Suicidio assistito ed eutanasia: dove sono legali in Europa?
«Il nostro desiderio è andarcene insieme, lo stesso giorno. L’idea che a una delle due capiti prima è molto difficile da sopportare». Solo un anno fa le gemelle Alice e Ellen Kessler, morte a Gruenwald, vicino a Monaco di Baviera, entrambe lo stesso giorno, facevano questa dichiarazione. Secondo il quotidiano tedesco Bild, avevano optato per il suicidio assistito. È stata avviata un’indagine dalla polizia tedesca, la morte non sarebbe «attribuibile a terze persone». In Germania il suicidio assistito è possibile grazie a sentenza della Corte Costituzionale. Questa la situazione in Europa.
Suicidio assistito in Italia
Solo in Italia il suicidio assistito è vincolato al fatto che il paziente sia tenuto in vita da un trattamento di sostegno vitale. Lo mostra la mappa (a questo link) sulle legislazioni in materia di suicidio assistito in tutti i Paesi del mondo, sintesi di un’indagine effettuata dall’avvocata Alessia Cicatelli, membro di Giunta dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
In assenza di una legge nazionale che regolamenti l’aiuto alla morte volontaria in Italia questa scelta di fine vita è normata dalla sentenza numero 242 del 2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-Antoniani,che ha legalizzato l’accesso alla procedura ma solo a precise condizioni di salute delle persone.
Negli ultimi 12 mesi sono arrivate 16.035 richieste di informazioni sul fine vita tramite il Numero Bianco coordinato dalla compagna di Dj Fabo Valeria Imbrogno e le email dirette all’Associazione Luca Coscioni. Si tratta di una media di 44 richieste al giorno con un aumento del 14% in confronto ai 12 mesi precedenti. Nel dettaglio: 1.707 richieste di informazioni su eutanasia e suicidio medicalmente assistito (circa 5 richieste al giorno) e 393 richieste di informazioni rispetto all’interruzione delle terapie e alla sedazione palliativa profonda (più di 1 richiesta al giorno)
La persona malata che vuole accedere all’aiuto alla morte volontaria deve essere in possesso di determinati requisiti:
deve essere capace di autodeterminarsi,
essere affetta da patologia irreversibile,
tale patologia deve essere fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che la persona reputa intollerabili,
essere dipendente da trattamenti di sostegno vitale.
Paesi Bassi e Belgio
I Paesi Bassi sono stati il primo Paese al mondo a depenalizzare l’eutanasia nel 2002.
La legge prevede criteri per il suicidio assistito:
la richiesta del paziente deve essere volontaria;
le sue sofferenze devono essere insopportabili e non migliorino;
il paziente deve essere informato della sua prognosi;
il medico e il paziente devono aver stabilito che non esiste una ragionevole alternativa;
deve essere stato consultato un altro medico;
il medico deve aver esercitato la dovuta cura e attenzione medica nel porre fine alla vita.
I minori possono richiedere l’eutanasia a partire dall’età di 12 anni, con il consenso di un genitore o di un tutore fino ai 16 anni.
Il Belgio ha depenalizzato l’eutanasia dopo i Paesi Bassi. Qui il paziente deve essere in grado di esprimere la propria volontà, riferire sofferenze insopportabili e non avere prospettive di miglioramento. La richiesta deve essere volontaria e fatta senza pressioni esterne. Nel 2014 è stata estesa anche ai minori. Il Belgio è l’unico Paese dell’UE in cui l’eutanasia è legale per gli stranieri.
Gli altri paesi europei
Il suicidio assistito è possibile in Lussemburgo dal 2009. Nel 2021 è arrivata la legge spagnola che permette il fine vita per persone con sofferenze inaccettabili. Del 2023 l’approvazione del parlamento portoghese.
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