studiava all’università e lavorava come stagionale nella cantina sociale

A Scerni è il giorno del dolore e del silenzio davanti alla morte di Andrea Di Risio, lo studente 21enne che ha perso la vita mentre stava operando con un macchinario all’interno della cantina sociale San Panfilo. Un ragazzo prossimo alla laurea in Scienze motorie, con tanti sogni e progetti: lavorava come stagionale nella cantina di Scerni, in questo periodo impegnata nella vendemmia.
Sul posto, appena appresa la notizia, si è recato anche il sindaco Daniele Carlucci che a nome dell’amministrazione comunale si è stretto un abbraccio simbolico ai genitori della vittima. “È il momento del dolore e del raccoglimento, no quello di cadere in giudizi sommati o critiche affrettate. Oggi, più che mai, Scerni, deve dimostrare di essere una comunità matura, capace di fermarsi e di stringersi attorno a chi soffre” le parole del primo cittadino che ha espresso vicinanza anche alla governance e ai lavoratori della Cantina San Panfilo per questo dramma “che sconvolge profondamente anche l’azienda”.
Una scomparsa che lascia un dolore immenso e un vuoto impossibile da colmare anche secondo il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio che esprime “il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli volevano bene. A loro va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza in queste ore così difficili. In attesa che gli accertamenti chiariscano la dinamica dell’accaduto, resta lo sgomento per una giovane vita spezzata sul lavoro. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità irrinunciabile, in ogni luogo e per ogni attività. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre lavora”.
“Siamo addolorati e sconcertati – dichiara la segretaria generale della Fai Cisl Abruzzo Molise, Francesca Di Credico – . Un ragazzo che stava per concludere gli studi e che affrontava un lavoro stagionale non può non tornare a casa. Ci stringiamo con affetto alla sua famiglia e alla comunità di Scerni. Attendiamo che le autorità accertino con rigore la dinamica e le eventuali responsabilità ma una cosa è chiara: ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti”. La tragedia arriva nel pieno della vendemmia e delle prime lavorazioni in cantina, uno dei momenti più intensi e delicati per il settore vitivinicolo, quando i ritmi si fanno serrati e il ricorso a manodopera stagionale e giovane aumenta. “È proprio in questi periodi che l’attenzione alla sicurezza deve essere massima”, prosegue Di Credico. “Fatti come questo ci preoccupano e ci sconcertano e riaccendono i riflettori sulla sicurezza nel comparto agricolo e agroalimentare dove i rischi sono molteplici. Macchinari, lavori in quota, spazi confinati, ambienti di lavorazione con rischi specifici, carichi di lavoro e stagionalità”.
Nel dolore per questa tragedia, anche la Uil Abruzzo rinnova la propria vicinanza ai familiari continuando a prestare il proprio impegno per la tutela della vita e della dignità del lavoro ogni giorno. “Il nostro primo pensiero va alla famiglia e agli affetti di questo ragazzo, la cui vita è stata spezzata troppo presto – dichiara il segretario generale regionale Michele Lombardo. ”In un età così giovane, si dovrebbe avere il diritto di poter costruire il proprio futuro in sicurezza, e non di perderlo sul posto di lavoro”.
La procura di Vasto ha aperto un fascicolo ed è stata disposta l’autopsia, che verrà eseguita nell’ospedale di Chieti.
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