Calabria

Svaligiavano appartamenti a Reggio, azzerata la gang dei rom acrobatici I NOMI

Dieci imputati e dieci condanne. Mano pesante del Giudice dell’udienza preliminare, Stefania Rachele, nei confronti di tutti gli imputati dell’operazione “Case sicure”, il blitz della Polizia di Stato che ha smantellato una gang di nomadi, la stragrande maggioranza dei quali dalle straordinarie doti atletiche e capacità acrobatiche, che commetteva furti in abitazione. Un gruppo criminale che scorrazzava ovunque in città, dal centro storico alle periferie sud e nord di Reggio.

Si è confermato puntualmente solido l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura che contestava una serie di ipotesi di reato, a vario titolo, di associazione per delinquere, furto aggravato, ricettazione e porto abusivo di armi da fuoco. Nel dettaglio le condanne disposte dal Gup: Patrizio Bevilacqua, 5 anni e 10 giorni di reclusione; Roberto Morelli, 5 anni e 20 giorni; Francesco Berlingeri, 5 anni 3 mesi e 10 giorni; Patrizio Berlingeri, 5 anni; Alessandro Bevilacqua, 5 anni e 4 mesi; Damiano Berlingeri, 5 anni 5 mesi e 10 giorni; Francesco Emanuele Bevilacqua, 3 anni e 9 mesi; Youssef Aboulkuair, 4 anni 9 mesi e 10 giorni; Amin Riah, 4 anni e 4 mersi; Giovanni Vadalà, 4 anni. Tutte le pene sono state ridotte di un terzo per la scelta del rito alternativo.

Le altre decisioni del Gup

Il Gup ha inoltre disposto l’interdizione dai pubblici uffici degli imputati, la confisca dei beni sottoposti a sequestro nel corso del blitz, il risarcimento di una delle vittime che si era costituita parte civile, riservandosi i tradizionali novanta giorni per le motivazioni della sentenza.
Secondo la tesi investigativa era organizzatissima la gang criminale specializzata nei furti a domicilio, partendo dalla roccaforte della comunità nomade di Ciccarello. Primo step dell’azione criminale il monitoraggio per giorni delle vittime designate, accertando le abitudini di vita delle vittime, citofonando alle abitazioni per escludere la presenza in casa in un determinato orario; subito dopo entravano in azione rubando l’autovettura da utilizzare. I poliziotti della Squadra Mobile hanno ricostruito almeno dieci episodi in meno di sei mesi. Colpi che avrebbero fruttato in totale ben 150 mila euro tra contanti e preziosi; rubati anche due fucili e due pistole regolarmente detenuti. Su numerosi altri furti che per gli inquirenti sarebbero stati commessi dalla stessa mano non sono state raggiunte le prove decisive.
La svolta dall’analisi delle immagini delle telecamere presenti nel perimetro dei furti. Seppur vero che i banditi fossero soliti camuffarsi il volto con sciarpe e foulard, indossando cappellini sportivi o alzando il cappuccio delle felpe, ma qualcuno un passo falso ha finito per farlo. Incastrati prima e da ieri anche condannati (ad oggi in primo grado, quindi con un percorso processuale ancora da completare).


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