Campania

subito uno stop per il secondo filone del processo


Si è tenuta oggi la prima udienza del processo relativo al secondo filone d’inchiesta per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Una prima udienza lampo, visto che il giudice, dopo aver preso atto di difetti di notifica alle parti in causa, ha provveduto a disporre il rinvio dei lavori. 

Nel mese di marzo dello scorso anno vennero chiuse le indagini nei confronti di 32 indagati, agenti della penitenziaria coinvolti nei pestaggi ai danni dei detenuti avvenuti il 6 aprile 2020 e per cui è già in corso il maxi processo in Corte d’Assise.

Le indagini riguardano agenti in servizio sia a Santa Maria Capua Veterre sia al Notp di Napoli-Secondigliano: Alberto Elia, 57enne di Calvi Risorta; Armando Della Corte, 41enne di San Marcellino; Vincenzo Ghezzi, 59enne di Pollena Trocchia; Cesareo Marrandino, 56enne di Cesa; Marco Mosca, 57enne di Cellole; Vito Aversano, 61enne di Grumo Nevano; Antonio Curvo, 58enne di Cesa; Domenico Garofalo, 53enne di Portico di Caserta; Arturo Amato, 54enne di Presenzano; Marcello Zanna, 51enne di Teano; Aurelio Heriberto Clemente, 55enne di Sant’Agata de’ Goti; Angelo Tartaro, 53enne di Marcianise Luigi D’Ambrosio, 62enne di Lusciano; Pasquale Amato, 56enne di Santa Maria Capua Vetere; Nicola Macalle’, 61enne di Cesa; Emilio Paone, 68enne di Teverola; Luigi Grimaldi, 55enne di Aversa; Agostino Pignataro, 53enne di Napoli; Luigi Martino, 59enne di Teverola; Generoso Sanseverino, 60enne di Avellino; Nicola Bazzicalupo, 63enne di Teverola; Mauro Cerrato, 57enne di Acerra; Antonio Santini, 55enne di Trentola Ducenta; Maximiliano Battaglia, 58enne di Calvi Risorta; Umberto Sollo, 63enne di Napoli; Eduardo Gammella, 63enne di Cervino; Ciro Bazzicalupo, 62enne di Teverola; Sossio Vitale, 64enne di Cardito; Gennaro Ottaviano, 53enne di Napoli; Vincenzo Russo, 48enne di Gricignano d’Aversa; Salvatore Salviati, 61enne di Pomigliano d’Arco.

Gli indagati rispondono a vario titolo di abuso di autorità, lesioni e torture nei confronti dei detenuti ristretti al reparto Nilo. Nell’imputazione formulata dai pubblici ministeri si legge la dinamica delle violenze: una parte dei detenuti venne condotta al reparto Danubio dove ci furono i pestaggi. Una parte dei detenuti, invece, venne fatta uscire dalle celle e condotta nella sala ricreativa o in quella dedicata alla socialità o nelle aree passeggio dove si verificarono “una pluralità di violenze, minacce gravi ed azioni crudeli” tali da procurare “acute sofferenze fisiche” ai loro danni. Tra le accuse figurano pestaggi ma anche condotte umilianti con i detenuti costretti a denudarsi o come il taglio di barba e capelli. Condotte che vennero descritte dal gip come “orribile mattanza”.

Per questo secondo filone sono 178 le persone offese.

Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Angelo Raucci, Felice Belluomo, Rosario Avenia, Carlo De Stavola, Dario Mancino, Antonio Salzano, Gianluca Di Matteo e Domenico Scarpone. Tra i difensori dei detenuti vittime delle condotte figurano, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Alesci, Agostino Russo, Gennaro Caracciolo, Paolo Conte, Carmine D’Onofrio, Lucio Marziale, Simona Filippi e Raffaella Ianniello.


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