SuperG Gardena, Franzoni dedica il podio all’amico Franzoso morto in Cile: “Mi ha guardato da lassù”

Il dito puntato verso il cielo, le parole sussurrate in un dialogo immaginario con chi non c’è più. Subito dopo, le lacrime. Si sapeva che Giovanni Franzoni sarebbe salito prima o poi sul podio, il giorno è arrivato con un terzo posto in un luogo speciale per gli azzurri, la Val Gardena dove si è disputato il superG sulla pista Saslong. Ma ancora più speciale è stata la dedica del bresciano di Manerba al termine di una prova entusiasmante e commovente: perché al traguardo, appena scoperto il tempo che lo collocava al secondo posto a soli 15 centesimi dallo svizzero Marco Odermatt, ha sollevato lo sguardo verso il cielo. Con una evidente dedica al compagno e amico Matteo Franzoso morto a settembre durante un allenamento in Cile.
Franzoni: “Passati momenti tosti”
Dopo la discesa di Franzoni sono arrivate grandi sorprese: il ceco Jan Zabystran, mai piazzato oltre l’ottavo posto, ha trovato la sciata migliore su una pista più illuminata ed è passato al primo posto. Mai in passato aveva vinto in Coppa del mondo uno sciatore della Repubblica Ceca. Anche Christof Innerhofer a 41 anni ha saputo sfruttare la situazione salendo al quinto posto che lo riempie di orgoglio e ironia: “Ho detto a Odermatt che la prossima volta lo batto…”. Ma più è passato il tempo e sono scesi i discesisti, più si è consolidata la prestazione di Franzoni che fino a oggi vantava al massimo un quarto posto nel superG di Beaver Creek. Finalmente, si è potuto lasciare andare alle emozioni, e alle lacrime: “Fare una gara del genere qui per me è follia. Oggi ho avuto la conferma, sui tratti della pista facili sono migliorato, la consapevolezza sta crescendo, sto sciando più libero di testa, mi sono detto: “O vai per sciare forte, oppure in testa non finisci“. Sono veramente orgoglioso”. Poi il pensiero all’amico perso tragicamente: “Penso che qualcuno giovedì e oggi abbia guardato da lassù: va solo a lui questa dedica, abbiamo passato momenti tosti, però il lavoro ripaga”.
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