Subito esaurita la ristampa di “Mel” di East River Pipe: altra ristampa in arrivo ad aprile

La notizia è di quelle belle, ma anche di quelle che mettono parecchia fretta addosso ai ritardatari. A dicembre la Merge Records annunciava la riedizione per il trentesimo anniversario del classico “Mel” (1996) degli East River Pipe. Entrambe le versioni, quella in vinile bianco della Secretly Society e quella in vinile nero disponibile sul negozio Merge, sono andate immediatamente esaurite. Ecco che l’etichetta ha capito che qui “c’è voglia” di FM Cornog e così l’LP in vinile nero tornerà disponibile ad aprile! Le quantità sono, ancora una volta, limitate e quindi il consiglio è quello di volare subito sul Bandcamp di ERP o sul sito Merge per prenotare il vinile.
Posso dire che sono contento? Vedere tutto questo affetto per quel talento assoluto e così tanto sottovalutato di FM Cornog mi riempie di gioia. Come non pensare alla sua vita travagliata? Come non vederlo come un fiore che è venuto fuori dal cemento? Un sconfitto che trova un appiglio (Barbara Powers) e rinasce, letteralmente rinasce. Che avventura incredibile quella di questo musicista del New Jersey, uno che sarebbe potuto passare inosservato e invece la sua musica ha trovato la fortuna (in primis) e poi forza e la capacità di mostrarsi, senza muscoli e voce alta, ma solo con la forza di una scrittura sincera, di una bassa fedeltà che arriva al cuore di chi ascolta.
Il nostro cantore parla di sconfitte, di uomini invisibili, tanto meschini quanto perdenti, di realtà degradate, di strade, di quartieri, di persone inevitabilmente segnate e lo fa con la sapienza di chi queste cose le ha toccate con mano. Che poi il tutto sia baciato dal dio dell’indie-pop, con melodie incredibili, con una specie di dream-pop minimal beh, questo è un vero miracolo musicale e il fatto che addirittura ci sia la Sarah Records come etichetta per alcune della sue uscite, dai, è quanto di più meraviglioso ci possa essere.
La Merge ristampa “Mel” ed è l’occasione buona per riprendere in mano questo capolavoro che alza la testa dal lo-fi, che brilla struggente e malinconico tra le chitarre e i synth, con la sua produzione casalinga ma non troppo, con quella voce dolente e inconfondibile. Un disco che amo per tanti motivi e uno di questi è inevitabilmente la presenza di “Prettiest Whore”, la mia canzone preferita di East River Pipe: brano con un ritornello pazzesco e queste magnifiche chitarre sature. Cornog sale di tono cantando della sua puttana del cuore e tutto si fa incantevole.
Ballate struggenti in cui la rassegnazione o forse l’accettazione di un percorso si fanno strada si alternano frangenti più briosi, attimi in cui forse schegge di serenità (parola grossa) sembrano poter fare capolino, forse più che una vera e propria pace è un senso di angoscia che si fa meno pressante. Ecco allora le ombre, con la struggente “Kill The Action”, la dolente “Take Back The Days” e la riverberata “I Am A Small Mistake”, ma anche la dolcezza morbida di “Beautiful Worn-Out Love” che si accosta a quei synth quasi accoglienti di “We’re Going To Nowhere” e i raggi di sole che “Spotlight” ci lascia in dote. Nel percorso di Cornog i sentimenti si accavallano, si percepiscono tanto da avere la pelle d’oca e ci arrivano, diretti e sinceri come non mai.
“Mel” è un capolavoro. Dobbiamo anche usarle certe parole dai. Un disco che non ci si stanca mai di ascoltare e che serve come gradino necessario e fondamentale per l’ascolto di “The Gasoline Age” e qui si apre un nuovo immenso capitolo che, beh, prima o poi tratteremo.
Intanto lasciatemelo dire…ti voglio bene mr. Cornog.
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