Liguria

Student housing diffuso, ecco le linee di indirizzo della giunta comunale per 60 nuovi alloggi


Genova. Approvato dalla giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Casa, Edilizia Residenziale Pubblica e Patrimonio, Davide Patrone, le linee di indirizzo a Spim, società per il patrimonio immobiliare interamente partecipata dal Comune di Genova, per la valorizzazione di 60 alloggi, originariamente destinati alla dismissione, per la realizzazione di housing sociale di studentato diffuso.

I 60 alloggi saranno destinati – tramite bando – a studenti, in particolare fuori sede iscritti a corsi di laurea universitaria degli atenei genovesi, dottorandi, ricercatori, visitor professor, studenti Erasmus impegnati presso istituti, ospedali, cliniche o aziende private convenzionati con l’Università.

“Gli alloggi interessati dal progetto di valorizzazione, con un bando Spim per l’individuazione di un privato gestore a canone calmierato, sono localizzati in maniera diffusa sul territorio – spiega l’assessore Patrone – nel Levante, in particolare nel quartiere di Borgoratti, in Media Val Bisagno, nel municipio Centro Est in Oregina e Lagaccio, a San Teodoro e Fiumara nel Municipio Centro Ovest, in Val Polcevera a Pontedecimo”.

“Questi alloggi – continua – attualmente inutilizzati, andranno quindi a valorizzare una parte importante di patrimonio civico, aumenteranno l’offerta abitativa, di cui oggi la città è carente, rivolta a giovani che vengono a studiare, fare ricerca o specializzarsi a Genova e si aggiungono a quelli che abbiamo già messo a bando ieri, una risposta concreta al fabbisogno abitativo e, ponendo attenzione alla dimensione sociale della questione abitativa, alla necessità di canoni calmierati per i giovani, che rappresentano anche un motore di rigenerazione sociale indispensabile per la comunità”.

“Lo student housing diffuso – conclude Patrone – è inoltre un tassello fondamentale per rendere Genova una città universitaria a tutti gli effetti: gli ultimi dati ci dicono che quasi un terzo degli studenti universitari in città sono fuori sede e la richiesta di alloggi è altissima. Una maggiore offerta di alloggi di social housing rivolto a studenti pensiamo possa attivare anche un circuito virtuoso nel calmierare i canoni di affitto, che oggi in tantissime città universitarie hanno raggiunto picchi insostenibili minando non solo il diritto alla casa, ma anche il diritto allo studio: da Genova, la città più anziana d’Italia, può partire una controtendenza”.

La delibera sarà portata per la discussione e approvazione in commissione e in consiglio comunale.




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