Studentessa di 15 anni destina borsa di studio ad associazione in supporto alle famiglie indifficoltà

Una studentessa di quindici anni ha scelto di destinare la sua borsa di studio, ricevuta per merito scolastico, all’associazione Famiglie e Abilità. Lo ha fatto in silenzio, con una lettera scritta a mano e senza cercare attenzione. Il Coordinamento Nazionale Docenti di Diritti Umani ha deciso di attribuirle un encomio morale e civile.
Una scelta che non riguarda solo il denaro
Non si tratta semplicemente di un atto di beneficenza. La donazione è stata il risultato di una decisione consapevole, maturata con naturalezza. La ragazza ha indicato con precisione chi sostenere: un’associazione che ogni giorno lavora con e per persone con disabilità, offrendo supporto anche alle famiglie. Un gesto che si colloca nel solco della cittadinanza attiva, dove l’impegno verso gli altri nasce da una responsabilità sentita, non da un dovere imposto.
Un merito che non isola
Nel contesto di un’epoca in cui i successi personali vengono spesso vissuti come traguardi individuali, il gesto della ragazza ne ribalta il significato: “Il merito non è accumulo, ma condivisione”. È questa la lettura che il Coordinamento ha voluto dare, sottolineando come sensibilità e consapevolezza possano diventare strumenti concreti di promozione della dignità, dell’inclusione e dei Diritti Umani.
Il ruolo della scuola e del territorio
Secondo i docenti, l’azione della studentessa non nasce per caso. A renderla possibile è un ambiente educativo che non separa l’eccellenza dall’etica, un’amministrazione locale che riconosce i talenti, un tessuto associativo presente. Quando questi elementi si intrecciano, il gesto di un singolo diventa esperienza collettiva.
Le parole dell’encomio
Il Coordinamento ha motivato così il riconoscimento: “Per aver saputo trasformare un riconoscimento personale in un atto di profonda responsabilità sociale, dimostrando che il merito scolastico, quando è illuminato da sensibilità e consapevolezza, diventa strumento concreto di promozione dei Diritti Umani, di inclusione e di costruzione del bene comune”.
Non un’eccezione, ma un segnale
Il gesto della studentessa, scrivono ancora i docenti, “non deve essere letto come un’eccezione isolata”, ma come una possibilità concreta e replicabile. Raccontarlo significa offrirlo come esempio, senza idealizzarlo. Significa riconoscere che in mezzo a tanti segnali disillusi, ce ne sono altri capaci di orientare.
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