Svolta storica su Android: Google cambia le regole per app, store e pagamenti
Il mondo Android entra in una fase di cambiamento concreto: Google sta ritoccando in profondità il modo in cui app e giochi arrivano sugli smartphone, sui tablet e sugli altri dispositivi. Non si parla solo di qualche ritocco alle commissioni, ma di un nuovo equilibrio tra apertura, sicurezza e modello di business.
Per chi sviluppa e per chi installa app, questo significa più scelte su come pagare, più strade per distribuire i contenuti e un calendario preciso di scadenze entro cui queste novità diventeranno realtà nelle varie regioni del mondo.
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Più libertà nei pagamenti in-app
Google Play apre ulteriormente alla flessibilità nei pagamenti: gli sviluppatori potranno usare il proprio sistema di fatturazione dentro l’app, affiancandolo a quello di Google Play, oppure indirizzare gli utenti direttamente al proprio sito web per completare gli acquisti.
Rimane valido l’invito per chi li utilizzerà alla massima cautela nell’usare servizi di terze parti, perché è praticamente certo che ci sarà chi cercherà di abusare di questo sistema per possibili frodi.
L’obiettivo è invece combinare scelta e tutela di chi acquista, evitando di trasformare questa apertura in una giungla di metodi di pagamento poco chiari. Resta comunque evidente un cambio di passo rispetto al passato, dove l’uso della fatturazione di Google Play risultava molto più centrale e, da una parte, anche sicuro e riconoscibile.
Nasce il programma per gli store alternativi
Sul fronte della distribuzione, Google introduce il programma Registered App Stores, pensato per gli store di terze parti che vogliono integrarsi meglio con Android. Chi aderisce e rispetta determinati requisiti di qualità e sicurezza otterrà una procedura di installazione semplificata quando l’utente scarica lo store tramite sideloading.
Per gli store che non partecipano non cambia nulla: continueranno a funzionare come qualsiasi altra app installata manualmente. In pratica, Google non chiude porte, ma crea un canale privilegiato per chi accetta alcune regole minime.
Il programma partirà fuori dagli Stati Uniti e arriverà anche negli USA in un secondo momento, a condizione di ottenere il via libera in sede giudiziaria.
Questo dettaglio conferma quanto il tema degli store alternativi resti legato anche alle dispute legali in corso negli ultimi anni.

Nuovo modello di commissioni su Google Play
La parte più sensibile riguarda le commissioni di Google Play, che vengono riorganizzate separando il costo della fatturazione dal servizio vero e proprio dello store. Per chi sceglie di usare il sistema di pagamento di Google Play, la tariffa di billing diventa una voce a parte: in Area Economica Europea, Regno Unito e Stati Uniti sarà pari al 5%.
Le commissioni di servizio sugli acquisti in-app (IAP) cambiano così:
- Per le nuove installazioni (cioè le prime installazioni dopo l’entrata in vigore dei nuovi prezzi in una regione), la commissione standard sugli acquisti in-app scende al 20%.
- Nasce un Apps Experience Program e viene rivisto il programma Google Play Games Level Up, con l’idea di premiare chi offre esperienze di qualità su più form factor Android. Chi partecipa e rispetta le soglie previste ottiene tariffe ulteriormente ridotte: per gli acquisti in-app da installazioni esistenti la commissione resta al 20%, mentre per le transazioni generate da nuove installazioni scende al 15%.
- Per gli abbonamenti ricorrenti, la commissione di servizio viene fissata al 10%.
Google sostiene che, nel confronto con i principali app store, queste tariffe risultino tra le più basse.
Al di là del confronto numerico, il punto chiave è che il costo dell’uso della fatturazione Google non coincide più automaticamente con la commissione complessiva sul fatturato.
Quando arrivano le novità
Il nuovo modello non entra in vigore ovunque allo stesso momento, ma segue una tabella di marcia precisa, pensata per adeguare l’infrastruttura tecnica e rispettare le varie normative locali.
Le nuove commissioni di Google Play verranno introdotte secondo questo calendario:
- Entro il 30 giugno: Area Economica Europea, Regno Unito e Stati Uniti.
- Entro il 30 settembre: Australia.
- Entro il 31 dicembre: Corea e Giappone.
- Entro il 30 settembre 2027: il resto del mondo.
Il programma aggiornato Google Play Games Level Up e il nuovo Apps Experience Program partiranno entro il 30 settembre in EEA, UK, USA e Australia, per poi seguire lo stesso scaglionamento delle commissioni nelle altre regioni.
Per quanto riguarda i Registered App Stores, Google prevede il lancio insieme a una versione principale di Android entro la fine dell’anno, segno che l’integrazione con il sistema operativo sarà piuttosto profonda.
Accordo con Epic Games e prospettive per l’ecosistema
In parallelo a queste modifiche, Google annuncia di aver risolto le proprie controversie legali con Epic Games a livello globale. Il tempismo non sembra casuale: un nuovo modello di commissioni, più opzioni di pagamento e un programma per gli store alternativi riducono molte delle tensioni che avevano alimentato lo scontro.
Secondo Google, queste mosse dovrebbero rafforzare l’ecosistema Android, favorendo sviluppatori più sostenibili e app e giochi di maggiore qualità su un numero crescente di dispositivi. Resta da vedere, nei prossimi anni, se questo equilibrio tra apertura, sicurezza e costi riuscirà davvero a soddisfare sia chi crea software sia chi lo usa ogni giorno.
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