Campania

Studenti ‘bloccati’ a Dubai, tre giorni nei sotterranei prima del rientro. Il video dell’inno cantato in aereo è virale


Sono rientrati, cantando l’inno di Mameli, i 200 studenti che si trovavano a Dubai per il prestigioso progetto internazionale “Dubai Un & Abu Dhabi 2026 – L’ambasciatore del futuro”, promosso da Wsc Italia. Tra loro due ragazzi del liceo scientifico Enrico Fermi di Aversa, Ugo Santoli e Alfredo Pozzi.

I ragazzi stavano svolgendo le loro attività, una simulazione diplomatica in lingua inglese. Mentre era in corso la “trattativa simulata” quella “reale”, con la diplomazia che ha lasciato spazio alle bombe. Tutto è cambiato in pochi minuti. Gli aerei militari, le esplosioni. I 200 studenti sono stati costretti a rifugiarsi nei sotterranei. Tre lunghi giorni fatti di angoscia per i ragazzi ma anche per le loro famiglie. 

Un’angoscia che Massimiliano Santoli, papà di Ugo e vice presidente di Confindustria Caserta con delega al Marketing Associativo e ai Rapporti con Organizzazioni di Sistema, racconta così: “Tre giorni in cui mio figlio era a Dubai con altri duecento ragazzi, chiusi nei sotterranei di un albergo, mentre fuori il mondo in cui stavano, stava prendendo fuoco – scrive sui social quando ormai il peggio è passato – Chi ha vissuto l’attesa di un whatsapp che non arriva, o che arriva e trasmette angoscia e paura sa di cosa parlo. Non è una paura che riesci a gestire con la razionalità. Ti siede addosso e non se ne va. Sono tornati. Grazie a Dio sono tornati tutti”.

 


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