Suora-bambina per le Tette delle monache, polemica ad Altamura
“Entra e assaggia le tette delle monache”, con tanto di traduzione in inglese per rendere la frase comprensibile ai turisti in visita nella città di Altamura. Un invito che di per sé non farebbe una grinza, se non fosse per la discutibile immagine pubblicitaria, creata ad arte dall’AI, scelta da una pasticceria altamurana per promuovere il tipico dolce locale. Perché sul cartello, presente dinanzi al locale e, stando alle segnalazioni, affisso in diverse altre zone del borgo murgiano, vi è il ritratto di una suora dai dolcissimi lineamenti infantili, che regge un vassoio di “libidinose” tette delle monache, ad altezza del torace. Quella precisa posizione potrebbe essere del tutto casuale, oppure una studiata provocazione lanciata dall’esercente per creare polemica.
“Nemmeno un quintale di zucchero può addolcire l’amaro che lascia questo cartello trovato ieri sulla strada pedonale che porta alla cattedrale di Altamura. Stiamo ancora lì – si legge in post di un utente, indignato dal manifesto, ormai virale sui social – a usare i binomi sesso e sacro e sesso e (sacro) corpo femminile, per fare pubblicità. Stiamo ancora lì, sul fondo del barile delle idee, alla periferia della modernità”.
Ad ogni modo, pur volendo sospendere il giudizio, lascia perplessi il fatto che un dolcetto famosissimo nel mondo, creato dalle monache Clarisse del Monastero di Santa Chiara nel lontano 1500, abbia davvero bisogno di una campagna pubblicitaria, oltre la soglia del cattivo gusto, nel tentativo di far gola ai consumatori del 2026.





