Società

Stupro di Palermo, la vittima minacciata e sequestrata: «Devi ritirare la denuncia»

Ancora soprusi e minacce per la ragazza di 19 anni che, lo scorso anno, il 7 luglio, è stata vittima dello stupro di Palermo. Ieri sera la giovane, che era stata abusata al Foro Italico da sette ragazzi che hanno anche filmato le violenze, è stata minacciata e sequestrata da un giovane e da sua madre a Ballarò.

Secondo le ricostruzioni, il ragazzo sarebbe inserito nella lista degli indagati perché la vittima avrebbe fatto il nome durante le deposizioni per lo stupro di gruppo, quando le forze dell’ordine le hanno chiesto se in precedenza avesse subito altri episodi di violenza. Dunque, non sarebbe uno dei sette coinvolti nelle violenze al Foro Italico, ma il responsabile di altri abusi avvenuti tra maggio e giugno. Così ieri, insieme alla madre, avrebbe cercato di spingere la vittima a ritrattare la denuncia.

La ragazza era in piazza a Ballarò insieme al fidanzato, quando, poco dopo la mezzanotte, il giovane è arrivato in macchina insieme alla madre e ha iniziato a insultarla pesantemente, per poi portarla via con la forza. «L’ho vista mentre la trascinavano via, se la sono portata fino a casa mentre io avevo un coltello puntato alla gola», ha riferito il fidanzato, che appena è riuscito a liberarsi è corso dai carabinieri. «Ci hanno puntato un coltello e ci hanno divisi. Mi hanno immobilizzato e ho visto che portavano via A. con la forza. Volevo chiamare subito aiuto ma me l’hanno impedito».

La vittima ha raccontato di essere stata costretta con la forza e con le minacce ad entrare nella casa del presunto molestatore e della madre. «Mi gridavano: “Ti ammazziamo”, mentre mi picchiavano, dopo avermi trascinata a forza a casa loro», ha riferito la diciannovenne.

Adesso madre e figlio potrebbero essere accusati di minacce, porto abusivo d’arma bianca e sequestro di persona.

Intanto è stato condannato a 8 anni e 8 mesi l’unico minorenne che ha partecipato allo stupro di Palermo. Il gup del tribunale per i minorenni Maria Pino ha stabilito una pena superiore a quella – di 8 anni – che era stata chiesta dalla procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna. Sono accusati della violenza anche Angelo Flores, Cristian Barone, Gabriele Di Trapani, Christian Maronia, Samuele La Grassa, Elio Arnao, tutti maggiorenni e, in questo momento, tutti in carcere. Anche loro, come il minorenne, hanno chiesto di poter essere giudicati con il rito abbreviato, e il processo inizierà questo mese.


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