Società

Susie Wiles racconta come gli «Epstein files», le strategie di guerra di Trump e i suoi atti di «vendetta» hanno fatto tremare la Casa Bianca (parte 2 di 2)

A febbraio, Bondi ha consegnato dei raccoglitori etichettati «The Epstein Files: Phase 1» a un gruppo di influencer conservatori dei social media in visita alla Casa Bianca, tra cui Liz Wheeler, Jessica Reed Kraus, Rogan O’Handley e Chaya Raichik. Quei raccoglitori, però, contenevano solo informazioni già note. «Credo che lei abbia completamente mancato il punto, non capendo che quello era un pubblico estremamente mirato, il gruppo preciso a cui questa storia interessa davvero», ha detto Wiles a proposito di Bondi. «Prima gli ha dato dei raccoglitori pieni di niente. E poi ha detto che l’elenco dei testimoni, o la lista dei clienti, era sulla sua scrivania. Non esiste nessuna lista di clienti, e di certo non era sulla sua scrivania».

Come ha raccontato Noah Shachtman su Vanity Fair, «decine e decine» di agenti dell’FBI dell’ufficio di New York sono stati incaricati di passare al setaccio i file Epstein. Molti osservatori hanno dato per scontato che stessero cercando (e magari oscurando) il nome di Trump. «Non so esattamente quanti agenti abbiano passato in rassegna quei documenti, ma erano tanti», ha detto Wiles. «Cercavano venticinque cose, non una sola».

Wiles mi ha detto di aver letto quello che lei chiama «il file Epstein». E, ha aggiunto, «[Trump] è nel file. E noi sappiamo che è nel file. E non è nel file mentre fa qualcosa di terribile». Secondo Wiles, Trump «era sull’aereo [di Epstein]… compare nell’elenco dei passeggeri. Sa, in qualche modo erano giovani, single, insomma – so che è una parola un po’ fuori moda –diciamo playboy giovani e single». (Trump ha iniziato a frequentare Melania Knauss, che ha sposato nel 2005, nel 1998. Virginia Giuffre, la più nota accusatrice di Epstein, morta suicida all’inizio di quest’anno, conobbe Epstein nel 2000, quando lavorava come addetta alla spa di Mar-a-Lago. Trump ed Epstein, secondo quanto riferito, avrebbero rotto i rapporti nel 2004).

Trump ha sostenuto, senza fornire prove, che Bill Clinton avrebbe visitato la famigerata isola privata di Epstein, Little St. James, «a quanto pare 28 volte». «Non c’è alcuna evidenza», che quelle visite siano avvenute, secondo Wiles; per quanto riguarda l’eventuale presenza di materiale compromettente su Clinton nei file, «il presidente su questo si sbagliava».

«Le persone che hanno capito davvero la portata di questa storia sono Kash [Patel] e [il vice direttore dell’FBI] Dan Bongino», ha detto. «Perché loro in quel mondo ci hanno vissuto. E anche il vicepresidente, che è un complottista da dieci anni… Per anni Kash ha ripetuto: “Bisogna pubblicare i file, bisogna pubblicare i file”. E lo diceva partendo da ciò che lui era convinto ci fosse in quei file, una convinzione che poi si è rivelata infondata».

Marco Rubio

Marco Rubio

Photographer Christopher Anderson.

A luglio, Todd Blanche, viceministro della Giustizia ed ex avvocato di Trump, si è recato in un tribunale di Tallahassee, in Florida, per interrogare Ghislaine Maxwell, storica collaboratrice di Epstein. Condannata nel 2021 per traffico sessuale, sta scontando una pena di 20 anni. «Non è insolito», ho chiesto a Wiles, «mandare il numero due del Dipartimento di Giustizia e ex avvocato difensore del presidente a interrogare una trafficante sessuale condannata?». Secondo Wiles, «è stata un’idea [di Blanche]».


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