogia, Tailandia, Vietnam. Poi le ostilità tra Tailandia e Cambogia sono proseguite, a novembre. Il mese successivo, la svolta, almeno finora. Dopo il raggiunto cessate il fuoco di dicembre, il presidente Trump ha nuovamente rivendicato un ruolo nella vicenda, attaccando contestualmente l’Onu: “Gli Stati Uniti sono come sempre orgogliosi di essere stati d’aiuto. In questi undici mesi ho risolto e fermato otto guerre e conflitti. Con ciò, gli Stati Uniti sono diventati probabilmente le vere Nazioni Unite, che invece sono state di scarso aiuto in ciascun scenario, incluso il disastro in corso tra Ucraina e Russia”. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a sua volta ha salutato positivamente la notizia come “un passo importante verso il ripristino della pace, in linea con le aspettative condivise dai Paesi della regione per un cessate il fuoco completo e duraturo, con la ricostruzione della fiducia reciproca tra Tailandia e Cambogia“. Come testimoniato da varie prese di posizione pubbliche, durante la controversia la Cina ha ricoperto un ruolo di mediazione, usando parole di dissuasione dal ricorso alla forza militare; promuovendo la diplomazia, il dialogo e gli incontri trilaterali. Analogamente, la stampa internazionale concorda nel citare la Malesia e l’Asean (Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico) come attive nel processo di risoluzione delle ostilità tra Tailandia e Cambogia. Dal canto suo segretario generale Onu, António Guterres, ha fatto sapere che “accoglie con favore l’accordo di cessate il fuoco tra Cambogia e Tailandia come un passo positivo verso l’attenuazione della sofferenza dei civili. Il segretario generale esprime inoltre il suo apprezzamento alla Malesia, all’attuale presidente dell’Asean nonché alla Cina e agli Stati Uniti per i loro sforzi a sostegno di una risoluzione pacifica della situazione”. Anche l’Unione europea accoglie “con favore” l’accordo e “invita entrambe le parti ad attuarlo in buona fede”, in una nota del Servizio d’azione esterna, che ringrazia a sua volta l’Asean per il suo contributo. D’ora in poi si vedrà se il cessate il fuoco si rivelerà fragile o duraturo.

[l.g.]




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