Piemonte

Sulla ferrovia cresce una ciclabile: al Politecnico l’idea dello scultore Ventura diventa realtà

Trasformare in ciclabili le linee ferroviarie dismesse grazie a sovrastrutture che si “srotolano” sui binari, realizzate con materiale riciclabile. Si chiama Ri-Reverse il progetto nato da un’idea dell’artista Nino Ventura e sviluppato grazie al contributo scientifico del Politecnico di Torino e l’azienda di progettazione IdealPlast.

In pratica la ciclovia è costituita da una struttura ancorata ai binari già esistenti, senza che questi ultimi debbano essere rimossi: in caso di un nuovo utilizzo della ferrovia, può essere smantellata e montata altrove. È composta da plastica riciclata e pneumatici vecchi, usati rispettivamente per le lastre e balaustre e per i cordoni.

Prima e dopo

Prima e dopo 

Nell’area di Mirafiori del Politecnico è stato realizzato un dimostratore su scala reale per sviluppare il progetto in ambito industriale. Il brevetto è già stato depositato: grazie a questo sistema si è calcolato che almeno duemila chilometri di linee ferroviarie dismesse in Italia sarebbero riqualificabili, mentre in Piemonte si parla di quasi cento.

“L’idea nasce da lontano – racconta Nino Ventura, artista e scultore nato ad Acireale in Sicilia e stabilitosi a Chivasso – da quando oltre 15 anni fa mi trovai ad attraversare tutti i giorni una ferrovia dismessa. Fu allora che, attraversando i binari, cominciai a vederci una pista ciclabile. Erano già molte le linee ferroviarie smantellate e trasformate in ciclovie, ma non volevo eliminare le rotaie: le volevo usare come supporto di una pista ciclabile costruita con moduli realizzati con materiali di riciclo e in grado di essere smontata qualora fosse necessario ripristinare il passaggio dei treni”.

L'artista Nino Ventura durante le simulazioni

L’artista Nino Ventura durante le simulazioni 

Così Ventura ha proposto al Politecnico l’idea, che è diventata un progetto reale: per l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi, “rappresenta un esempio concreto di come la Regione Piemonte intenda affrontare le sfide della mobilità e della rigenerazione infrastrutturale: non consumando nuovo suolo, ma valorizzando ciò che già esiste. Trasformare linee ferroviarie dismesse in opportunità per il territorio significa unire innovazione, sostenibilità e visione strategica”.

Soddisfatta anche la vicerettrice del Poli, Claudia De Giorgi: “I temi della sostenibilità e della ricerca ad essa connessi sono centrali per il Politecnico di Torino. Progettare e sperimentare una soluzione innovativa che trasformi una ferrovia in disuso in una ciclovia significa restituire valore al territorio e alle persone”.


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