Stupro di Palermo, l’audio di Asia Vitale ritratta – in parte – la ricostruzione della notte della violenza di gruppo
Una telefonata registrata, fra Asia Vitale e il podcaster palermitano Gioacchino Gargano, smonta in parte la ricostruzione dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo la notte del 7 luglio di due anni fa. La giovane vittima ritratta le sue dichiarazioni inziali sul consenso, specificando di averlo inizialmente concesso, per poi cambiare idea e ritirarlo quando cominciava a sentirsi male. Asia Vitale, ai carabinieri, aveva raccontato di aver incontrato i sette ragazzi in un locale. Dopo averla fatta ubriacare – aveva riferito – l’avevano portata in un cantiere abbandonato e violentata, filmando le violenze.
I ragazzi (ora tutti in carcere, sei con condanna definitiva), invece, hanno sempre sostenuto che, dopo averli incontrati alla Vucciria, la giovane li avesse invitati ad andare nel cantiere abbandonato, luogo della violenza di gruppo, per provare nuove esperienze. Hanno anche sostenuto che la ragazza fosse brilla, ma perfettamente cosciente. E che quando ha chiesto loro di fermarsi, il rapporto sessuale sarebbe stato interrotto.
A confermare la violenza era stato anche il medico che aveva soccorso Asia Vitale: «La paziente al mio arrivo era scioccata, disorientata. Riferiva dolore in una zona compatibile con una possibile violenza. Non voleva riferire il nome del ragazzo col quale si doveva incontrare alla Vucciria. Mi ha anche detto di aver detto al barman: “Non sentirli, non continuare a darmi da bere”, e poi ha raccontato della violenza. Le lesioni riscontrate sono compatibili con quanto raccontato dalla ragazza e sono compatibili con una violenza. Se anche non ci fossero lesioni sessuali questo non vorrebbe significare l’incompatibilità di uno stupro, ma semplicemente che lo stato di ubriachezza incide nelle capacità di autodifesa e di opposizione».
Nella registrazione che è stata fatta ascoltare dalle Iene, nel loro servizio andato in onda ieri sera, il podcaster ha detto ad Asia Vitale: «Secondo me tu li hai denunciati perché magari ci sei rimasta male per qualcosa». E lei: «No no, non è questo il perché». Poi spiega più nel dettaglio: «La situazione non l’ho creata io, mi ci sono ritrovata. Capisci? Io non ho organizzato un c**zo». In un primo momento, o almeno così sembra emergere dalle parole registrate dal podcaster, Asia Vitale era consenziente al rapporto di gruppo: «Io gli ho detto: “Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, apposto, venite con me”». La giovane ha ammesso di non essere lucida quella sera. E, a proposito della denuncia: «Loro sono stati così cretini da ammettere la loro colpevolezza, quindi… Io a quel punto non ho potuto fare più niente. Anzi, addirittura mi ricordo che prima ancora che uscisse la notizia, io ero andata dai carabinieri per ritirare la denuncia, ma mi hanno detto che non era ritirabile, perché continuava d’ufficio».
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