Liguria

Studio medico sequestrato alla Foce: il chirurgo era stato radiato dall’Ordine dei medici, reintegrato dopo il ricorso in Cassazione


Genova. Era stato radiato dall’Ordine dei medici nel 2018 ma poi reintegrato nell’ottobre 2021 dopo aver vinto il ricorso in Cassazione il medico chirurgo plastico a cui i Nas nei giorni scorsi hanno messo i sigilli allo studio nel quartiere della Foce dopo la denuncia di una paziente.

La conferma arriva dal suo avvocato Andrea Cechini che chiarisce come il sequestro abbia riguardato tre stanze all’interno di uno studio medico condiviso con altri professionisti e le relative apparecchiature mediche. Al medico, non è fatto divieto di esercitare la professione, visto che al momento non è stata chiesta nessuna misura interdittiva. “Per questo il mio assistito – spiega il legale – mi ha dato incarico per procedere con la registrazione presso la Asl di un piccolo ambulatorio dove poter esercitare senza incorrere in irregolarità”.

Il medico era stato denunciato anche per esercizio abusivo della professione, sempre su segnalazione dei Nas, per aver continuato a lavorare anche durante il periodo in cui era stato radiato. Secondo il suo legale “buona parte di queste segnalazioni è decaduta perché riguarda il periodo tra la pronuncia della Cassazione che lo ha riabilitato e il tempo tecnico che ci ha messo l’ordine dei medici per reinserirlo nell’Albo”.

La pm Gabriella Dotto, che coordina le indagini, sta cercando di acquisire tutte le segnalazioni e le denunce passate che riguardano il chirurgo mentre è in corso la consulenza medico legale dopo le lesioni denunciate da un paziente di 30 anni che si era sottoposta a un intervento di mastoplastica additiva. Dopo l’operazione era insorta una infezione e così era stata nuovamente operata. Un secondo intervento che però aveva aggravato ancora di più le condizioni della donna tanto da farla finire in ospedale. Proprio da questa denuncia è scattato il sequestro.

A novembre un’altra donna, aveva fatto denuncia dopo un intervento di mastoplastica riduttiva a cui era seguita un’infezione. La pm Daniela Pischetola aveva aperto un fascicolo per lesioni colpose e aveva indagato l’uomo.




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