Sull’esame da avvocato parte il confronto al ministero
Parte il confronto tra avvocatura e ministero della Giustizia sulla riforma dell’esame forense. Martedì 10 marzo alle 12 appuntamento al ministero per Cnf e Aiga, obiettivo individuare percorso e primi contenuti della selezione dei futuri legali. Un passaggio necessario dopo che l’ultimo decreto Milleproroghe, a differenza degli anni precedenti, non ha provveduto alla conservazione della disciplina finora prevista, semplificata rispetto al passato.
La decadenza delle regole con le quali si sta tuttora svolgendo l’ultimo esame (una prova scritta e tre orali), gli elaborati sono in fase di correzione, rende urgente la determinazione del numero e del contenuto delle future prove. Se dovesse infatti rivivere la vecchia legge del 2012 la proporzione verrebbe ribaltata, dovendo passare a tre scritti e un orale.
Cosa prevede la riforma
Lo schema di legge delega di riforma dell’ordinamento forense, in discussione alla Camera, prevede invece l’introduzione di due prove scritte e una orale, ma difficilmente legge e norme delegate potranno entrare in vigore prima della prossima sessione d’esame. Di qui la necessità di un confronto per l’individuazione di una norma ponte o, preferibile, nuove regole cui potersi ancorare.
Accesso più equilibrato
Intanto Aiga esprime soddisfazione per l’appuntamento della prossima settimana, con il nuovo presidente Luigi Bartolomeo Terzo che si dichiara fiducioso «che si possa pervenire a un esame strutturato in due prove scritte e una prova orale che rappresenterebbe un passo coerente con la proposta di riforma della legge professionale forense, che prevede l’utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza, e va nella direzione di un sistema di accesso alla professione più chiaro, equilibrato e sostenibile».
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