Società

Taglie: ecco come e perché la moda sta dando i (nuovi) numeri

Secondo una recente analisi di Impact Analytics, la domanda di taglie più grandi (L, XL, XXL) è diminuita, almeno negli Stati Uniti, mentre le vendite delle taglie più piccole sono in crescita. Una constatazione che porta a diverse riflessioni.

Oltre al fatto che questa tendenza potrebbe lasciare fino a 400 milioni di capi disallineati rispetto alla domanda dei consumatori entro il 2027, le nuove richieste stanno spingendo diversi brand a cambiare la produzione per non dover affrontare un impatto finanziario significativo, visto che anche i resi sono in aumento.

Se la maggior parte delle aziende utilizzava un modello di ordinazione 1-2-2-1 (che significa una parte taglia S, due parti M, due parti L e una parte XL), adesso la regola è cambiata: oggi ci si adegua al 2-2-1-1. Ovvero più taglie piccole rispetto a prima. Tra il 2022 e il 2024, infatti, le vendite di taglie forti (L, XL, XXL) sono diminuite in America, mentre è aumentata la richiesta di XS, S e M. Il che ci porta all’effetto Ozempic sulla moda.

Da una parte si osserva un ritorno a un’estetica della magrezza spesso definita #Ozempiccore o che, in alcuni casi, ricorda l’heroin chic degli anni ’90. Basta osservare come molte celeb si presentano agli eventi negli ultimi mesi con silhouette più snelle e corpi cambiati totalmente.


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