Swim School – Swim School
Anche se Glasgow continua a dominare il panorama scozzese, dalla scena musicale e dalle strade umide di Edimburgo arriva una delle band più promettenti della nuova ondata alternative scozzese: gli swim school, formata da Alice Johnson (voce e chitarra), Lewis Bunting (chitarra), Lee Brown (basso) e Billy McMahon (batteria).
Dopo cinque anni di prove, tour e crescita silenziosa, la band ha pubblicato il suo album di debutto omonimo, “Swim School”, un lavoro che rappresenta sia una rinascita sia una chiara affermazione della loro indipendenza artistica.

Il disco nasce in un momento di profonda riflessione per la band, segnata da anni di lavoro in un’industria musicale “brutale“, come la definisce Alice, un mondo che pretende tutto in otto secondi di attenzione e dimentica la lentezza del costruire denunciando così la superficialità dell’epoca dei social. Ogni traccia è un frammento della loro visione. Il filo conduttore è la ricerca di valore in un sistema che misura tutto con la velocità di un clic.
L’album si muove tra melodia e rumore, fondendo shoegaze, rock alternativo e grunge con una sensibilità emotiva contemporanea. L’arrivo del bassista Lee Brown ha consolidato la direzione del gruppo, spingendolo verso un suono più potente e dinamico.
La band rifiuta di restare intrappolata in un solo genere: vuole che ogni brano sia un terreno nuovo da esplorare, un modo diverso di raccontare la stessa urgenza. La band non teme il cambiamento, anzi lo considera parte essenziale della propria identità.
Le influenze spaziano dai classici shoegaze di Slowdive e My Bloody Valentine fino ad arrivare ai giorni nostri con Fontaines D.C. – Romance è stata un’ispirazione avvolgente – e al revival della guitar music anni ’90, non tanto per imitazione sonora quanto per l’energia e l’attitudine libera che ne derivano. Anche l’eco dei Wolf Alice attraversa il loro sound.
Gli swim school hanno scelto la via della semplificazione. Dopo anni di sperimentazioni e suoni stratificati, hanno spogliato le loro canzoni fino all’osso, meno sintetizzatori lasciando che le chitarre respirassero e che la batteria dettasse il battito vivo delle emozioni. Il risultato è un suono diretto, crudo, ma ancora attraversato da riverberi e malinconie shoegaze.
Il debut album di swim school è un viaggio che oscilla tra energia esplosiva e momenti di dolce introspezione, tra muri di chitarre shoegaze e melodie che restano impresse. L’album si apre con “Heaven“, un brano dal forte impatto energetico, dove basso e chitarre taglienti sostengono la voce suadente di Alice, creando un perfetto equilibrio tra forza e melodia. Subito dopo, “Green Eyes (Want It All)” mostra un lato più delicato e emozionante, con chitarre che ricordano i Cure, portando un contrasto raffinato rispetto alla potenza iniziale.
Con “Alone With You”, la band unisce melodie intime e esplosioni controllate di chitarre distorte, uno dei momenti più drammatici e coinvolgenti dell’album, mentre “Waste Your Time“ si propone come uno sfogo energico, anche se meno memorabile rispetto ad altri brani. “Always On My Mind” regala invece un’esperienza più introspettiva, con l’interpretazione intensa di Alice che si fonde a momenti di doppia voce e a muri di chitarre che crescono progressivamente, enfatizzando il testo e l’emozione del pezzo.
La cantante scozzese racconta che molte canzoni nascono da un sentimento di ribellione passiva-aggressiva: il rifiuto di conformarsi alle aspettative e la volontà di restare autentici.
La fluidità melodica continua in “On & On”, brano più leggero e ritmato, dove la voce di Alice mostra tutta la sua capacità interpretativa, mentre “Say It All” richiama l’atmosfera coinvolgente di “Alone With You”, con chitarre leggermente distorte e una malinconia sottile. “Crimson Red” rappresenta uno dei punti più alti dell’album: le due chitarre dialogano perfettamente nei versi, sostenendo la voce e preparando l’esplosione finale, dimostrando la maestria della band nel passare dal melodico al muro di suono shoegaze.
La traccia “Am I Good Enough Now” chiude l’album con una domanda che sembra parlare a tutti noi, e soprattutto a chi crea musica: “Sono abbastanza brava, adesso?” La risposta è chiara e sonora: sì.
Gli swim school dimostrano di saper bilanciare energia e introspezione, costruendo brani che cambiano ad ogni ascolto ma restano coerenti nel raccontare il loro mondo. Ogni traccia ti porta in un piccolo viaggio emotivo, attraversando dramma, delicatezza, potenza e malinconia, e alla fine lascia la sensazione di avere davanti una delle realtà più interessanti dell’indie-rock contemporaneo.
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